Disabili custodi dell’oasi
Il progetto della coop Casa Gioia nell’area Wwf di Marmirolo
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REGGIO EMILIA. Otto ragazzi alla scoperta dell’oasi Wwf di Marmirolo. Hanno tra i 10 e i 28 anni e appartengono a Casa Gioia, cooperativa sociale che da circa tre mesi segue persone con disabilità cognitive. Partecipano alle attività in gruppi da due o da tre e sono affiancati da un educatore. Il modello ricalca quello di un campo estivo. Le attività si svolgono all’aria aperta con cadenza settimanale, ma presto si potrà fare ancora di più.
«Insieme a Casa Gioia stiamo elaborando l’idea di un percorso ancora più strutturato – anticipa Marco Benelli, a capo della sezione reggiana dell’associazione che ha in gestione l’oasi – . Le attività potrebbero concentrarsi anche nei mesi autunnali e primaverili, con incontri sia nel centro di via Gioia che all'oasi. Proporremo percorsi ben calibrati a gruppi altrettanto ben definiti, come è d'obbligo con questo tipo di utenza. Sarà un impegno significativo: chiediamo alle istituzioni o a soggetti privati di darci un aiuto».
I ragazzi hanno iniziato a curare il giardino delle piante aromatiche. C’è chi toglie l’erbaccia, chi annaffia le piante, chi si occupa della piantumazione. L’esperienza è sinora positiva. «Proprio per questo vorremmo che la collaborazione con il Wwf proseguisse nei mesi a venire: stiamo cercando fondi che ci permettano di dar forma a nuovi piani educativi su misura per loro», conclude Gianluca Amato, a capo dello staff di Casa Gioia, presieduta da Stefania Azzali.
«Insieme a Casa Gioia stiamo elaborando l’idea di un percorso ancora più strutturato – anticipa Marco Benelli, a capo della sezione reggiana dell’associazione che ha in gestione l’oasi – . Le attività potrebbero concentrarsi anche nei mesi autunnali e primaverili, con incontri sia nel centro di via Gioia che all'oasi. Proporremo percorsi ben calibrati a gruppi altrettanto ben definiti, come è d'obbligo con questo tipo di utenza. Sarà un impegno significativo: chiediamo alle istituzioni o a soggetti privati di darci un aiuto».
I ragazzi hanno iniziato a curare il giardino delle piante aromatiche. C’è chi toglie l’erbaccia, chi annaffia le piante, chi si occupa della piantumazione. L’esperienza è sinora positiva. «Proprio per questo vorremmo che la collaborazione con il Wwf proseguisse nei mesi a venire: stiamo cercando fondi che ci permettano di dar forma a nuovi piani educativi su misura per loro», conclude Gianluca Amato, a capo dello staff di Casa Gioia, presieduta da Stefania Azzali.
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