Gazzetta di Reggio

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«Per FestaReggio si è chiuso un ciclo»

di Leonardo Grilli
«Per FestaReggio si è chiuso un ciclo»

Lo annuncia il direttore Paolo Cervi. Manifestazione al via da mercoledì, ma sul 2018 le incognite Arena e voto nazionale

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REGGIO EMILIA. «Potrebbe essere l’ultima volta di FestaReggio fatta così come l’abbiamo conosciuta». Sono parole pesanti come una macigno quelle pronunciate dal direttore della festa Pd reggiana, Paolo Cervi. Scritte nero su bianco non in una circolare interna al partito e ai dirigenti, ma a pagina due del dépliant che spiega il programma della manifestazione, al via mercoledì prossimo. Un verdetto ufficiale comunicato ai volontari e ai partecipanti all’evento. «Sarei bugiardo – prosegue ancora Cervi – se dicessi che questa cosa non ci tocca e un posto vale l’altro: faccio il volontario da quando ero bambino e voglio dire che questo è un posto speciale». Tuttavia, conclude il direttore, «siamo nati per guardare avanti e sì, si chiude un ciclo, ma presto se ne aprirà un altro che è tutto da immaginare insieme. E noi continueremo a immaginare la migliore FestaReggio di sempre per la città».

Guardare avanti certo, ma con una certa preoccupazione. Se le frasi di Cervi sono comprensibilmente pregne di ottimismo e speranza verso il prossimo futuro, meno lo è l’umore di migliaia di volontari, la base da sempre necessaria e indispensabile per la vita di FestaReggio. Fra loro, infatti, serpeggia da tempo un certo timore per le sorti della loro creatura. L’habitat in cui è sempre vissuta, Campovolo, sta per cambiare radicalmente con tempi e modalità che in pochi hanno ancora capito. Due i principali pericoli che gravitano attorno alla tradizionale manifestazione. In primo luogo le ruspe dell’Arena Campovolo. Secondo quanto annunciato, il maxi cantiere da sette milioni di euro dovrebbe partire già ad ottobre e se la tabella di marcia dovesse essere rispettata, in sei o sette mesi la struttura capace di contenere fino a 100mila spettatori dovrebbe essere ultimata.

Ma se così non fosse, e per qualche motivo tecnico o burocratico il completamento dell’Arena spettacoli dovesse slittare di qualche mese o più, sarebbe impossibile organizzare FestaReggio con gli operai e i macchinari ancora all’opera. Nel caso in cui, invece, le tempistiche saranno quelle previste, probabilmente la festa del Pd si potrà celebrare lo stesso ma con spazi decisamente più ridotti rispetto a quelli attuali. Seconda incognita è poi il voto delle Politiche previsto per la prossima primavera. Attualmente, infatti, i volontari sono rimasti più o meno sempre quelli a prescindere da attriti e scissioni. Ma se durante le elezioni gli equilibri dovessero cambiare e il Pd dovesse staccarsi ancora di più dalle sinistre e da Mdp, questo potrebbe creare dei problemi. Non è garantito, si vocifera negli ambienti di FestaReggio, che in quel caso tutto resterebbe così com’è.

In questo contesto emblematica è la frase stampata sulle magliette ufficiali di quest’anno: «Quelli che... ci sono sempre». Parole rivolte proprio ai volontari di FestaReggio. Forse un modo per blandire i loro animi preoccupati o forse un saluto di addio, un commiato da qualcosa che il prossimo anno potrebbe non esserci.

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