Polizia reggiana in lutto È morto Luigi Piscopo
di Luciano Salsi
Sindacalista, investigatore e dirigente sportivo, è scomparso all’età di 68 anni Oggi alle 16 i funerali nella chiesa di San Giacomo. Lascia moglie e figlio
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REGGIO EMILIA . Era nato 68 anni fa ad Arzano, in provincia di Napoli, ma 37 anni della sua vita li ha spesi a Reggio, lasciando un’impronta profonda. Luigi Piscopo, morto l’altra notte al CoRe, è stato per tanto tempo la figura più rappresentativa della Polizia di Stato reggiana, protagonista del suo rinnovamento passato attraverso la smilitarizzazione e un rapporto di collaborazione con le istituzioni, gli enti locali e la società civile. La nostra città, che ora lo piange, aveva avuto nel dopoguerra un rapporto problematico con la Questura, dalla crisi delle Reggiane ai cinque morti del 7 luglio 1960. Ed è anche grazie a Piscopo che la polizia ha saputo presentarsi con un volto nuovo, ponendosi concretamente al servizio del cittadino.
Piscopo è stato tra i fondatori del Siulp, il sindacato impegnato nella riforma delle strutture della pubblica sicurezza, ricoprendone per più di dieci anni la carica di segretario provinciale, oltre a quella di delegato nazionale. A Reggio era approdato nel 1972, quattro anni dopo il suo arruolamento. Era l’inizio della fase più cruenta del conflitto sociale di cui incominciavano ad essere protagoniste le Brigate Rosse. Piscopo impiegò appieno le sue doti di intelligenza e iniziativa in difesa dello stato democratico. Da agente della Mobile salì progressivamente ai ranghi di ispettore, sostituto commissario di pubblica sicurezza e vice comandante della Digos. La sua forte personalità emerse soprattutto grazie all’impegno sindacale. Era un uomo di grande spessore, capace di convincere, raccogliere consensi, mediare e allacciare rapporti di collaborazione e sincera amicizia. Soleva dire: «Quella del poliziotto è una missione, più che un lavoro». E lo dimostrava ogni giorno dedicando tutte le energie alla sua attività e mettendo sullo stesso piano le relazioni personali e professionali. Alla base c’era un’autentica vocazione sociale. Nel Siulp, il sindacato unitario dei lavoratori di polizia, aveva avuto al suo fianco molti giovani agenti, si era battuto per migliorarne la condizione professionale, per garantirne la formazione e per avvicinare i poliziotti ai cittadini, facendone sentire la costante presenza sul territorio.
Dopo il pensionamento, avvenuto nel 2009, volle dare seguito sul piano politico al suo impegno per la sicurezza della città. Quindi si candidò sindaco di Reggio con una propria lista civica. La mancata elezione non lo scoraggiò. Con maggiore energia si dedicò alla grande passione sportiva. Da dirigente della Reggiana Nuoto, negli ultimi anni passò a presiedere la Rubiera Nuoto. Intanto si batteva con grande coraggio contro la malattia, che alla fine lo ha stroncato. La cerimonia funebre sarà officiata oggi alle 16 nella chiesa di San Giacomo, la parrocchia della Questura. Quindi la salma sarà condotta al cimitero di Rivalta. Luigi Piscopo lascia la moglie Rosa e il figlio Vincenzo con Nadia, Luigi e Greta.
Piscopo è stato tra i fondatori del Siulp, il sindacato impegnato nella riforma delle strutture della pubblica sicurezza, ricoprendone per più di dieci anni la carica di segretario provinciale, oltre a quella di delegato nazionale. A Reggio era approdato nel 1972, quattro anni dopo il suo arruolamento. Era l’inizio della fase più cruenta del conflitto sociale di cui incominciavano ad essere protagoniste le Brigate Rosse. Piscopo impiegò appieno le sue doti di intelligenza e iniziativa in difesa dello stato democratico. Da agente della Mobile salì progressivamente ai ranghi di ispettore, sostituto commissario di pubblica sicurezza e vice comandante della Digos. La sua forte personalità emerse soprattutto grazie all’impegno sindacale. Era un uomo di grande spessore, capace di convincere, raccogliere consensi, mediare e allacciare rapporti di collaborazione e sincera amicizia. Soleva dire: «Quella del poliziotto è una missione, più che un lavoro». E lo dimostrava ogni giorno dedicando tutte le energie alla sua attività e mettendo sullo stesso piano le relazioni personali e professionali. Alla base c’era un’autentica vocazione sociale. Nel Siulp, il sindacato unitario dei lavoratori di polizia, aveva avuto al suo fianco molti giovani agenti, si era battuto per migliorarne la condizione professionale, per garantirne la formazione e per avvicinare i poliziotti ai cittadini, facendone sentire la costante presenza sul territorio.
Dopo il pensionamento, avvenuto nel 2009, volle dare seguito sul piano politico al suo impegno per la sicurezza della città. Quindi si candidò sindaco di Reggio con una propria lista civica. La mancata elezione non lo scoraggiò. Con maggiore energia si dedicò alla grande passione sportiva. Da dirigente della Reggiana Nuoto, negli ultimi anni passò a presiedere la Rubiera Nuoto. Intanto si batteva con grande coraggio contro la malattia, che alla fine lo ha stroncato. La cerimonia funebre sarà officiata oggi alle 16 nella chiesa di San Giacomo, la parrocchia della Questura. Quindi la salma sarà condotta al cimitero di Rivalta. Luigi Piscopo lascia la moglie Rosa e il figlio Vincenzo con Nadia, Luigi e Greta.
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