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Crac Unieco, tre sportelli per chi ha perso i risparmi

di Luciano Salsi
Crac Unieco, tre sportelli per chi ha perso i risparmi

Da domani Federconsumatori attiva il servizio a Reggio, Castelnovo e Correggio Trisolini: «Il commissario deve ancora comunicare il passivo ai singoli creditori»

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REGGIO EMILIA . Federconsumatori aprirà domani a Reggio, Castelnovo e Correggio tre sportelli dedicati ai soci Unieco che chiedono la restituzione del prestito sociale nell’ambito della liquidazione coatta amministrativa avviata in aprile dal commissario liquidatore Corrado Baldini. Sono ammessi coloro che abbiano versato almeno 1.500 euro di prestito.

Gli interessati sono invitati a prendere appuntamento telefonando al numero 366.4053091 dal lunedì al venerdì fra le 9 e le 13 e fra le 15 e le 18. Agli sportelli, aperti allo stesso orario, dovranno consegnare in fotocopia carta d’identità (fronte e retro), tesserino con il codice fiscale, libretto di prestito sociale da cui risultino i movimenti di conto, l’ultimo certificato di quota sociale, l’accordo sottoscritto con Unieco durante la procedura concorsuale del 2013 (182 bis) e l’accordo di destinazione a prestito di alcune mensilità dello stipendio, insieme all’attestazione del codice Iban.

«Baldini – spiega Giovanni Trisolini, presidente provinciale di Federconsumatori – non ha ancora comunicato ai singoli creditori lo stato passivo, cioè l’entità dei crediti. Tuttavia da quando le comunicazioni saranno recapitate ci saranno appena 15 giorni di tempo per inviare le domande. Perciò per accelerare le pratiche dobbiamo intanto raccogliere la documentazione, in modo che al momento opportuno i soci abbiano solo da firmare l’istanza». La legge prevede che, nei limiti del ricavato della liquidazione, siano rimborsati in primo luogo i debiti nei confronti dei lavoratori, poi, nell’ordine, quelli dovuti a professionisti, artigiani e banche. I titolari di crediti chirografari vengono per ultimi. Si tratta di millecento soci che hanno sottoscritto le quote sociali, sostanzialmente irrecuperabili, e i prestiti sociali. Questi ultimi possono arrivare a 70mila euro, il massimo consentito per le coop di produzione. La percentuale rimborsabile dipenderà dall'esito della liquidazione. Tuttavia Federconsumatori sta valutando la situazione sotto il profilo giuridico nell'eventualità di rivolgere al commissario liquidatore una richiesta di prededuzione, cioè di parificazione del prestito sociale ai crediti da lavoro, che hanno la precedenza su tutti gli altri. Infatti l’accordo sottoscritto durante la procedura concorsuale metteva tali somme a disposizione della coop per consentirle di proseguire l’attività.

È una tesi già sostenuta da Federconsumatori nel fallimento Coopsette, ma respinta dal commissario. L’associazione, intanto, conta sui parlamentari reggiani per istituire un fondo nazionale che garantisca la restituzione dell’80% del prestito sociale grazie al versamento dell’1,5% degli introiti delle coop. La proposta è stata avanzata ufficialmente il 2 agosto in un incontro con il viceministro dell'Economia, Enrico Morando.

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