«No della Regione ai fondi per la ciclabile sull’Enza»
Sant’Ilario, l’opposizione: «Domanda rifiutata: addio a 250mila euro per il Ponte Il Comune non ha presentato il cronoprogramma e la copertura della sua quota»
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SANT’ILARIO. «Un altro finanziamento perso, ben 250mila euro, per mancanza di documentazione». Le opposizioni “Lavorare per Sant’Ilario” e “Cambia Sant’Ilario” spiegano perché non saranno realizzate le piste ciclopedonali a Sant’Ilario (tra Ponte Enza e Sant’Ilario) e a Taneto.
«Il Comune di Sant’Ilario non smette di collezionare brutte figure, dopo la perdita di 800mila euro di possibili finanziamenti per la sicurezza delle scuole, saltati per un errore nella trasmissione della domanda», scrivono le minoranze. In questo caso oggetto della richiesta erano le ciclopedonali: il tratto tra Ponte Enza (quest’ultimo di competenza Anas e in passato al centro di polemiche per il cattivo stato di conservazione) e la via Emilia verso l’abitato di Sant’Ilario è privo di marciapiede e pericoloso per chiunque scelga un mezzo di trasporto diverso dalle quattro ruote.
«La domanda è stata inoltrata alla Regione su uno specifico bando, da parte del Comune di Sant’Ilario (capofila e presentatore della richiesta) e del Comune di Gattatico – spiegano le minoranze –. La proposta è giudicata utile e meritevole di finanziamento, tanto da essere al secondo posto in tutta l’Emilia-Romagna. Il finanziamento previsto è di 250mila euro, il massimo, su un importo totale del progetto di 1.090.000 euro».
Ma poi sorge il problema. «La domanda non può essere accolta perché manca un documento essenziale. Citiamo dalla delibera della Giunta Regionale 927 del 28 giugno 2017: “a seguito di verifica, la proposta presentata dal Comune di Sant’Ilario d’Enza è stata esclusa in quanto mancante del cronoprogramma di esigibilità della spesa, richiesto all’articolo 13 del citato Disciplinare a pena di esclusione. Inoltre con nota acquisita del 22/6/2017 il Comune di Sant’Ilario d’Enza ha comunicato, sentito il Comune di Gattatico, l’impossibilità di rispettare i termini previsti nel disciplinare e di garantire adeguata copertura alla quota parte di competenza».
«Il nostro è stato l’unico caso di esclusione a livello regionale – concludono le minoranze –. A parte la figuraccia, sorgono alcune domande. Perché il Comune ha presentato la domanda, se sapeva che sarebbe mancata la copertura finanziaria di propria competenza? Perché ha dato incarico a un professionista esterno di redigere lo studio di fattibilità? Invece di puntare su un mega-progetto troppo oneroso, non era meglio chiedere fondi su progetti più limitati ma finanziabili, come il pedonale-ciclabile in via Gramsci per la stazione ferroviaria o la conclusione del percorso Castellana?».
Ambra Prati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Il Comune di Sant’Ilario non smette di collezionare brutte figure, dopo la perdita di 800mila euro di possibili finanziamenti per la sicurezza delle scuole, saltati per un errore nella trasmissione della domanda», scrivono le minoranze. In questo caso oggetto della richiesta erano le ciclopedonali: il tratto tra Ponte Enza (quest’ultimo di competenza Anas e in passato al centro di polemiche per il cattivo stato di conservazione) e la via Emilia verso l’abitato di Sant’Ilario è privo di marciapiede e pericoloso per chiunque scelga un mezzo di trasporto diverso dalle quattro ruote.
«La domanda è stata inoltrata alla Regione su uno specifico bando, da parte del Comune di Sant’Ilario (capofila e presentatore della richiesta) e del Comune di Gattatico – spiegano le minoranze –. La proposta è giudicata utile e meritevole di finanziamento, tanto da essere al secondo posto in tutta l’Emilia-Romagna. Il finanziamento previsto è di 250mila euro, il massimo, su un importo totale del progetto di 1.090.000 euro».
Ma poi sorge il problema. «La domanda non può essere accolta perché manca un documento essenziale. Citiamo dalla delibera della Giunta Regionale 927 del 28 giugno 2017: “a seguito di verifica, la proposta presentata dal Comune di Sant’Ilario d’Enza è stata esclusa in quanto mancante del cronoprogramma di esigibilità della spesa, richiesto all’articolo 13 del citato Disciplinare a pena di esclusione. Inoltre con nota acquisita del 22/6/2017 il Comune di Sant’Ilario d’Enza ha comunicato, sentito il Comune di Gattatico, l’impossibilità di rispettare i termini previsti nel disciplinare e di garantire adeguata copertura alla quota parte di competenza».
«Il nostro è stato l’unico caso di esclusione a livello regionale – concludono le minoranze –. A parte la figuraccia, sorgono alcune domande. Perché il Comune ha presentato la domanda, se sapeva che sarebbe mancata la copertura finanziaria di propria competenza? Perché ha dato incarico a un professionista esterno di redigere lo studio di fattibilità? Invece di puntare su un mega-progetto troppo oneroso, non era meglio chiedere fondi su progetti più limitati ma finanziabili, come il pedonale-ciclabile in via Gramsci per la stazione ferroviaria o la conclusione del percorso Castellana?».
Ambra Prati
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