Gazzetta di Reggio

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Un quartiere off limits in mano ai balordi

Un quartiere off limits in mano ai balordi

La piazza dello spaccio a pochi chilometri dal confine reggiano: furti, risse e traffico di stupefacenti

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CASTELLARANO. Un quartiere difficile, quello di San Lorenzo a Sassuolo, una piazza di spaccio fiorente a pochi chilometri dal confine reggiano.

Un quartiere dove da tempo i residenti, estenuati, segnalano la presenza di pusher, ma anche frequenti risse e furti. Un mercato della droga nascosto tra le stazioni e alcuni palazzoni che ospitano negozi e uffici: il tutto unito da un grande parcheggio degradato, quello dell’Unicredit, che a breve dovrebbe essere riqualificato dal Comune. A chi vive e lavora in zona la notizia dell’omicidio di domenica sera, perlomeno fino al momento in cui non era ancora noto l’esito mortale dell’aggressione, non ha stupito. Da anni, infatti, le forze dell’ordine tengono monitorato con particolare attenzione il via vai della delinquenza e non sono una novità i blitz con denunce e fermi per spaccio e altri reati connessi, così come non sono una novità le liti e le risse tra spacciatori e balordi che bazzicano in zona.

Un quartiere all’interno del quale vivono e lavorano centinaia di persone, che sembra – a maggior ragione dopo il feroce omicidio di domenica – aver ereditato l’ingombrante e triste eredità di altre zone della città, dove negli anni addietro si concentrava la delinquenza, sia italiana sia straniera. A rendere maggiormente insicura la zona, come più volte segnalato dai residenti, la presenza delle due stazioni ferroviarie per Modena e per Reggio, che di giorno offrono a spacciatori e delinquenti un rapido modo per allontanarsi dalla città e di notte un riparo poco in vista.

Le stazioni, però, non sono il solo luogo dove si concentra la criminalità.

Lo dimostra il fatto che il killer di domenica si sia spinto tranquillamente davanti a un ristorante e a una piadineria pieni di gente, in mezzo a una strada trafficata, per uccidere il proprio concorrente.

I portici dell’ex Saime, così come il cortile dell’ex Tribunale, sono altri luoghi caldi, ma non va meglio neanche sulle panchine che sorgono nelle strade residenziali limitrofe, spesso occupate notte e giorno da stranieri nullafacenti, che vivono di spaccio e altri piccoli reati. Negli ultimi mesi erano stati anche chiusi alcuni locali perché frequentati da pregiudicati e clandestini, ma evidentemente per riportare alla legalità la città il percorso è ancora lungo. (a.g.)

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