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Angelo Ferrari: «C’è stato un fuggi fuggi generale, ora le spiagge sono quasi vuote»

Angelo Ferrari abita a Casina ma, come moltissimi altri italiani, ogni estate da moltissimo tempo trascorre le sue vacanze a Ischia. Lui, con la sua famiglia, abita in una casa nella zona del porto....

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Angelo Ferrari abita a Casina ma, come moltissimi altri italiani, ogni estate da moltissimo tempo trascorre le sue vacanze a Ischia. Lui, con la sua famiglia, abita in una casa nella zona del porto. Una di quelle meno colpite dal terremoto di magnitudo 4.0 che ieri ha distrutto una porzione dell’isola, la più antica e meno preparata per affrontare un evento sismico. Ferrari è uno dei reggiani che hanno vissuto in diretta la scossa, la paura dei turisti, le conseguenze della tragedia in una tranquilla estate vacanziera. Lo raggiungiamo al telefono nel pomeriggio, mentre sta ancora in spiaggia. «Veniamo qui da sempre – ci racconta, mentre il forte vento ci costringe a urlare da una cornetta all’altra – abitiamo a Ischia Porto. Qui nella mia zona il terremoto si è sentito poco. Ce ne siamo accorti perché qualche oggetto stava ballando e a un certo punto è venuta a mancare la corrente per cinque o dieci minuti». Il danno maggiore, invece, è in un’altra zona dell’isola: «La tragedia è stata nella zona antica, circoscritta a un rione. Poco più di un quartiere. Parlavo poco fa con un isolano e mi diceva che le case in quel punto erano vecchie e mal tenute, sarebbero crollate anche da sole prima o poi. Il terremoto ha dato il colpo di grazia». È qui che sono morte una turista e una donna mamma di sei figli e si sono registrati 42 feriti di cui uno grave. Gli sfollati, invece, sono oltre 2.600. Un numero considerevole, anche se fino a ieri la Protezione Civile ha garantito che non si faranno tendopoli. «Dopo la scossa – prosegue Ferrari – in tanti hanno cominciato ad andarsene. Secondo me senza ragione, io sono rimasto qui. La maggior parte dell’isola infatti non ha subìto danni, fatta eccezione per la zona dove purtroppo è avvenuta la tragedia. Ma in tanti si sono spaventati, soprattutto gli italiani, mentre gli stranieri sono rimasti quasi tutti». Già poco dopo la scossa infatti, conclude il reggiano, in tanti hanno cominciato a fare i bagagli: «Già ieri notte c’era chi faceva le corse per andare via, in molti si sono addirittura imbarcati con la nave che trasporta i rifiuti verso il continente. C’è ancora adesso la fila per traghetti, gli isolani sono preoccupati perché dicono che il turismo pagherà le conseguenze di questo terremoto per anni».

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