Gazzetta di Reggio

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Da Reggio Emilia a Ischia, il racconto del sisma

di Giulia Rossi
Da Reggio Emilia a Ischia, il racconto del sisma

Giulia Rossi, collaboratrice della Gazzetta di Reggio, era sull’isola al momento della scossa e descrive la paura di quelle terribili ore

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ISCHIA SANT’ANGELO. All’improvviso il buio. Forse arriva la torta di compleanno? Poi non arriva nessuna torta, ma un boato sordo che non lascia presagire nulla di buono: la terrazza dell’hotel Villa Maria a Sant’Angelo di Ischia, a strapiombo sul mare, trema, sussulta, si dimena. Tra i molti turisti che il 21 agosto, verso le 21, stavano cenando al ristorante c’eravamo anche noi, quattro ragazzi di Reggio arrivati da poche ore sull’isola.

Il racconto di Giulia Rossi

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E poco importa che quella dovrebbe essere l’inizio di una vacanza in una tranquilla sera d'estate: in un attimo quel boato ci scaraventa tutti nel panico. E torna quella paura che - chi ha vissuto l’esperienza delle scosse porta dentro di sè. Magari sopita, ma comunque dentro.

C'è chi grida, chi lancia i tovaglioli in aria, chi cerca di scappare per le strettissime stradine del paese e chi, sconsolato, urla: «Non è possibile, anche qui».

È passato giusto un anno dalle scosse che hanno seminato morti e terrore nel centroitalia e la mente corre fatalmente a quel che è ancora impresso nella memoria. Un altro terremoto ha straziato l'Italia, stavolta nell'isola di Ischia, una perla meravigliosa del nostro Paese, dove il panorama mozzafiato, il mare cristallino e il senso di assoluta serenità e di relax che si respira, cozza contro l'insicurezza, la paura, il terrore e persino la morte che si è lasciata dietro questa ennesima scossa.

Dopo qualche minuto di black out, dal ristorante si vedono le luci del paese che ritornano a illuminare le case e le strade in cui si sono riversate centinaia di persone terrorizzate. Ci si fa forza a vicenda, qualcuno parlando riesce a dare un significato a certi presagi, come l’irrequietezza di alcuni cani al guinzaglio e che ora, atterriti, faticano a starci al guinzaglio.

Molti turisti in villeggiatura telefonano ai loro cari per rassicurarli. Qui a Sant'Angelo non ci sono feriti, non si sono evidenziati crolli strutturali.

Tutti per fortuna, a parte il forte spavento, stanno bene. Lentamente si cerca di ritornare alla normalità, anche se si temono scosse d’assestamento.

Intanto scorrono le prime notizie in rete: l'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia parla di un terremoto di magnitudo 3.6, ma in tivù, il vulcanologo e sismologo Enzo Boschi è perplesso: «Vedo i danni dalle immagini in tivù - dice durante la diretta di Sky Tg24 - è mi sembra impossibile che una magnitudo così possa aver fatto questi danni».

Alla fine, la magnitudo verrà in effetti rettificata al quarto grado Richter. Un nuovo senso di panico scoppia tra i turisti quando si apprende che a Casamicciola, un paese a pochi chilometri da Sant’Angelo, ci sono stati dei crolli, decine di dispersi, tra cui bambini, un ospedale evacuato e una prima vittima accertata, a cui ne seguirà una seconda. La storia si ripete: ancora macerie, ancora vittime.

Impossibile dormire sonni tranquilli: nella notte inizia la corsa ai traghetti, che vengono presi letteralmente d’assalto in tutti i porti dell’isola, soprattutto da chi alloggia nella zona più duramente colpita dal sisma.

Le polemiche sono futili, come sempre in questi casi, certo è che, seppur di forte intensità, la scossa non aveva lasciato presagire un così tragico epilogo. Alla fine il bilancio si stabilizzerà sui due morti. Due donne, una turista e una mamma di sei figlie. Oltre 2.600, invece, gli sfollati di Ischia.
 

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