Gazzetta di Reggio

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Razzia di monete antiche Un bottino da 13mila euro

di Leonardo Grilli
Razzia di monete antiche Un bottino da 13mila euro

I ladri hanno svaligiato una villetta approfittando della partenza dei residenti Il proprietario: «Era l’eredità di mio padre». Smurata una cassaforte nascosta

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REGGIO EMILIA. Hanno approfittato dell’assenza dei proprietari di casa, partiti per le vacanze estive, per forzare la loro villetta e compiere una vera e propria razzia. Potrebbe sembrare uno dei tanti furti di Ferragosto se non fosse che, in questo caso, la banda di ladri ha trovato un vero e proprio tesoro nascosto. Un’eredità familiare dal grande valore affettivo ed economico, decine di monete d’oro antiche piazzate sul mercato potrebbero fruttare circa 13mila euro.

Tutto è successo nella notte fra il 15 e il 16 agosto in via Peschiera 12, una laterale di via Premuda in zona Regina Pacis. È qui che i criminali, dopo aver forzato e divelto una inferriata in ferro, si sono introdotti nell’abitazione rovistando ovunque. Mobili, cassetti, comodini, ogni cosa è stata aperta e buttata in terra alla ricerca di oggetti di valore. Terminata la loro ispezione la banda è passata quindi a una piccola tavernetta adiacente alla villetta. All’interno, seminascosta, hanno trovato la cassaforte contenente le monete antiche.

E, vista la resistenza della serratura i ladri sono passati alle maniere forti. Con martelli e altri attrezzi da scasso hanno distrutto il muro posteriore, divelto la cassaforte e preso tutto quello che c’era all’interno. A raccontare questo brutto episodio è lo stesso proprietario di casa, Giulio Gianotti, che abita nella casa di famiglia con la sua convivente.

«Ci hanno avvertito i miei vicini la mattina dopo – spiega mestamente – quando si sono accorti dell’inferriata appoggiata contro il muro. Siamo immediatamente tornati dalla vacanza e abbiamo trovato le stanze completamente a soqquadro. Hanno rovistato dappertutto e in casa sono riusciti a trovare diversi gioielli di valore, per lo più ricordi familiari».

Il vero colpo, però è stato fatto nella cantina. «È qui che dopo aver forzato la serratura – prosegue Gianotti – hanno trovato la cassaforte e l’hanno smurata, aperta e preso il contenuto. Dentro custodivo le monete antiche che ho ricevuto in eredità da mio padre, lui amava collezionarle più per studio che per un guadagno economico. Poi quando è morto me le ha lasciate in eredità. Lui ci ha messo una vita a collezionarle, loro ci hanno messo una notte a rubarle tutte. I sesterzi romani in mano a loro sono come le perle ai porci».

Ora, dopo aver presentato denuncia, a Gianetti non resta superare la rabbia e il dolore per la perdita dei ricordi a lui così cari: «Forse adesso metterò delle telecamere. Non è la prima volta che mi rubano in casa, tutto quello che lasci nel cortile dopo un po’ sparisce».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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