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Fisco, mail non conformi Le cartelle non sono valide

Fisco, mail non conformi Le cartelle non sono valide

Caso di scuola a Reggio: la commissione tributaria dà torto a Equitalia ed Entrate: «Pdf con posta certificata senza valore, manca l’attestato del pubblico ufficiale»

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REGGIO EMILIA. Avete ricevuto una notifica fiscale in formato pdf? Per il tribunale di Reggio non siete tenuti a pagare quanto richiesto. Lo ha deciso la Commissione tributaria provinciale reggiana in una sentenza, depositata il 31 luglio scorso.

Nel dispositivo è stato sancito che una società ricorrente contro Equitalia, Agenzia delle Entrate di Reggio e Regione non è tenuta a pagare 12 cartelle esattoriali (su 18 contestate) proprio in virtù del formato dei file in allegato. Si tratta, come fa notare Il Sole 24 Ore, di una prima a livello nazionale che farà discutere e che crea un precedente. Per l’azienda in questione, il provvedimento comporta notevole risparmio: erano contestati pagamenti per oltre 49mila euro, richiesti nelle 18 cartelle contestate dalla ditta.

I file corretti, secondo quanto si legge nella sentenza, sono quelli con estensione p7m, ovvero quelli conosciuti come buste informatiche. «Non solo l’integrità e l’immodificabilità del documento informatico, ma anche, per quanto attiene alla firma digitale, l’identificabilità del suo autore e conseguentemente la paternità dell’atto, è garantita solo attraverso l’estensione p7m», si legge nella sentenza.

Il presidente della Commissione tributaria Marco Montanari spiega nel testo che va adoperata una distinzione. Cinque cartelle «risultano regolarmente notificate raccomandate con ricevuta di ritorno», come si legge nel dispositivo, e per esse il ricorso è rigettato. Per una cartella il giudizio è rimandato alla Commissione tributaria di Bologna per competenza territoriale. Le restanti 12 cartelle presentano per il tribunale una debolezza di carattere informatico non irrilevante.

La commissione reggiana appoggia la tesi della difesa e boccia il tipo di file scelto, il formato di documento portatile (pdf nell’acronimo inglese). Con esso si possono esportare testi e fotografie, ma non notifiche di carattere fiscale, come sancito dalla corte. La spiegazione è semplice: «Con la notifica via pec (posta elettronica certificata, ndr) in formato pdf non viene prodotto l’originale della cartella, ma solo una copia elettronica senza valore – si legge nel dispositivo – perché priva di attestato di conformità da parte di un pubblico ufficiale». La differenza è sottile, ma rilevante: «Solo l’estensione p7m, che rappresenta la cosiddetta busta crittografica contenente al suo interno il documento originale, l’evidenza informatica della firma e la chiave per la sua verifica può attestare la certificazione della firma». (g.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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