Gazzetta di Reggio

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Lo street food riporta l’alcol in stazione

di Gabriele Farina
Lo street food riporta l’alcol in stazione

Derogata l’ordinanza per l’evento con i truck in viale IV Novembre da venerdì a domenica, ma il divieto per i locali resta

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REGGIO EMILIA. “In food we truck” riporta l’alcol in viale IV Novembre... ma soltanto nell’area dello Street food festival. Da questo venerdì fino a domenica, infatti, nella strada davanti all’ingresso della stazione sgorgheranno ettolitri di birra artigianale. 

Le bionde saranno servite in bottiglie di plastica e accompagneranno le pietanze reggiane, emiliane e internazionali preparate nei 25 furgoncini disposti sui due lati del percorso. Attenzione, però: per le altre attività della zona la situazione resta invariata rispetto a quella del 28 luglio scorso, data in cui è entrata in vigore l’ordinanza anti-alcol firmata dal sindaco Luca Vecchi.
 
«L’ordinanza ammette deroghe legate a eventi organizzati dall’amministrazione o da altri soggetti – spiega Natalia Maramotti, assessore a Commercio e Sicurezza – per cui sarà possibile vendere alcolici da parte di un produttore artigianale in quel contesto circoscritto e ben sorvegliato. Per il resto, le disposizioni restano in vigore». Quindi le attività commerciali non potranno vendere prodotti alcolici di nessun tipo e in qualunque formato dalle 15 alle 6 dell’indomani, pena una multa di 250 euro e, nei casi di recidiva, la chiusura del locale per un massimo di 15 giorni.
 
Una misura adottata per far diminuire il numero delle risse nella zona di via Turri e dintorni e che da subito ha fatto ingegnare i commercianti. Nei primi giorni dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza esercenti di varia nazionalità (e in luoghi diversi della zona interessata) hanno continuato a vendere alcolici oltre l’orario consentito, adottando in più frangenti le buste di carta che coprono il contenuto, come negli Stati Uniti d’America negli anni del proibizionismo. Un problema in più per gli agenti della polizia municipale, a cui spetta di controllare il rispetto dell’ordinanza e la cui sede futura, secondo quanto è stato anticipato alla Gazzetta dal sindaco Vecchi, sarà proprio nella zona della stazione.
 
Per l’assessore, la situazione sta migliorando, «ma le cose non si cambiano dall’oggi al domani – commenta Maramotti – perché se ci fosse un bottone per farlo l’avremmo già spinto. Le questioni sono complesse, dobbiamo restare molto lontani dalle banalità e dalle banalizzazioni del problema».
Organizzare un evento in grado di catalizzare oltre 28mila persone in tre giorni (secondo i dati del 2016) non è risolutivo, in quanto «non significa cambiare le sorti del luogo», prosegue l’assessore.
Cambieranno sia la geografia sia la mobilità. Per il festival del cibo di strada saranno presenti piatti della tradizione marchigiana, toscana, abruzzese, pugliese e calabrese per restare in Italia. Sul fronte estero si prevedono specialità venezuelane, statunitensi, argentine, greche e rumene. «Avremo anche la chicca dell’Asian crossover di Marco Loy, che propone cucina orientale rivisitata in chiave italiana»,

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