Vogue America celebra il ritorno del Lambrusco
Correggio: la cantina Lini protagonista sul magazine Usa «Un tempo veniva esportato un succo dolce frizzante»
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CORREGGIO. Dopo un grande boom negli anni ’70, l’immagine del Lambrusco negli Stati Uniti, e non solo, si era decisamente offuscata. Il concetto che al pubblico americano le nostre bollicine piacessero «perché ricordano la Coca Cola» ha avuto effetti di lungo periodo molto negativi. I produttori di qualità stanno lottando da tempo per far cambiare idea ai consumatori.
Negli ultimi anni la tendenza, fortunatamente, è molto cambiata. In questi giorni sul sito internet del magazine Vogue America si celebra “Il ritorno del Lambrusco”, che sta contendendo la scena, «come vino estivo», al popolarissimo rosé.
Nell’articolo, a firma di Jenn Rice, Alicia Lini, della cantina correggese Lini910, riflette sulla differenza tra il prodotto che veniva esportato in passato e quello di oggi. «Il Lambrusco allora non era un vero Lambrusco ma solo un succo dolce frizzante. La qualità era molto bassa e le quantità esportate massicce».
La cantina correggese fu pioniera nelle esportazioni oltre Oceano, ma quella prima avventura, che pure si basava su un prodotto di qualità, non ebbe successo. «Ma a fine anni 2000 siamo tornati – spiega Alicia Lini, che si occupa del mercato Usa e rappresenta la quarta generazione dei Lini viticoltori – e la scelta ha pagato».
L’anno scorso Wine Spectator, rivista di settore tra le più prestigiose al mondo, ha inserito la cantina tra le 100 migliori d’Italia premiando il “Metodo Classico Rosso Millesimato”.
«Un riconoscimento che ha significato una svolta in quel mercato – ammette l’imprenditrice correggese –. Oggi a New York siamo presenti in 350 punti vendita. La nostra cantina esporta il 50% del suo prodotto e gli Stati Uniti rappresentano il 35% delle esportazioni».
Vogue America dà atto che il Lambrusco «sta riemergendo negli Stati Uniti e si sta confermando un solido rivale del rosé». Joel Caruso, partner sommelier della nota applicazione “Vivino”, conferma che «il Lambrusco è alle calcagna del rosé». Nell’articolo si parla di alcuni ristoranti e rivenditori che stanno proponendo il frizzante reggiano. Le bottiglie di Lini si trovano, ad esempio, al ristorante Rossoblu di Los Angeles, o nel negozio “Smith & Wine” di Brooklin, dove il rosé correggese viene subito venduto e i gestori non riescono a fare scorte. Una buona notizia per tutti i produttori di qualità reggiani che guardano fuori dai confini italiani. (j.d.p.)
Negli ultimi anni la tendenza, fortunatamente, è molto cambiata. In questi giorni sul sito internet del magazine Vogue America si celebra “Il ritorno del Lambrusco”, che sta contendendo la scena, «come vino estivo», al popolarissimo rosé.
Nell’articolo, a firma di Jenn Rice, Alicia Lini, della cantina correggese Lini910, riflette sulla differenza tra il prodotto che veniva esportato in passato e quello di oggi. «Il Lambrusco allora non era un vero Lambrusco ma solo un succo dolce frizzante. La qualità era molto bassa e le quantità esportate massicce».
La cantina correggese fu pioniera nelle esportazioni oltre Oceano, ma quella prima avventura, che pure si basava su un prodotto di qualità, non ebbe successo. «Ma a fine anni 2000 siamo tornati – spiega Alicia Lini, che si occupa del mercato Usa e rappresenta la quarta generazione dei Lini viticoltori – e la scelta ha pagato».
L’anno scorso Wine Spectator, rivista di settore tra le più prestigiose al mondo, ha inserito la cantina tra le 100 migliori d’Italia premiando il “Metodo Classico Rosso Millesimato”.
«Un riconoscimento che ha significato una svolta in quel mercato – ammette l’imprenditrice correggese –. Oggi a New York siamo presenti in 350 punti vendita. La nostra cantina esporta il 50% del suo prodotto e gli Stati Uniti rappresentano il 35% delle esportazioni».
Vogue America dà atto che il Lambrusco «sta riemergendo negli Stati Uniti e si sta confermando un solido rivale del rosé». Joel Caruso, partner sommelier della nota applicazione “Vivino”, conferma che «il Lambrusco è alle calcagna del rosé». Nell’articolo si parla di alcuni ristoranti e rivenditori che stanno proponendo il frizzante reggiano. Le bottiglie di Lini si trovano, ad esempio, al ristorante Rossoblu di Los Angeles, o nel negozio “Smith & Wine” di Brooklin, dove il rosé correggese viene subito venduto e i gestori non riescono a fare scorte. Una buona notizia per tutti i produttori di qualità reggiani che guardano fuori dai confini italiani. (j.d.p.)
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