Ora di silenzio davanti al tribunale
Comitati e cittadini, radunati dalla Caramella Buona, domani sera manifestano
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REGGIO EMILIA. Domani, alle 21, sapremo quanto folto è il popolo degli indignati per la scarcerazione del pedofilo pakistano decisa dal gip Giovanni Ghini. A quest’ora, infatti, comincerà la manifestazione di protesta indetta a gran voce da Roberto Mirabile, presidente reggiano dell’associazione Caramella Buona Onslus.
Si tratterà di un picchetto di un’ora “elegante e silenzioso”. I partecipanti, infatti, resteranno in piedi senza parlare davanti alla sede del tribunale di Reggio Emilia, rigorosamente in camicia. Un dress code deciso dallo stesso Mirabile come ulteriore forma di protesta per l’abbigliamento utilizzato dal gip durante l’interrogatorio di garanzia.
«Il giudice ha rappresentato lo Stato con abbigliamento non certo consono al suo ruolo – ha scritto Mirabile – e non ha minimamente considerato, con questa incredibile decisione, di confermare la netta linea di demarcazione naturale tra Abele e Caino». Ancora una volta, quindi, i cittadini scenderanno in piazza partendo da un moto di indignazione che nasce dal basso. Senza bandiere, cori o movimenti politici, sulla scorta della fiaccolata anti accoglienza indetta circa un mese fa da sette comitati. E non è un caso, probabilmente, che ad aderire all’iniziativa di Mirabile è stato anche “Reggio Emilia Sicura”, fra gli organizzatori proprio di quel corteo e comitato fra i più attivi “politicamente”.
Forse è ancora presto per dire che qualcosa si stia muovendo in vista delle prossime elezioni ma sta di fatto che il Pd e il sindaco Vecchi, pur invitati dal presidente della Caramella Buona, hanno declinato l’invito. Così come ha fatto anche la Lega Nord reggiana, che evidentemente non sapeva che il primo cittadino ha declinato l’invito: «La Lega non parteciperà ad una manifestazione dove è presente un esponente Pd filo immigrati e che lotta per lo ius soli».
Chi invece ci sarà sicuramente sono alcuni membri di Fratelli d’Italia che, ieri, hanno dato il proprio appoggio all’iniziativa premettendo però che si recheranno sul posto “in borghese”.
Si tratterà di un picchetto di un’ora “elegante e silenzioso”. I partecipanti, infatti, resteranno in piedi senza parlare davanti alla sede del tribunale di Reggio Emilia, rigorosamente in camicia. Un dress code deciso dallo stesso Mirabile come ulteriore forma di protesta per l’abbigliamento utilizzato dal gip durante l’interrogatorio di garanzia.
«Il giudice ha rappresentato lo Stato con abbigliamento non certo consono al suo ruolo – ha scritto Mirabile – e non ha minimamente considerato, con questa incredibile decisione, di confermare la netta linea di demarcazione naturale tra Abele e Caino». Ancora una volta, quindi, i cittadini scenderanno in piazza partendo da un moto di indignazione che nasce dal basso. Senza bandiere, cori o movimenti politici, sulla scorta della fiaccolata anti accoglienza indetta circa un mese fa da sette comitati. E non è un caso, probabilmente, che ad aderire all’iniziativa di Mirabile è stato anche “Reggio Emilia Sicura”, fra gli organizzatori proprio di quel corteo e comitato fra i più attivi “politicamente”.
Forse è ancora presto per dire che qualcosa si stia muovendo in vista delle prossime elezioni ma sta di fatto che il Pd e il sindaco Vecchi, pur invitati dal presidente della Caramella Buona, hanno declinato l’invito. Così come ha fatto anche la Lega Nord reggiana, che evidentemente non sapeva che il primo cittadino ha declinato l’invito: «La Lega non parteciperà ad una manifestazione dove è presente un esponente Pd filo immigrati e che lotta per lo ius soli».
Chi invece ci sarà sicuramente sono alcuni membri di Fratelli d’Italia che, ieri, hanno dato il proprio appoggio all’iniziativa premettendo però che si recheranno sul posto “in borghese”.
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