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Giareda, il centro di Reggio Emilia blindato per l’allerta terrorismo

di Leonardo Grilli
Giareda, il centro di Reggio Emilia blindato per l’allerta terrorismo

Nei giorni della manifestazione chiuse corso Garibaldi e alcune vie laterali  A breve un tavolo tecnico per decidere se utilizzare new jersey o mezzi pesanti

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REGGIO EMILIA. Dopo i piloni di cemento armato agli ingressi di FestaReggio, ora toccherà alla Giareda essere blindata contro eventuali attacchi terroristici. Il tradizionale appuntamento autunnale previsto dal 5 settembre è stato, infatti, inserito nella lista di obiettivi sensibili verso i quali è richiesta una maggiore attenzione da parte dell’amministrazione e delle forze dell’ordine.

Una necessità ribadita nello stesso comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito mercoledì per discutere le direttive arrivate dal ministero dopo gli attentati spagnoli. La macchina della sicurezza quindi si sta già muovendo e, in linea di massima, sono già state decise le modalità con cui la manifestazione verrà protetta da improvvise incursioni di veicoli pesanti: il modello di attacco jihadista più utilizzato nella storia recente in Europa.

Corso Garibaldi, il serpentone di strada cittadina dove si snoda ogni anno la Giareda, sarà completamente sigillato al traffico alle sue due estremità, così come verranno bloccate anche alcune strade laterali che si immettono sul percorso. Restano da sciogliere tuttavia ancora diversi nodi. Primo fra tutti in che modo verrà impedito l’accesso ai veicoli. Le soluzioni sono diverse.

Si potrà, come nel caso di FestaReggio, piazzare dei new jersey o altri tipi di barriere in cemento armato negli incroci strategici. Questo è senza dubbio il metodo di prevenzione più utilizzato nei Comuni italiani ma, anche, quello col maggior impatto visivo ed estetico. Oppure si potrà, come sta accadendo in questi giorni per lo Street food festival, collocare alcuni stand in perpendicolare rispetto alla strada così da occupare tutta la carreggiata e non lasciare spazio ad eventuali veicoli lanciati contro la folla.

Una terza possibilità, infine, è quella di utilizzare dei mezzi pesanti come barriere sulla scorta di quello che è già accaduto qualche tempo fa in piazza Prampolini. In quell’occasione, quando in città venne a giocare la temibile Stella Rossa di Belgrado, furono presi in prestito dei camion per la raccolta di rifiuti di Iren ma fra le varie opzioni per il 5 settembre ci sono anche i mezzi blindati delle forze dell’ordine.

Una seconda questione da discutere, infine, è quali strade laterali saranno da chiudere. Alcune infatti, soprattutto sul lato di Corso Garibaldi che conduce verso il centro storico, sono molto strette e tortuose.

Ed è improbabile che un attentatore riesca a passare da lì.

Queste dunque potrebbero essere risparmiate anche perché, da quanto è emerso dopo il comitato provinciale, l’intenzione di Prefettura e amministrazione è quella di sconvolgere il minimo possibile la vita quotidiana dei reggiani, trovando un compromesso fra vivibilità e sicurezza. Tutte queste scelte, in ogni caso, verranno prese in settimana prossima durante il tavolo tecnico previsto fra i funzionari del Comune e la questura di Reggio Emilia.

Decisivi saranno proprio i sopralluoghi degli ufficiali di polizia. Nel frattempo oggi, intorno alle 10.30, si terrà un altro summit a cui presenzieranno oltre al prefetto Maria Grazia Forte e tutte le forze di polizia, anche i sindaci della provincia reggiana.

Sarà questa l’occasione, come avvenuto per il capoluogo, di tradurre in forma pratica le richieste avanzate dal ministro Minniti.
 

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