Gazzetta di Reggio

Reggio

«Il post su Renzi? Nessuna minaccia»

La consigliera di Sinistra italiana liquida le critiche e bacchetta i colleghi politici

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Ho fiducia nella giustizia. Con chi mi offende parleranno gli avvocati. Le parole della Rubertelli si commentano da sole, ma sono sorpresa dalla posizione di Cantamessi».

Lucia Lusenti, la consigliera di Sinistra italiana finita al centro delle polemiche per un intervento sul tema dei migranti, non si nasconde, anzi va all’attacco. Un’azione frontale e trasversale, rivolta sia alle persone che le hanno rivolto commenti offensivi su Facebook sia ai colleghi politici che hanno commentato la notizia. Non tutte le forme di solidarietà che ha ricevuto, infatti, sono state uguali. «Ci sono almeno 700 cittadini reggiani che potrebbero querelare la Lusenti», ha detto Cinzia Rubertelli (Alleanza Civica). Va detto che in sala del Tricolore le due consigliere hanno già avuto frizioni. Come quando, sempre sul tema dei migranti, le due ebbero da ridire dopo una proposta siglata da Lusenti sull’adesione alla campagna “Ero straniero”. Rubertelli ha ripescato una schermata del 2015 in cui Renzi era definito «razza bastarda» dalla stessa Lusenti.

«La Rubertelli si commenta a sola – riprende la consigliera di Sinistra italiana – perché è andata a cercare nel mio profilo, tornando indietro di due anni per ripescare al massimo quella roba. A me sono arrivate minacce, altro che commenti del genere».

Lusenti si toglie qualche sassolino dalle scarpe anche per quanto riguarda la posizione di Ivan Cantamessi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio, il quale dopo il fatto ha sostenuto questo: «Mi dispiace per la Lusenti ma secondo me l’odio se l’è tirato addosso. In politica ognuno è portatore dei voti e dei commenti che si merita».

«Non so a nome di chi abbia parlato – commenta la consigliera Si – perché ho parlato personalmente con gli altri rappresentanti del M5S, che mi hanno dimostrato solidarietà. Cantamessi, invece, continua a sostenere le sue posizioni nonostante le minacce di stupro e di morte che ho poi ricevuto. Mi sono sentita più difesa da altri, come Andrea Capelli (Pd) e Giuseppe Pagliani (Forza Italia), il quale ha giustamente sostenuto che la politica è fatta da opinioni diverse e rispetto».

Rispetto che lei esige anche sul web. Ieri ha pubblicato un nuovo post sulla sua pagina Facebook. «Ho pensato a lungo a cosa scrivere, se scrivere – si legge nel testo –. La verità però è che io a certa gente non ho nulla da comunicare. D’altra parte cosa posso dire a chi mi augura di essere uccisa, bruciata, stuprata, di annegare o di finire sotto un treno? A chi mi dice che me la sono cercata e a chi mi accusa di vittimismo cosa posso dire? Voglio invece ringraziare chi mi è stato vicino e chi mi ha sostenuta. Al resto penseranno i legali». Al post erano allegate due foto con i nomi cancellati. «Con queste e altre persone, riguardo, questo argomento, parleranno e scriveranno gli avvocati – conclude Lusenti nel suo testo – . Ah, io comunque continuo ad avere delle opinioni e ad esprimerle non rinuncio». (g.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google