Si accascia mentre pesca: muore a 53 anni
Reggiolo, Emilio Grassi era appassionato di aeromodellismo. Lavorava alla Comer. Lunedì il funerale
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REGGIOLO. I compagni di pesca lo hanno visto seduto in una posizione strana, appoggiato su un fianco sul seggiolino: «Emilio cosa fai? Stai dormendo?». Gli avevano parlato pochi minuti prima: qualche battuta sui pesci presi e quelli ancora da infilzare all’amo. Invece quando si sono avvicinati per scuoterlo è caduto a terra, già senza vita.
È morto così, a soli 53 anni, Emilio Grassi, reggiolese stroncato da un malore intorno alle 20 di giovedì mentre si trovava a pescare.
Il dramma si è consumato in pochi minuti al tramonto, alla cava di pesca Pascoletto in via Guerrieri Gonzaga a Gonzaga, nel mantovano, dove Emilio, pescatore esperto e appassionato, si recava spesso per passare qualche ora di relax. Inutili i soccorsi, il lungo tentativo del personale del 118 di rianimarlo, l’intervento dei carabinieri.
«Non ha nemmeno avuto il tempo di chiamare aiuto o fare un segno – racconta la sorella –. Un infarto improvviso, che ci ha colti tutti di sorpresa: a parte la pressione alta, Emilio godeva di buona salute».
Nato e cresciuto a Reggiolo, il 53enne viveva in una villetta bifamiliare in via Guastalla a Brugneto, accanto ai genitori. Una persona piena di hobby, spiega la sorella. «Le sue passioni principali erano due: la pesca (non nei laghi o nei canali, andava sempre in quella cava, anche due o tre volte la settimana) e l'aeromodellismo. Amava i modelli telecomandati medio-grandi, con un’apertura alare anche di due metri: li costruiva da solo, li scambiava e aveva riempito un intero garage. Insieme ad altri appassionati andava a far volare i modelli in una pista apposita a San Girolamo di Guastalla. Di recente aveva sviluppato anche l’amore anche per i droni e i modelli più tecnologici».
Emilio lavorava da più di 30 anni alla Comer Industries di Reggiolo. «Da studente aveva svolto un periodo estivo. Prima ancora di terminare il militare lo avevano assunto e non ha mai cambiato. Era addetto al marketing, organizzava le fiere e viaggiava spesso all’estero per lavoro. La fabbrica la sentiva come di sua proprietà: noi lo prendevamo in giro per questo. Ma era nel suo carattere: mai fermo, sempre in attività, ci metteva l’anima in tutto ciò che faceva».
Il funerale avrà luogo lunedì alle 10 con partenza dalle camere ardenti dell’ospedale di Gonzaga per la chiesa parrocchiale di Brugneto e il cimitero. Emilio Grassi, senza figli, lascia la compagna Giovanna, mamma Franca, papà Gigi, la sorella Romana e l’unica nipote Sara. (am.p.)
È morto così, a soli 53 anni, Emilio Grassi, reggiolese stroncato da un malore intorno alle 20 di giovedì mentre si trovava a pescare.
Il dramma si è consumato in pochi minuti al tramonto, alla cava di pesca Pascoletto in via Guerrieri Gonzaga a Gonzaga, nel mantovano, dove Emilio, pescatore esperto e appassionato, si recava spesso per passare qualche ora di relax. Inutili i soccorsi, il lungo tentativo del personale del 118 di rianimarlo, l’intervento dei carabinieri.
«Non ha nemmeno avuto il tempo di chiamare aiuto o fare un segno – racconta la sorella –. Un infarto improvviso, che ci ha colti tutti di sorpresa: a parte la pressione alta, Emilio godeva di buona salute».
Nato e cresciuto a Reggiolo, il 53enne viveva in una villetta bifamiliare in via Guastalla a Brugneto, accanto ai genitori. Una persona piena di hobby, spiega la sorella. «Le sue passioni principali erano due: la pesca (non nei laghi o nei canali, andava sempre in quella cava, anche due o tre volte la settimana) e l'aeromodellismo. Amava i modelli telecomandati medio-grandi, con un’apertura alare anche di due metri: li costruiva da solo, li scambiava e aveva riempito un intero garage. Insieme ad altri appassionati andava a far volare i modelli in una pista apposita a San Girolamo di Guastalla. Di recente aveva sviluppato anche l’amore anche per i droni e i modelli più tecnologici».
Emilio lavorava da più di 30 anni alla Comer Industries di Reggiolo. «Da studente aveva svolto un periodo estivo. Prima ancora di terminare il militare lo avevano assunto e non ha mai cambiato. Era addetto al marketing, organizzava le fiere e viaggiava spesso all’estero per lavoro. La fabbrica la sentiva come di sua proprietà: noi lo prendevamo in giro per questo. Ma era nel suo carattere: mai fermo, sempre in attività, ci metteva l’anima in tutto ciò che faceva».
Il funerale avrà luogo lunedì alle 10 con partenza dalle camere ardenti dell’ospedale di Gonzaga per la chiesa parrocchiale di Brugneto e il cimitero. Emilio Grassi, senza figli, lascia la compagna Giovanna, mamma Franca, papà Gigi, la sorella Romana e l’unica nipote Sara. (am.p.)
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