Novellara
Addio alla campanara Dea Mussini
La storica volontaria della parrocchia si è spenta a 97 anni
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NOVELLARA . Si è spenta a 97 anni Dea Mussini, che tutti a Novellara conoscevano come la “campanara”. Perché per quasi mezzo secolo, fino all’età di 82 anni, ha fatto da sagrestana e da campanara nella cinquecentesca chiesa collegiata di Santo Stefano, in piazza Unità d’Italia.
In tanti la ricordano, minuta ma piena di energia, sempre in movimento e indaffarata a pulire ogni parte della chiesa e ad allestirla per le tante cerimonie religiose, liete e tristi; ogni giorno ad aprirne al mattino e a chiuderne la sera il portone d'ingresso e le porte laterali. Il suo era un impegno volontario, in cambio aveva solo ottenuto di poter abitare nel piccolo appartamento dietro alla chiesa, di proprietà della parrocchia.
A questo suo essere volontaria ha sempre tenuto molto, è stato per lei un scelta di vita. A chi le chiedeva il perché di questa scelta rispondeva che la condizione di volontaria le consentiva di sentirsi totalmente libera, anche di andare, volendo, alla festa dell’Unità. Quando è arrivata alla pensione ed è stata sostituita, non è stata contenta.
La pensione l'aveva maturata non con il lavoro in chiesa ma lavorando fuori, con il marito Vincenzo. Dopo la cerimonia funebre nella “sua” chiesa, ora riposa nel cimitero locale.
Lascia il figlio Eros e la figlia Egle. (v.a.)
In tanti la ricordano, minuta ma piena di energia, sempre in movimento e indaffarata a pulire ogni parte della chiesa e ad allestirla per le tante cerimonie religiose, liete e tristi; ogni giorno ad aprirne al mattino e a chiuderne la sera il portone d'ingresso e le porte laterali. Il suo era un impegno volontario, in cambio aveva solo ottenuto di poter abitare nel piccolo appartamento dietro alla chiesa, di proprietà della parrocchia.
A questo suo essere volontaria ha sempre tenuto molto, è stato per lei un scelta di vita. A chi le chiedeva il perché di questa scelta rispondeva che la condizione di volontaria le consentiva di sentirsi totalmente libera, anche di andare, volendo, alla festa dell’Unità. Quando è arrivata alla pensione ed è stata sostituita, non è stata contenta.
La pensione l'aveva maturata non con il lavoro in chiesa ma lavorando fuori, con il marito Vincenzo. Dopo la cerimonia funebre nella “sua” chiesa, ora riposa nel cimitero locale.
Lascia il figlio Eros e la figlia Egle. (v.a.)
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