inchiesta remilia
La Procura di Parma chiude l’indagine sulla Stu Pasubio
REGGIO EMILIA . Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, potrebbe doversi difendere in tribunale dalle accuse che gli vengono mosse nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Parma in cui...
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REGGIO EMILIA . Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, potrebbe doversi difendere in tribunale dalle accuse che gli vengono mosse nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Parma in cui il primo cittadino era indagato sulla vendita delle quote di stu Pasubio. Si tratta della società partecipata dal Comune proprietaria di un pezzo del quartiere San Leonardo, il cui 52% delle quote fu ceduta a Remilia, azienda costruttrice appartenente alla galassia Unieco.
A Pizzarotti viene contestato il reato di «turbata libertà di scelta del contraente», reato che prevede fino a 5 anni di pena per chi «con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, turba il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente al fine di condizionare la modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione»: in pratica il sindaco avrebbe potuto ricercare altri offerenti sul mercato. Sulla cessione delle quote a Remilia, l’allora minoranza in consiglio comunale non mancò di sottolineare dubbi e perplessità ed ora, sostiene il Pd parmigiano, potrebbero esserci altre conseguenze. «La svendita del patrimonio immobiliare di stu Pasubio potrebbe portare ad accertare un considerevole danno erariale, considerato che in cambio di 4,2 milioni la società subentrata alla stu è riuscita ad acquisire un patrimonio di almeno 40 milioni di euro», evidenzia il capogruppo Pd di Parma, Lorenzo Lavagetto.
«Non stupisce pertanto il fatto – aggiunge – che i riflettori della procura si siano accesi su una vicenda rispetto alla quale ci attendiamo quanto prima chiarimenti pubblici da parte del sindaco». Per questo motivo, chiude Lavagetto, «chiederemo la convocazione congiunta delle commissioni garanzia e bilancio». Secondo quanto riferisce la Gazzetta di Parma, alla fine del mese scorso Pizzarotti, insieme all'ex commissario straordinario del Comune, Mario Ciclosi, e a sette consiglieri d'amministrazione della partecipata, ha già ricevuto l’avviso di fine indagini. Sulla vicenda lo stesso Pizzarotti si è sempre detto tranquillo.
A Pizzarotti viene contestato il reato di «turbata libertà di scelta del contraente», reato che prevede fino a 5 anni di pena per chi «con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, turba il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente al fine di condizionare la modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione»: in pratica il sindaco avrebbe potuto ricercare altri offerenti sul mercato. Sulla cessione delle quote a Remilia, l’allora minoranza in consiglio comunale non mancò di sottolineare dubbi e perplessità ed ora, sostiene il Pd parmigiano, potrebbero esserci altre conseguenze. «La svendita del patrimonio immobiliare di stu Pasubio potrebbe portare ad accertare un considerevole danno erariale, considerato che in cambio di 4,2 milioni la società subentrata alla stu è riuscita ad acquisire un patrimonio di almeno 40 milioni di euro», evidenzia il capogruppo Pd di Parma, Lorenzo Lavagetto.
«Non stupisce pertanto il fatto – aggiunge – che i riflettori della procura si siano accesi su una vicenda rispetto alla quale ci attendiamo quanto prima chiarimenti pubblici da parte del sindaco». Per questo motivo, chiude Lavagetto, «chiederemo la convocazione congiunta delle commissioni garanzia e bilancio». Secondo quanto riferisce la Gazzetta di Parma, alla fine del mese scorso Pizzarotti, insieme all'ex commissario straordinario del Comune, Mario Ciclosi, e a sette consiglieri d'amministrazione della partecipata, ha già ricevuto l’avviso di fine indagini. Sulla vicenda lo stesso Pizzarotti si è sempre detto tranquillo.
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