Ma le start up a Reggio aumentano ancora
Le realtà innovative sono cresciute da 56 del 2015 a 77 del 2016 sino alle 94 dell’ultima rilevazione
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REGGIO EMILIA. Le start up a Reggio Emilia? Sono in crescita. Il dato si ottiene incrociando i dati del Registro imprese delle Camere di Commercio (aggiornati al 31 luglio 2017) con le ultime relazioni annuali al Parlamento. I testi sono stati presentati dal ministro dello Sviluppo Economico (Federica Guidi prima, Carlo Calenda poi) e riflettono “sullo stato di attuazione e sull’impatto a sostegno delle start up e delle piccole e medie imprese innovative”, come scritto nel sottotitolo.
Nel settembre 2015 le start up innovative a livello provinciale risultavano 56, con un’incidenza dell’1,3% e una classificazione di 44,2 start up innovative ogni 10mila società.
Nell’edizione 2016 il numero delle start up crescono a 77, vale a dire 79,1 ogni 10mila società. In attesa del nuovo rapporto al Parlamento, i dati delle Camere di Commercio mostrano come le start up innovative reggiane siano 94, vale a dire 17 in più rispetto al 2016 e 38 in più rispetto al 2015. A livello percentuale, si tratta di un incremento del 22,08% dall’anno precedente e del 67,86% da due anni prima. A livello grafico, i tre dati si possono rappresentare con una linea formata da due segmenti con pendenza quasi costante, così come l’andamento nel tempo dal 2015 al 2017.
Un dato che va in controtendenza con quanto emerge a livello nazionale, visto che in Italia la mortalità media delle imprese innovative è del 50% (come sottolineato nell’incontro Economia sotto l’ombrellone). In pratica, una su due non riesce a continuare, dopo aver avviato la propria attività.
Un aspetto che trova conferma nei dati ministeriali è il tipo di start up in fatto di forma giuridica. Su 94 imprese innovative reggiane, appena due sono cooperative (2,14%). A livello nazionale, la percentuale era esattamente del 2,14% nel 2015 (90 cooperative sul totale di 4.206 imprese innovative) e del 2,05%l’anno dopo (122 cooperative sul totale di 5.942 imprese innovative).
Nelle ultime due relazioni al Parlamento, inoltre, è migliorata la posizione in classifica della provincia di Reggio Emilia nel contesto tricolore. Al vertice del podio resta sempre Milano, con 609 start up innovative nel 2015 e 875 nel 2016. Seguono Roma (passata da 362 a 519) e Torino (da 226 a 291). Il quarto posto che vale la medaglia di legno se l’aggiudica Bologna nel 2015 (a quota 135) e Napoli l’anno dopo (190). Nel capoluogo campano c’è stato un aumento consistente rispetto al 2015 (quando le imprese innovative e erano 125), mentre le start up nella provincia delle due Torri sono diventate 178 (ovvero il 31,85% in più). Al sesto posto in entrambe le rilevazioni (e al secondo posto regionale) compare Modena, in cui le start up sono passate da 111 a 144 (con un aumento del 29,72%).
Reggio occupa il terzo posto in Emilia Romagna in entrambe le rilevazioni, compiendo però un passettino avanti su scala italiana. Nel 2015, infatti, il territorio reggiano (inteso sempre a livello provinciale) compariva al 19esimo posto per le 56 start up presenti nel reggiano. Dopo 12 mesi, invece, la nostra provincia s’è portata al 18esimo posto, grazie all’aumento del 37,50% fatto segnare da una rilevazione all’altra. Reggio ha così potuto spodestare in graduatoria Verona, passata da 57 imprese innovative a 76 (con un incremento del 33,33%).
I dati più recenti, stilati quest’anno dal Registro Imprese, non consentono ancora n confronto ufficiale a livello nazionale, come quello compiuto ogni anno dalla relazione al Parlamento del ministero dello Sviluppo economico. Le cifre, in ogni caso, permettono di ricavare alcune informazioni riguardanti il territorio. Come il 60,64% si concentra nel capoluogo di provincia e il restante 39,36% è sparso negli altri luoghi del territorio, in primo luogo Rubiera e Bibbiano.
