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Pedofilo, l’Interpol indaga su altri due casi

di Tiziano Soresina
Pedofilo, l’Interpol indaga su altri due casi

L’inchiesta si è allargata al Pakistan, le piste confermate dai connazionali Non fissata al Riesame la data del ricorso del pm contro la scarcerazione  

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REGGIO EMILIA. A supporto delle indagini dei carabinieri c’è ora l’Interpol, perché si sono aperte due piste che portano dritto dritto verso il Pakistan.

Nel mirino quindi il passato del pedofilo pakistano, reo confesso della violenza sessuale al disabile 13enne, suo vicino di casa nella Bassa reggiana. L’inchiesta sul 21enne si è allargata al Paese d’origine perché si sospetta che l’indagato non fosse nuovo ad episodi simili e due sarebbero i casi su cui si stanno concentrando le verifiche dell’Interpol. Due casi che troverebbero conferma nella comunità pakistana con cui il giovane è entrato in contatto nel Reggiano. Ma ovviamente questa conferma non può bastare e l’Interpol è stata innescata per capire se vi siano state altre vicende legate alla pedofilia riconducibili al pakistano.

Le condizioni per la scarcerazione disposte dal gip Giovanni Ghini – che hanno suscitato fortissime polemiche, facendo balzare il caso giudiziario alla ribalta nazionale – prevedono per il pedofilo l’obbligo di firma due volte al giorno dai carabinieri e di tenersi ad almeno 200 metri dalla vittima 13enne e da qualunque luogo da lui frequentato. Una distanza, però, difficilissima da rispettare nella realtà dei fatti, essendo l’indagato ancora un vicino di casa del bimbo. Il portone della sua casa si apre poi su un parchetto dove giocano i bambini e di fronte, a 80 metri, c’è il cancello di una scuola.

La vittima abita quindi in un palazzo distante poco meno di 100 metri in linea d’aria dall’angolo del palazzo del suo aguzzino. Una coesistenza che sta facendo infuriare la stessa comunità pakistana che vive nel grande condominio e ospita a malincuore il pedofilo reo confesso, che si è accanito sul 13enne

Il pm Maria Rita Pantani – titolare dell’inchiesta – ha impugnato entrambi i provvedimenti del gip Ghini, sia quello relativo agli arresti domiciliari, sia quello coinciso con l’obbligo di firma.

Sui tempi al Riesame resta la massima incertezza, ma non è detto che vista l’eco della vicenda, non venga messa in cima alle priorità del tribunale di Bologna.

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