Punto nascite chiuso Esodo delle partorienti
di Adriano Arati
Scandiano, da giovedì e fino al 16 settembre il reparto non sarà operativo Le gestanti si rivolgono agli ospedali di Reggio, ma anche Sassuolo e Modena
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SCANDIANO . Da giovedì il punto nascite dell’ospedale Magati di Scandiano è chiuso, l’attività riprenderà dal 16 settembre, quando la sospensione toccherà il Sant’Anna di Castelnovo Monti (il Franchini di Montecchio è tornato operativo a Ferragosto). Quella in corso in questi mesi è la seconda parte della turnazione mensile decisa a giugno dall’Ausl provinciale per far fronte alla carenza di personale specializzato necessario a tenere aperti tutti i punti nascite nel periodo delle ferie. Un provvedimento temporaneo che però rimanda alla grande questione di questi mesi, la riorganizzazione della rete ospedaliera, e in particolare il futuro dei punti nascite di Scandiano e Castelnovo Monti, entrambi sotto alla soglia considerata minima per la sicurezza dei 500 parti annui.
I due reparti, secondo la commissione regionale apposita, sarebbero da chiudere, ora la Regione ha inoltrato richiesta di deroga al ministero della Salute. Inevitabile che anche questa chiusura mensile sia vissuta con diversi timori sul futuro. Nel frattempo, sia gli addetti sanitari sia le famiglie sono impegnate nella concretezza quotidiana.
Alle pazienti in gravidanza seguite dal Magati sono consigliate due possibili alternative: il Santa Maria Nuova a Reggio Emilia e l’ospedale di Sassuolo, ma la rosa delle soluzioni a libera scelta per molti comprende anche altre realtà modenesi. Per ora le vacanze aiutano. Molte famiglie – se non vicinissime alla scadenza prevista per la nascita – si sono concesse periodi di riposo altrove e il flusso di visite e consulenze è comunque in calo.
Per chi invece è in prossimità del parto sono iniziate le grandi manovre, un poco più tese e dense di preoccupazione: le mamme che in questi mesi si sono rivolte alla struttura scandianese per esami e pareri sanno che dovranno poi partorire in altri complessi sanitari a loro meno noti, e in diversi casi hanno già effettuato visite in loco così da essere pronti. Ora i parcheggi, i piani dei reparti e gli orari di visita di Reggio e Sassuolo sono più chiari sia per le mamme e i papà che per parenti e amici stretti.
Qual è la metà prediletta? Va detto che la chiusura è davvero agli inizi e le nascite non sono state moltissime. Per chi dovrà partorire nei prossimi mesi ci sono diverse valutazioni in atto. Va ricordato che il Magati serve un distretto ampio. Gran parte degli abitanti di Scandiano, Viano e Baiso guardano inevitabilmente verso Reggio Emilia, un poco più semplice da raggiungere rispetto a Sassuolo. Alcune mamme di Baiso valutano però pure a Castelnovo Monti, in un reparto decisamente più tranquillo.
I paesi sul Secchia come Casalgrande e Castellarano invece potrebbero propendere per il vicinissimo versante modenese, che per molti abitanti della zona è comunque la prima scelta, per la sanità come per la scuola.
Per Rubiera, infine, il dubbio è fra Reggio e Modena. Le varianti che incidono sono diverse. La distanza kilometrica conta, certo, ma non è l’unico fattore.
Anche la vicinanza delle famiglie, del luogo di lavoro del padre e la presenza di strade un poco meno trafficate finiscono nelle riflessioni dei futuri genitori. (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I due reparti, secondo la commissione regionale apposita, sarebbero da chiudere, ora la Regione ha inoltrato richiesta di deroga al ministero della Salute. Inevitabile che anche questa chiusura mensile sia vissuta con diversi timori sul futuro. Nel frattempo, sia gli addetti sanitari sia le famiglie sono impegnate nella concretezza quotidiana.
Alle pazienti in gravidanza seguite dal Magati sono consigliate due possibili alternative: il Santa Maria Nuova a Reggio Emilia e l’ospedale di Sassuolo, ma la rosa delle soluzioni a libera scelta per molti comprende anche altre realtà modenesi. Per ora le vacanze aiutano. Molte famiglie – se non vicinissime alla scadenza prevista per la nascita – si sono concesse periodi di riposo altrove e il flusso di visite e consulenze è comunque in calo.
Per chi invece è in prossimità del parto sono iniziate le grandi manovre, un poco più tese e dense di preoccupazione: le mamme che in questi mesi si sono rivolte alla struttura scandianese per esami e pareri sanno che dovranno poi partorire in altri complessi sanitari a loro meno noti, e in diversi casi hanno già effettuato visite in loco così da essere pronti. Ora i parcheggi, i piani dei reparti e gli orari di visita di Reggio e Sassuolo sono più chiari sia per le mamme e i papà che per parenti e amici stretti.
Qual è la metà prediletta? Va detto che la chiusura è davvero agli inizi e le nascite non sono state moltissime. Per chi dovrà partorire nei prossimi mesi ci sono diverse valutazioni in atto. Va ricordato che il Magati serve un distretto ampio. Gran parte degli abitanti di Scandiano, Viano e Baiso guardano inevitabilmente verso Reggio Emilia, un poco più semplice da raggiungere rispetto a Sassuolo. Alcune mamme di Baiso valutano però pure a Castelnovo Monti, in un reparto decisamente più tranquillo.
I paesi sul Secchia come Casalgrande e Castellarano invece potrebbero propendere per il vicinissimo versante modenese, che per molti abitanti della zona è comunque la prima scelta, per la sanità come per la scuola.
Per Rubiera, infine, il dubbio è fra Reggio e Modena. Le varianti che incidono sono diverse. La distanza kilometrica conta, certo, ma non è l’unico fattore.
Anche la vicinanza delle famiglie, del luogo di lavoro del padre e la presenza di strade un poco meno trafficate finiscono nelle riflessioni dei futuri genitori. (adr.ar.)
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