IL BANDO
Fondi regionali di 15mila euro per i comuni dell’Appennino
REGGIO EMILIA. Baiso, Canossa, Carpineti, Casina, Castelnovo Monti, Toano, Ventasso, Vetto, Viano, Villa Minozzo. Ecco i Comuni reggiani in cui è possibile ambire a un contributo dall’Emilia Romagna...
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REGGIO EMILIA. Baiso, Canossa, Carpineti, Casina, Castelnovo Monti, Toano, Ventasso, Vetto, Viano, Villa Minozzo. Ecco i Comuni reggiani in cui è possibile ambire a un contributo dall’Emilia Romagna di 15mila euro. Un premio conferito una volta soltanto dalla Regione per settori diversi rispetto all’agricoltura.
Le domande possono essere presentate da dopodomani fino al 17 novembre utilizzando il sistema informatico Agrea. Al bando possono partecipare maggiorenni (ma non pensionati) che non stati titolari o contitolari di un’impresa nel 2016 e che risultino iscritti all’Anagrafe regionale delle aziende agricole. Gli aspiranti imprenditori devono presentare un Piano di sviluppo aziendale (Psa)di durata biennale per la costituzione di una ditta individuale in un settore diverso dall’agricoltura e che rientri nella definizione di micro impresa secondo la normativa dell’Unione europea.
Le caratteristiche sono: meno di 10 dipendenti e un fatturato o bilancio annuo inferiore ai 2 milioni di euro. L’impresa può consistere nell’esercizio di una libera professione e dovrà avere sede legale e operativa in uno dei territori interessati. Il premio di 15mila euro non è cumulabile con altre sovvenzioni a qualsiasi titolo per la realizzazione del progetto.
Tra le spese ammissibili figurano quelle: per la costruzione e la ristrutturazione di immobili ad uso produttivo; l’acquisto di macchinari ed attrezzature, impianti di lavorazione/trasformazione dei prodotti aziendali; costi di informazione e comunicazione per la realizzazione di pubblicazioni ad hoc o per l’acquisto di spazi pubblicitari; canoni di affitto di locali e rate dei mutui; realizzazione di siti web, acquisizione e sviluppo di programmi informatici. Non sarà riconosciuto alcun premio se l’ammontare della spesa è inferiore ai 15mila euro.
L’istruttoria delle domande dovrà concludersi entro il 30 marzo 2018, poi sarà stilata una graduatoria unica regionale dando innanzitutto precedenza agli under 35, alle donne, a persone sottoccupate, disoccupate o con un reddito molto basso, in secondo luogo al grado d’innovazione dei progetti, alle ricadute occupazionali e alla sostenibilità energetica ed ambientale. (g.f.)
Le domande possono essere presentate da dopodomani fino al 17 novembre utilizzando il sistema informatico Agrea. Al bando possono partecipare maggiorenni (ma non pensionati) che non stati titolari o contitolari di un’impresa nel 2016 e che risultino iscritti all’Anagrafe regionale delle aziende agricole. Gli aspiranti imprenditori devono presentare un Piano di sviluppo aziendale (Psa)di durata biennale per la costituzione di una ditta individuale in un settore diverso dall’agricoltura e che rientri nella definizione di micro impresa secondo la normativa dell’Unione europea.
Le caratteristiche sono: meno di 10 dipendenti e un fatturato o bilancio annuo inferiore ai 2 milioni di euro. L’impresa può consistere nell’esercizio di una libera professione e dovrà avere sede legale e operativa in uno dei territori interessati. Il premio di 15mila euro non è cumulabile con altre sovvenzioni a qualsiasi titolo per la realizzazione del progetto.
Tra le spese ammissibili figurano quelle: per la costruzione e la ristrutturazione di immobili ad uso produttivo; l’acquisto di macchinari ed attrezzature, impianti di lavorazione/trasformazione dei prodotti aziendali; costi di informazione e comunicazione per la realizzazione di pubblicazioni ad hoc o per l’acquisto di spazi pubblicitari; canoni di affitto di locali e rate dei mutui; realizzazione di siti web, acquisizione e sviluppo di programmi informatici. Non sarà riconosciuto alcun premio se l’ammontare della spesa è inferiore ai 15mila euro.
L’istruttoria delle domande dovrà concludersi entro il 30 marzo 2018, poi sarà stilata una graduatoria unica regionale dando innanzitutto precedenza agli under 35, alle donne, a persone sottoccupate, disoccupate o con un reddito molto basso, in secondo luogo al grado d’innovazione dei progetti, alle ricadute occupazionali e alla sostenibilità energetica ed ambientale. (g.f.)
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