Tenta di rubare nel casello ferroviario
Brescello, il 45enne arrestato dai carabinieri si difende in aula, «volevo dormire lì», ma è condannato
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BRESCELLO. Tenta di rubare al casello ferroviario brescellese di via Spalti, ma viene arrestato dai carabinieri nel bel mezzo del suo “lavoro”.
Lunedì pomeriggio – intorno alle 15 – una pattuglia della stazione di Brescello, su input della centrale operativa della compagnia carabinieri di Guastalla, si porta velocemente in via Spalti a seguito della segnalazione di una donna che dice di aver visto uno sconosciuto mentre cerca di introdursi all’interno dell’abitazione del casello ferroviario.
In particolare lo sconosciuto, dopo aver scavalcato la cancellata della recinzione con l’utilizzo di due grimaldelli, sta cercando di forzare la porta d’ingresso.
I militari giunti sul posto constatano la presenza effettiva dello sconosciuto – poi identificato nel rumeno 45enne Janica Doboseru – che sta forzando la porta.
Alla luce della flagranza di reato l’uomo, a cui i militari sequestrano due piedi di porco, viene dichiarato in arresto per il reato di tentato furto aggravato (l’aggravante è dettata dallo scasso tentato con gli attrezzi prima citati).
Ieri mattina il 45enne – in tribunale a Reggio – ha ammesso i fatti, ma dando in aula una versione diversa sui suoi intenti: «Avevo saputo che quel casello ferroviario era abbandonato e volevo sistemarmi lì a dormire».
Una ricostruzione che il rumeno – difeso dall’avvocato Alessandro Conti – lega alle sue difficoltà esistenziali: è senza fissa dimora, fa lavori saltuari, in Italia ha gravitato prima sulla Calabria per poi trasferirsi da cinque mesi nel Reggiano.
Insomma, il racconto di una vita al limite.
Una volta convalidato l’arresto, Doboseru, tramite l’avvocato difensore Conti, ha affrontato il processo con rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo).
Il giudice Simone Medioli Devoto ha condannato il rumeno a tre mesi di reclusione e 200 euro di multa (ma con pena sospesa).
Da qui, al termine del procedimento, la liberazione dell’imputato.(t.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Lunedì pomeriggio – intorno alle 15 – una pattuglia della stazione di Brescello, su input della centrale operativa della compagnia carabinieri di Guastalla, si porta velocemente in via Spalti a seguito della segnalazione di una donna che dice di aver visto uno sconosciuto mentre cerca di introdursi all’interno dell’abitazione del casello ferroviario.
In particolare lo sconosciuto, dopo aver scavalcato la cancellata della recinzione con l’utilizzo di due grimaldelli, sta cercando di forzare la porta d’ingresso.
I militari giunti sul posto constatano la presenza effettiva dello sconosciuto – poi identificato nel rumeno 45enne Janica Doboseru – che sta forzando la porta.
Alla luce della flagranza di reato l’uomo, a cui i militari sequestrano due piedi di porco, viene dichiarato in arresto per il reato di tentato furto aggravato (l’aggravante è dettata dallo scasso tentato con gli attrezzi prima citati).
Ieri mattina il 45enne – in tribunale a Reggio – ha ammesso i fatti, ma dando in aula una versione diversa sui suoi intenti: «Avevo saputo che quel casello ferroviario era abbandonato e volevo sistemarmi lì a dormire».
Una ricostruzione che il rumeno – difeso dall’avvocato Alessandro Conti – lega alle sue difficoltà esistenziali: è senza fissa dimora, fa lavori saltuari, in Italia ha gravitato prima sulla Calabria per poi trasferirsi da cinque mesi nel Reggiano.
Insomma, il racconto di una vita al limite.
Una volta convalidato l’arresto, Doboseru, tramite l’avvocato difensore Conti, ha affrontato il processo con rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo).
Il giudice Simone Medioli Devoto ha condannato il rumeno a tre mesi di reclusione e 200 euro di multa (ma con pena sospesa).
Da qui, al termine del procedimento, la liberazione dell’imputato.(t.s.)
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