Gazzetta di Reggio

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«Alcol, no deroghe a metà L’ordinanza è da abolire»

di Gabriele Farina
«Alcol, no deroghe a metà L’ordinanza è da abolire»

Esercenti contro il parziale via libera per la birra artigianale in viale IV Novembre «Noi ci rimettiamo e non è giusto come principio, tanto più che i furbetti restano»

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REGGIO EMILIA. «Non è giusto». Dalle parti di viale IV Novembre, via Turri e dintorni non tutti hanno preso di buon grado la deroga in arrivo per l’ordinanza anti-alcol. Da domani a domenica 25 truck invaderanno la strada che porta alla stazione per lo Street food festival. Un evento che porterà nel luogo pietanze reggiane ed emiliane, nazionali e internazionali, oltre a ettolitri di birra artigianale.

Le bionde in calici di plastica saranno le uniche sostanze alcoliche che si potranno bere nelle vie dalle 15 in poi, secondo il testo siglato dal sindaco Luca Vecchi e valido fino al 1° ottobre di quest’anno. Un’ordinanza che gli agenti della Polizia Municipale devono far rispettare, contrastando il fenomeno dei furbetti che, confermano gli esercenti, restano.

Le gradazioni delle loro rimostranze sono diverse: non si tocca mai il sentimento di rabbia, ma si percepisce l’amaro in bocca verso quella che considerano un’ingiustizia. «Non è giusto», ripete più volte Alam Mehboob, titolare di un’attività commerciale della zona, che vende kebab. Non è una mera questione di gelosia perché, spiega, «non li vendo nemmeno gli alcolici». Il problema, semmai, è rappresentato da aspetti ritenuti contraddittori nell’ordinanza. Non c’è soltanto la deroga ad hoc, ma anche un problema legato agli orari. «Altri locali continuano a vendere alcol – riprende Alam – e poi c’è sempre la Coop, che lo continua a vendere e davanti alla quale c’è sempre confusione. L’ordinanza sta rovinando il mio locale. Ogni sera devo chiudere alle 21, ma così le persone non possono venire a cena da me. Supponiamo che perdo 50 euro al giorno: in un mese sono 1.500 euro. Perché non lasciare chiudere tutti alle 23 o uniformare tutti gli orari di chiusura, così come avveniva già in passato?».

Non vede bene la deroga (e la situazione in generale) Abdul Sekwr. «Di sicuro lo Street food festival porterà movimento – afferma il secondo esercente – ma anche confusione. La birra ci sarà ed è un problema: tutto il degrado che c’è nella zona è colpa dell’alcol e della droga». Nel locale, in un angolo, è ben visibile una copia dell’ordinanza siglata da Vecchi, ma mancano le bottiglie di alcolici. «Noi non ne vendiamo – conferma Abdul – ma c’è ancora chi li continua a vendere negli orari in cui non si potrebbe. Si trovano nei bar, si trova alla Coop. L’altro giorno ci sono state liti e non è la prima volta: anche con l’ordinanza il problema resta».

Non è così convinto del punto Roberto Hu. «Da quando è entrato in vigore il testo anti-alcol la situazione si è calmata – sostiene il terzo esercente – perché quelle persone che causavano risse sono già andate via, si sono trasferite. A breve si potrà spostare in zona la sede della Polizia Municipale e questo è un vantaggio. Adesso si potrebbe anche a meno dell’ordinanza, così potremmo riprendere a vendere alcolici anche dopo le 15. L’arrivo dello Street food festival a noi cambierà ben poco, ma sarebbe stato meglio che la deroga valesse per tutti».

«Nei giorni dello Street food festival forse vedremo meno clienti nel nostro locale», conclude Erik Kwang, esercente di un’altra attività nella zona della stazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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