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Bonifica, il bilancio: «Siccità, un milione di spese aggiuntive»

di Andrea Vaccari
Bonifica, il bilancio: «Siccità, un milione di spese aggiuntive»

Boretto, il direttore Turazza: «Bene il Po, disastro sull’Enza Le temperature in aumento causeranno grossi guai futuri»

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BORETTO. Un anno difficile per l’attività, anche se segnali positivi sono arrivati dal Po, che è risultato meno malato di quanto possa sembrare. Questo il bilancio dell’annata del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale, stilato dal direttore generale Domenico Turazza.

Molta della responsabilità della siccità è “colpa” del meteo. «Non piove di meno – ha spiegato il direttore – ma le precipitazioni si concentrano in un arco di tempo più ridotto e fanno danni».

Turazza, qual è il bilancio del Consorzio in questa torrida estate?

«Ormai stiamo andando verso il termine della stagione irrigua, siamo di fronte a temperature più basse rispetto agli ultimi tempi, ma si riscontra un secco terribile. La stagione è stata molto pesante: dal punto di vista economico non abbiamo ancora dati definitivi, ma tra fontanazzi e avarie di vario tipo è probabile che ci troveremo a dover affrontare una spesa di circa un milione di euro superiore a quella preventivata. Ma fortunatamente abbiamo delle riserve accantonate e dunque non andremo in affanno».

Venendo a parlare di acqua, molti occhi sono puntati sul Po. Da mesi il Grande Fiume attraversa un periodo non facile: qual è il quadro?

«Per quanto riguarda il Po siamo andati molto bene, o perlomeno meglio del previsto. Dal Grande Fiume (dal quale viene prelevato circa il 75% dell’acqua del comprensorio della bonifica) sono stati derivati 230 milioni di metri cubi di acqua, a fronte dei 175 dello scorso anno. Di fatto è stato un anno record in positivo: questo perché il Po è stato caratterizzato da livelli e portate più che adeguate per il periodo».

Come mai questa situazione “in positivo” nonostante il grande caldo?

«Si sono verificati dei temporali sull’arco alpino che hanno permesso ai laghi di riempirsi. Erano mezzi vuoti e queste precipitazioni si sono rivelate una vera manna non soltanto per l’ambiente, ma anche per il Po, che a sua volta ha beneficiato di questa acqua».

Se per il Po è stata una stagione tutto sommato positiva, cosa si può dire di Secchia ed Enza?

«Dal Secchia sono stati derivati 36 milioni di metri cubi: cifra in media con il passato, che ha servito in particolare la parte Sud della provincia, la zona di Casalgrande, Scandiano, Rubiera e anche Sassuolo. Le noti dolenti riguardano invece l’Enza: sono state messe a nudo le carenze strutturali, che hanno comportato una situazione grave e seria. La chiusura definitiva della derivazione di Cerezzola ha accentuato queste criticità, in un’annata difficile nella quale sono stati derivati solo 7 milioni di metri cubi d’acqua, per un servizio al di sotto delle possibilità».

Torniamo sulle precipitazioni. E’ vero che piove meno di altri anni?

«Ogni anno fa storia a sé. Il 2014, ad esempio, era stato particolarmente piovoso. La tendenza dal 2003, comunque, è quella di un’estate caratterizzata dalla siccità, con una frequenza che si accorcia sempre di più. Non è che piova di meno, ma le precipitazioni avvengono in un periodo più concentrato; si rivelano più potenti e di conseguenza fanno danni anziché portare sollievo all’agricoltura. Piuttosto, il vero dato negativo è che la temperatura continua ad alzarsi».

Quali conseguenze teme?

«Credo che il fatto più preoccupante sia che venga consumata parte delle risorse idriche provenienti dai ghiacciai. Le previsioni sono fosche: ogni anno le temperature continuano a salire e, come si vede anche da noi, la neve è sempre più rara in inverno. Un giorno, sia pure tra 50 o 100 anni, queste risorse finiranno, e sarà un grosso problema per tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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