Vecchi: «Reggio parte civile al processo»
Il Comune capoluogo ha attivato il servizio legale. Anche i Comuni della Bassa potrebbero partecipare
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. La più vasta partecipazione delle amministrazioni reggiane a un processo è avvenuta con Aemilia. Ora, però, sembra configurarsi un’altra calata di sindaci in tribunale, con l’insinuazione dei Comuni al processo per violenza sessuale sul minore disabile della bassa. Il primo ad annunciare di volersi costituire parte civile è il comune di Reggio Emilia. «Stiamo facendo valutare dal nostro servizio legale interno la possibilità di presentarci come parte civile al processo», ha fatto sapere il sindaco Luca Vecchi, nonostante l’abuso sia avvenuto nella Bassa reggiana. Un passo sostanziale che segue la costituzione di parte civile del Comune di Reggio nell’altro incredibile caso di abusi sui minori da parte del pedofilo seriale arrestato lo scorso dicembre a Reggio Emilia. Nella casa alle porte della città dalla quale l’imputato, Elisandro Dos Anjos Costa (40 anni, accusato di atti sessuali e di induzione alla prostituzione minorile) lanciava le banconote ai ragazzini, che salivano poi nella sua abitazione dove venivano consumati rapporti sessuali. Fatti ricostruiti dagli investigatori e dalla Procura, che compongono l’ossatura del complesso processo che si sta celebrando con rito abbreviato a Bologna davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale dei minori.
Nel processo di Bologna anche il Comune di Reggio si è costituito quindi parte civile, rappresentato dall’avvocato Marco Scarpati. La scelta da parte dell’amministrazione reggiana è precisa: salvaguardare anche in ambito giudiziario i minori vittime di abusi. Abusi che sono ancora molti, viste le casistiche pubblicate in questi giorni anche dai singoli sindaci della provincia reggiana, indignati per la scarcerazione del pedofilo della bassa, alcuni dei quali sarebbero propensi a costituirsi nel processo. Basti pensare che finora sono una trentina i ragazzini identificati sugli abusi di Elisandro Costa. Sarebbero però solo una porzione della vasta platea di minori su cui aveva messo le mani il cittadino di origine brasiliana, colui che in dieci anni di attività era riuscito a crearsi una sorta di alter ego femminile, pubblicizzandolo tra gli adolescenti reggiano. Vestito da donna e truccato, dalla finestra della propria abitazione vicino al centro gettava banconote ai minori in uscita dalla scuola convincendoli a salire in casa e a consumare rapporti sessuali. (e.l.t.)
Nel processo di Bologna anche il Comune di Reggio si è costituito quindi parte civile, rappresentato dall’avvocato Marco Scarpati. La scelta da parte dell’amministrazione reggiana è precisa: salvaguardare anche in ambito giudiziario i minori vittime di abusi. Abusi che sono ancora molti, viste le casistiche pubblicate in questi giorni anche dai singoli sindaci della provincia reggiana, indignati per la scarcerazione del pedofilo della bassa, alcuni dei quali sarebbero propensi a costituirsi nel processo. Basti pensare che finora sono una trentina i ragazzini identificati sugli abusi di Elisandro Costa. Sarebbero però solo una porzione della vasta platea di minori su cui aveva messo le mani il cittadino di origine brasiliana, colui che in dieci anni di attività era riuscito a crearsi una sorta di alter ego femminile, pubblicizzandolo tra gli adolescenti reggiano. Vestito da donna e truccato, dalla finestra della propria abitazione vicino al centro gettava banconote ai minori in uscita dalla scuola convincendoli a salire in casa e a consumare rapporti sessuali. (e.l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
