«Ha lo status di rifugiato Non può essere espulso»
Da Caltanissetta il via libera al permesso di soggiorno per il 21enne pakistano Il questore: «Lo ha ottenuto da poco, ma chiederò la revoca alla commissione»
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REGGIO EMILIA. Dopo la decisione di rimettere in libertà il pedofilo pakistano che ha violentato un ragazzino di 13 anni, una seconda tegola giudiziaria arriva questa volta dalla Sicilia. Pochi giorni fa il tribunale di Caltanissetta, proprio mentre l’uscita della notizia degli abusi compiuti dal 21enne lasciava sgomenta tutta la comunità, ha infatti concesso al ragazzo lo status di rifugiato per motivi umanitari. Rendendo di fatto vane tutte le richieste di espulsione immediata avanzate da più parti. Fintanto che il permesso resta valido, infatti, non sarà possibile procedere con l’allontanamento del reo confesso dal nostro Paese.
A confermare questa notizia è stato lo stesso questore di Reggio Emilia, Isabella Fusiello, che nonostante sia tornata ieri dalle ferie ha seguito da vicino questa vicenda. «Ci siamo informati bene – spiega mentre sta viaggiando in treno diretta in città – e sappiamo che si tratta di un soggetto che aveva già fatto domanda per ottenere lo status di rifugiato. La commissione territoriale competente, però, gliela aveva rigettata». Ma il 21enne non si è arreso e a quel punto, secondo le modalità previste dalla legge, ha presentato un ricorso a Caltanissetta. Era qui infatti che il pakistano risiedeva in precedenza, presumibilmente perché la città è vicina al luogo dove è arrivato nel nostro Paese. Poi, mentre i giudici stavano decidendo se accogliere o meno la sua istanza, il giovane si è trasferito nella provincia reggiana a casa di alcuni parenti.
«Proprio pochi giorni fa – prosegue il questore – abbiamo saputo che il tribunale della città siciliana ha infine accolto il ricorso di questa persona, concedendogli il permesso di soggiorno per motivi umanitari. E rendendolo, di fatto, inespellibile dal nostro territorio. A meno che, ovviamente, questo status non gli venga revocato».
L’articolo 19, comma 1, del Testo unico sull’immigrazione stabilisce infatti che nessuno straniero possa essere rispedito in uno Stato in cui possa essere perseguitato per motivi di razza, sesso, lingua, cittadinanza, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali. Proprio le condizioni per le quali viene rilasciato il permesso per motivi umanitari. L’unica possibilità, quindi, è che al pakistano venga revocato lo status concesso dal tribunale siciliano. Ed è proprio su questa strada che si sta muovendo il questore.
«Di concerto con il prefetto d Reggio Emilia – prosegue la Fusiello – domani (oggi, ndr) invierò alla commissione nazionale a Roma una lettera in cui chiederò il riesame di quando stabilito dal tribunale di Caltanissetta e la revoca del permesso di soggiorno. Chiederò anche, vista la particolare gravità e risonanza di questa vicenda, che la commissione si muova in tempi molto brevi».
Nel frattempo rimane ancora segreto il luogo dove il pakistano attualmente risiede. Ma, fino a ieri, si è sempre presentato regolarmente per la firma in caserma.
Leonardo Grilli
A confermare questa notizia è stato lo stesso questore di Reggio Emilia, Isabella Fusiello, che nonostante sia tornata ieri dalle ferie ha seguito da vicino questa vicenda. «Ci siamo informati bene – spiega mentre sta viaggiando in treno diretta in città – e sappiamo che si tratta di un soggetto che aveva già fatto domanda per ottenere lo status di rifugiato. La commissione territoriale competente, però, gliela aveva rigettata». Ma il 21enne non si è arreso e a quel punto, secondo le modalità previste dalla legge, ha presentato un ricorso a Caltanissetta. Era qui infatti che il pakistano risiedeva in precedenza, presumibilmente perché la città è vicina al luogo dove è arrivato nel nostro Paese. Poi, mentre i giudici stavano decidendo se accogliere o meno la sua istanza, il giovane si è trasferito nella provincia reggiana a casa di alcuni parenti.
«Proprio pochi giorni fa – prosegue il questore – abbiamo saputo che il tribunale della città siciliana ha infine accolto il ricorso di questa persona, concedendogli il permesso di soggiorno per motivi umanitari. E rendendolo, di fatto, inespellibile dal nostro territorio. A meno che, ovviamente, questo status non gli venga revocato».
L’articolo 19, comma 1, del Testo unico sull’immigrazione stabilisce infatti che nessuno straniero possa essere rispedito in uno Stato in cui possa essere perseguitato per motivi di razza, sesso, lingua, cittadinanza, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali. Proprio le condizioni per le quali viene rilasciato il permesso per motivi umanitari. L’unica possibilità, quindi, è che al pakistano venga revocato lo status concesso dal tribunale siciliano. Ed è proprio su questa strada che si sta muovendo il questore.
«Di concerto con il prefetto d Reggio Emilia – prosegue la Fusiello – domani (oggi, ndr) invierò alla commissione nazionale a Roma una lettera in cui chiederò il riesame di quando stabilito dal tribunale di Caltanissetta e la revoca del permesso di soggiorno. Chiederò anche, vista la particolare gravità e risonanza di questa vicenda, che la commissione si muova in tempi molto brevi».
Nel frattempo rimane ancora segreto il luogo dove il pakistano attualmente risiede. Ma, fino a ieri, si è sempre presentato regolarmente per la firma in caserma.
Leonardo Grilli
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