Domani un altro vertice con tutti i sindaci
Nell’incontro si discuterà delle direttive del ministro Minniti. Vecchi: «Non mureremo tutta la città»
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REGGIO EMILIA. Prosegue la scia di vertici in Prefettura per discutere con le forze di polizia e le amministrazioni locali sulle direttive del ministro Minniti. Il richiamo a dei più stringenti controlli antiterrorismo infatti deve essere ora applicato sul territorio. E, per capire come e in che misura, è necessaria la collaborazione di tutte le autorità competenti.
Domani quindi, intorno alle 10.30, si terrà un altro summit a cui presenzieranno, oltre al prefetto Maria Grazia Forte e tutte le forze di polizia, anche i sindaci della provincia reggiana. Sarà questa l’occasione, come avvenuto ieri per il capoluogo, di tradurre in forma pratica le richieste avanzate dal Ministero.
Chi ieri era presente al tavolo, invece, è il sindaco Luca Vecchi. Perché i provvedimenti adottati dal comitato siano davvero efficaci, infatti, è necessaria la collaborazione dei cittadini e dell’amministrazione locale. E Reggio Emilia, ha commentato Vecchi, «ha una comunità vivace che continua ad organizzare eventi di un certo rilievo nonostante quello che tutti noi sappiamo essere accaduto nel mondo. Non c’è nessuna intenzione di murare la città o disincentivare l’afflusso di persone agli eventi ma non sarebbe sufficientemente responsabile non porsi il problema di trovare delle soluzioni che aumentino la sicurezza delle manifestazioni che si terranno nelle prossime settimane, tra cui ricordo anche il “Dinamico festival”».
D’altra parte, ha ricordato ancora il sindaco, «tutto l’assetto reggiano è preparato da molto tempo e storicamente ha superato tutte le prove, dal concertone di Ligabue alla partita con la Stella Rossa di Belgrado». Per questo «voglio lanciare un messaggio di grande fiducia, consapevolezza e solidità istituzionale, senza però rinunciare ad investire sulla città dei luoghi».
Da capire invece, e si pensa si riuscirà a capire meglio domani dopo l’incontro in Prefettura, quali saranno gli eventi interessati al rafforzamento della sicurezza nel resto della provincia reggiana. Qui infatti, a differenza del capoluogo, le numerose manifestazioni in programma portano un minore afflusso di persone. E, questione non trascurabile, riuscire a presidiarle tutte sarebbe piuttosto complesso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Domani quindi, intorno alle 10.30, si terrà un altro summit a cui presenzieranno, oltre al prefetto Maria Grazia Forte e tutte le forze di polizia, anche i sindaci della provincia reggiana. Sarà questa l’occasione, come avvenuto ieri per il capoluogo, di tradurre in forma pratica le richieste avanzate dal Ministero.
Chi ieri era presente al tavolo, invece, è il sindaco Luca Vecchi. Perché i provvedimenti adottati dal comitato siano davvero efficaci, infatti, è necessaria la collaborazione dei cittadini e dell’amministrazione locale. E Reggio Emilia, ha commentato Vecchi, «ha una comunità vivace che continua ad organizzare eventi di un certo rilievo nonostante quello che tutti noi sappiamo essere accaduto nel mondo. Non c’è nessuna intenzione di murare la città o disincentivare l’afflusso di persone agli eventi ma non sarebbe sufficientemente responsabile non porsi il problema di trovare delle soluzioni che aumentino la sicurezza delle manifestazioni che si terranno nelle prossime settimane, tra cui ricordo anche il “Dinamico festival”».
D’altra parte, ha ricordato ancora il sindaco, «tutto l’assetto reggiano è preparato da molto tempo e storicamente ha superato tutte le prove, dal concertone di Ligabue alla partita con la Stella Rossa di Belgrado». Per questo «voglio lanciare un messaggio di grande fiducia, consapevolezza e solidità istituzionale, senza però rinunciare ad investire sulla città dei luoghi».
Da capire invece, e si pensa si riuscirà a capire meglio domani dopo l’incontro in Prefettura, quali saranno gli eventi interessati al rafforzamento della sicurezza nel resto della provincia reggiana. Qui infatti, a differenza del capoluogo, le numerose manifestazioni in programma portano un minore afflusso di persone. E, questione non trascurabile, riuscire a presidiarle tutte sarebbe piuttosto complesso.
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