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«I tuffi vietati fermano il turismo»

«I tuffi vietati fermano il turismo»

Villa Minozzo, l’accusa dell’opposizione dopo i divieti alla cascata del Golfarone

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VILLA MINOZZO. «La dimostrazione di come in Appennino non sappiamo gestire il turismo». È piuttosto tagliente il commento del capogruppo di opposizione a Villa Minozzo, Massimiliano Coloretti, sulla scelta dell’amministrazione comunale di vietare i tuffi alle cascate del Golfarone così come la balneazione in quel tratto di torrente, mai come quest’anno “preso di assalto” dai turisti, che spesso però abbandonano i rifiuti in una delle zone più belle del crinale e, cosa ancora più grave, si tuffano dalla cima della cascata, un salto di circa 15 metri, con gravi rischi per l’incolumità.

Il capogruppo di Progetto Villa afferma: «Il divieto di balneazione nella zona del Golfarone dimostra ancora una volta, se necessario, la mediocrità con la quale in questa provincia si affronta la questione del turismo, che è visto infatti come minaccia e non come opportunità. L’aumento del costo dei tesserini dei funghi, il divieto della balneazione, le polemiche sull’illuminazione della seggiovia di Febbio – rincara la dose – sono in linea con le politiche della sinistra ambientalista Pd che governa i comuni. D’altronde non è un caso se la provincia di Reggio è la penultima meta turistica in regione: qui, da ormai una ventina d’anni, lo scopo è quello della realizzazione di angoli naturalistici élitari, controbilanciando divieti e aumenti dei costi con i finanziamenti a strutture amiche sul territorio che fanno da grancassa a queste controproducenti misure ambientalistiche».

I temi elencati da Coloretti, come il rincaro sul tesserino per raccogliere i funghi, ma anche la scelta di illuminare la seggiovia di Febbio, sono stati al centro di vivaci polemiche nei giorni scorsi, così come ora si discute molto della scelta di vietare balneazione e tuffi in un tratto di torrente che quest’anno, ogni fine settimana, ha richiamato centinaia di turisti. Conclude poi Massimiliano Coloretti: «Quanto è stato fatto sulle seggiovie di Febbio dimostra come le politiche vincenti siano quelle che vedono l’uomo inserito in un contesto ambientale, e non espulso dall’ambiente stesso, permettendo un afflusso che genera guadagno alle strutture ricettive e virtuose del nostro territorio. Al Golfarone si è persa, o quantomeno è stata rimandata, l’opportunità di far conoscere e rendere fruibile, attrezzandola, una delle zone più belle del nostro comune, applicando semplicemente il divieto la cui applicazione pratica peraltro sarà tutta da verificare». (l.t.)

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