Chiusa l’area della cascata: tuffi vietati dal Golfarone
Il sindaco Fiocchi emana un’ordinanza «per motivi di sicurezza» Deciso anche il divieto di balneazione in un’area 50 metri a valle e 50 a monte
VILLA MINOZZO. Fino a non troppi anni fa era un posto che conoscevano in pochi, ma già allora c’era qualche temerario che per una scarica di adrenalina si abbandonava a tuffi dalle rocce, persino dalla cima della cascata. Ora però, la cascata del Golfarone è diventata una meta frequentatissima, specie in queste torride settimane estive: il giorno di ferragosto, ma anche la domenica precedente, era possibile contare più di cento auto parcheggiate lungo la strada provinciale in prossimità del sentieri che scendono verso il letto del torrente. Un aumento esponenziale della frequentazione, ma anche di chi prova il tuffo, e questo ha portato anche ad alcuni incidenti. Nei primi giorni di agosto una 21enne riportò varie ferite con il compagno proprio nella zona della cascata.
Ormai, a seguito del passaparola, ma anche di video (visibili su YouTube) di giovani che si tuffano, la “fama” del Golfarone è esplosa, tanto che l’amministrazione comunale, consapevole dei rischi, ha deciso di emettere una ordinanza per vietare la balneazione in quel tratto di torrente. Spiega il sindaco Luigi Fiocchi nel testo: «Al Golfarone è presente una cascata naturale dell'altezza di circa 15 metri: l'accesso all’area viene effettuato principalmente dalla strada provinciale "Delle Forbici", con il sentiero che parte all’altezza del km 19,7.
Si tratta di un sentiero scosceso e in alcuni tratti pericoloso che attraversa una zona boscata; soprattutto nei mesi estivi tale zona è frequentata da molti turisti, che purtroppo non si limitano ad ammirare la bellezza della cascata naturale e del sottostante gorgo d'acqua, ma in alcuni casi si tuffano pericolosamente dalla sommità della cascata stessa. Durante questa estate in prossimità della cascata si sono già verificati incidenti a turisti con gravi conseguenze per gli stessi, che sono stati soccorsi grazie all'intervento congiunto del Soccorso Alpino e dell'Elisoccorso del 118. Sul tema abbiamo ricevuto anche, il 16 agosto, una segnalazione da parte dei carabinieri forestali della stazione di Castelnovo Monti, con la quale si segnalano le numerose autovetture parcheggiate a lato della strada provinciale in prossimità del sentiero; che un tratto del sentiero di accesso è ripido e di difficile percorribilità; che c’è una notevole presenza di turisti accampati sulla rive del torrente Secchiello; in particolare che in prossimità della cascata vi erano ragazzi pronti a tuffarsi dalla sommità della cascata, ai quali è stato vietato di farlo per motivi di sicurezza».
Inoltre, i carabinieri forestali hanno segnalato un consistente abbandono di rifiuti urbani quali sacchetti, carte, plastiche, lattine, lasciati lungo il sentiero di accesso alla cascata. Il sindaco Fiocchi conclude: «È ormai urgente provvedere, al fine di evitare ulteriori incidenti ai frequentatori della zona e la deturpazione del sito di alto valore naturalistico; quanto accertato costituisce potenziale pericolo per la pubblica e privata incolumità».
L’ordinanza impone «il divieto di balneazione alla Cascata del Golfarone, per un'area di circa 50 metri a monte della cascata e per altri 50 metri a valle della cascata lungo il torrente Secchiello, e il divieto assoluto di tuffarsi dalla cascata stessa, onde evitare ulteriori incidenti ai frequentatori della zona e la salvaguardia di un sito di alto valore naturalistico».
Nelle prossime giornate, in particolare nei weekend, l’amministrazione disporrà nella zona delle cascate una sorveglianza che sia in grado di garantire l’applicazione di una ordinanza che, in mancanza di qualche “controllore” sul posto, potrebbe risultare molto difficile da applicare vista ormai l’abitudine diffusa di visitare il Golfarone e anche di effettuare i pericolosi tuffi dalle rocce circostanti.
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