Il quadro è frastagliato, visto che vi è una singola start up a Brescello, Campagnola, Carpineti, Casalgrande, Castelnovo Sotto, Correggio, Fabbrico, Gualtieri, Luzzara, Novellara, Quattro Castella, Rolo, San Martino in Rio, San Polo D’Enza, Sant’Ilario, Scandiano e Villa Minozzo. (g.f.)
Nel settembre 2015 le start up innovative a livello provinciale risultavano 56, con un’incidenza dell’1,3% e una classificazione di 44,2 start up innovative ogni 10mila società.
Nell’edizione 2016 il numero delle start up crescono a 77, vale a dire 79,1 ogni 10mila società. In attesa del nuovo rapporto al Parlamento, i dati delle Camere di Commercio mostrano come le start up innovative reggiane siano 94, vale a dire 17 in più rispetto al 2016 e 38 in più rispetto al 2015. A livello percentuale, si tratta di un incremento del 22,08% dall’anno precedente e del 67,86% da due anni prima. A livello grafico, i tre dati si possono rappresentare con una linea formata da due segmenti con pendenza quasi costante, così come l’andamento nel tempo dal 2015 al 2017.
Un dato che va in controtendenza con quanto emerge a livello nazionale, visto che in Italia la mortalità media delle imprese innovative è del 50% (come sottolineato nell’incontro Economia sotto l’ombrellone). In pratica, una su due non riesce a continuare, dopo aver avviato la propria attività.
Un aspetto che trova conferma nei dati ministeriali è il tipo di start up in fatto di forma giuridica. Su 94 imprese innovative reggiane, appena due sono cooperative (2,14%). A livello nazionale, la percentuale era esattamente del 2,14% nel 2015 (90 cooperative sul totale di 4.206 imprese innovative) e del 2,05%l’anno dopo (122 cooperative sul totale di 5.942 imprese innovative).
Nelle ultime due relazioni al Parlamento, inoltre, è migliorata la posizione in classifica della provincia di Reggio Emilia nel contesto tricolore. Al vertice del podio resta sempre Milano, con 609 start up innovative nel 2015 e 875 nel 2016. Seguono Roma (passata da 362 a 519) e Torino (da 226 a 291). Il quarto posto che vale la medaglia di legno se l’aggiudica Bologna nel 2015 (a quota 135) e Napoli l’anno dopo (190). Nel capoluogo campano c’è stato un aumento consistente rispetto al 2015 (quando le imprese innovative e erano 125), mentre le start up nella provincia delle due Torri sono diventate 178 (ovvero il 31,85% in più). Al sesto posto in entrambe le rilevazioni (e al secondo posto regionale) compare Modena, in cui le start up sono passate da 111 a 144 (con un aumento del 29,72%).
Reggio occupa il terzo posto in Emilia Romagna in entrambe le rilevazioni, compiendo però un passettino avanti su scala italiana. Nel 2015, infatti, il territorio reggiano (inteso sempre a livello provinciale) compariva al 19esimo posto per le 56 start up presenti nel reggiano. Dopo 12 mesi, invece, la nostra provincia s’è portata al 18esimo posto, grazie all’aumento del 37,50% fatto segnare da una rilevazione all’altra. Reggio ha così potuto spodestare in graduatoria Verona, passata da 57 imprese innovative a 76 (con un incremento del 33,33%).
I dati più recenti, stilati quest’anno dal Registro Imprese, non consentono ancora n confronto ufficiale a livello nazionale, come quello compiuto ogni anno dalla relazione al Parlamento del ministero dello Sviluppo economico. Le cifre, in ogni caso, permettono di ricavare alcune informazioni riguardanti il territorio. Come il 60,64% si concentra nel capoluogo di provincia e il restante 39,36% è sparso negli altri luoghi del territorio, in primo luogo Rubiera e Bibbiano.
Il quadro è frastagliato, visto che vi è una singola start up a Brescello, Campagnola, Carpineti, Casalgrande, Castelnovo Sotto, Correggio, Fabbrico, Gualtieri, Luzzara, Novellara, Quattro Castella, Rolo, San Martino in Rio, San Polo D’Enza, Sant’Ilario, Scandiano e Villa Minozzo. (g.f.)
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