«L’abbandono dei campi causa i roghi»
CASTELNOVO MONTI . «Quelli apportati ai boschi della collina e della montagna dagli ultimi incendi sono danni particolarmente gravi». La Coldiretti interviene sui roghi di questi giorni. «In questo...
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CASTELNOVO MONTI . «Quelli apportati ai boschi della collina e della montagna dagli ultimi incendi sono danni particolarmente gravi». La Coldiretti interviene sui roghi di questi giorni. «In questo periodo – si legge in una nota dell’associazione agricola – anche nella nostra provincia è elevato il rischio incendi aggravato dagli effetti del caldo e della prolungata siccità, un mix esplosivo che si somma all’avanzata del bosco che senza alcun controllo si è impossessato dei terreni incolti con una densità che li rende del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza. La presenza degli agricoltori sul territorio, con il lavoro di cura di terreni coltivati e aree boschive, è fondamentale per la prevenzione degli incendi. Le imprese agricole con le attività di manutenzione e gestione fungono da vere e proprie sentinelle del territorio per prevenire l’insorgenza di nuovi episodi e segnalare con tempestività l’accensione di nuovi focolai. Occorre cogliere le opportunità offerte dalla legge di orientamento che invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale».
Prosegue la nota: «L’Italia non è mai stata così ricca di boschi ma a differenza del passato si tratta di aree senza alcun controllo. Sono 600 mila ettari di superficie boschiva della nostra regione, cresciuta del 20% negli ultimi trent’anni, numeri che la collocano tra le regioni con il più alto indice di boscosità in Italia. Solo il Parco dell’Appennino Tosco Emiliano copre una superficie complessiva pari a 22.792 ettari». Conclude Daniele Immovilli, segretario della Coldiretti di Castelnovo Monti: «Qui da noi sono gli agricoltori a presidiare il territorio ed i primi a lanciare allarmi e segnalazioni ed, in alcuni casi, anche ad attivare un primo intervento. Il perdurare della siccità e le alte temperature costituiscono un mix pericoloso che favorisce lo sviluppo degli incendi, con l’aggravante che la mancanza di acqua nei torrenti o nei bacini rende ancor più difficoltose le operazioni di contenimento». (l.t.)
Prosegue la nota: «L’Italia non è mai stata così ricca di boschi ma a differenza del passato si tratta di aree senza alcun controllo. Sono 600 mila ettari di superficie boschiva della nostra regione, cresciuta del 20% negli ultimi trent’anni, numeri che la collocano tra le regioni con il più alto indice di boscosità in Italia. Solo il Parco dell’Appennino Tosco Emiliano copre una superficie complessiva pari a 22.792 ettari». Conclude Daniele Immovilli, segretario della Coldiretti di Castelnovo Monti: «Qui da noi sono gli agricoltori a presidiare il territorio ed i primi a lanciare allarmi e segnalazioni ed, in alcuni casi, anche ad attivare un primo intervento. Il perdurare della siccità e le alte temperature costituiscono un mix pericoloso che favorisce lo sviluppo degli incendi, con l’aggravante che la mancanza di acqua nei torrenti o nei bacini rende ancor più difficoltose le operazioni di contenimento». (l.t.)
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