Operaio in carcere per violenza sessuale
Guastalla, condannato a tre anni e cinque mesi un 59enne che nel febbraio di tre anni fa aggredì una ragazza di 27 anni
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GUASTALLA. Tre anni e cinque mesi per violenza sessuale e lesioni personali. Questa la condanna inflitta a un operaio 59enne, attualmente abitante a Guastalla, per quanto avvenuto la sera del 22 febbraio 2014 in provincia dell’Aquila. Ora l’uomo è finito in carcere. Quella sera si trovava appartato con una donna (una 27enne residente in quella provincia) quando, a un certo punto, le ha usato violenza fisica per soddisfare con la forza le proprie voglie sessuali.
Sono stati attimi terribili per la malcapitata, che è riuscita a salvarsi soltanto grazie all’intervento di una pattuglia di carabinieri. I militari hanno arrestato l’uomo e impedito che la violenza potesse protrarsi oltre.
Nell’occasione, per la vittima si sono rese necessarie le cure mediche in ospedale, dove è stato stilato un referto con sette giorni di prognosi per le violenze riportate. Nonostante la vicenda non si sia conclusa con un epilogo ancora più tragico, la giovane ha riportato importanti conseguenze psicologiche a seguito dell’episodio, che l’ha fortemente traumatizzata.
In questi giorni è avvenuto l’arresto del 59enne, in un’azienda della Bassa reggiana, mentre l’uomo era intento a svolgere il proprio lavoro. Ad eseguirlo sono stati i carabinieri di Poviglio, che hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dall’ufficio esecuzioni penali della procura generale della Repubblica presso la corte d’appello dell’Aquila.
Successivamente è scattato l’iter processuale con la Corte d’appello dell'Aquila che, in riforma alla sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Lanciano nel settembre del 2015, ha condannato l’uomo a tre anni e cinque mesi di reclusione per i reati di violenza sessuale e lesioni personali.
La sentenza di condanna è diventata esecutiva lo scorso mese di ottobre e ha visto la procura generale aquilana redigere a carico del 59enne l’ordine di carcerazione.
Escluso dalla pena il periodo già trascorso in prigione, il condannato ora dovrà scontare in carcere a Reggio Emilia tre anni, un mese e sei giorni di reclusione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sono stati attimi terribili per la malcapitata, che è riuscita a salvarsi soltanto grazie all’intervento di una pattuglia di carabinieri. I militari hanno arrestato l’uomo e impedito che la violenza potesse protrarsi oltre.
Nell’occasione, per la vittima si sono rese necessarie le cure mediche in ospedale, dove è stato stilato un referto con sette giorni di prognosi per le violenze riportate. Nonostante la vicenda non si sia conclusa con un epilogo ancora più tragico, la giovane ha riportato importanti conseguenze psicologiche a seguito dell’episodio, che l’ha fortemente traumatizzata.
In questi giorni è avvenuto l’arresto del 59enne, in un’azienda della Bassa reggiana, mentre l’uomo era intento a svolgere il proprio lavoro. Ad eseguirlo sono stati i carabinieri di Poviglio, che hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dall’ufficio esecuzioni penali della procura generale della Repubblica presso la corte d’appello dell’Aquila.
Successivamente è scattato l’iter processuale con la Corte d’appello dell'Aquila che, in riforma alla sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Lanciano nel settembre del 2015, ha condannato l’uomo a tre anni e cinque mesi di reclusione per i reati di violenza sessuale e lesioni personali.
La sentenza di condanna è diventata esecutiva lo scorso mese di ottobre e ha visto la procura generale aquilana redigere a carico del 59enne l’ordine di carcerazione.
Escluso dalla pena il periodo già trascorso in prigione, il condannato ora dovrà scontare in carcere a Reggio Emilia tre anni, un mese e sei giorni di reclusione.
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