Dopo la Zika, primo caso di West Nile
di Luciano Salsi
Confermata la diagnosi del virus, contratto da un reggiano all’estero. Riscontrata la febbre del Nilo in una 76enne
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REGGIO EMILIA . Anche quest’anno la malattia del Nilo occidentale (West Nile Disease) ha fatto la sua comparsa nella nostra provincia. Il primo caso di questo morbo tropicale trasmesso dalle punture delle zanzare è stato diagnosticato nei giorni scorsi. Lo comunica la direzione Ausl, precisando che la paziente, una donna di 76 anni residente a Reggiolo, si trova ricoverata al Santa Maria Nuova e che le sue condizioni appaiono stazionarie, in progressivo miglioramento.
La malattia del Nilo s’è manifestata per la prima volta nel 2013 con ben sei casi. Se ne sono poi verificati due nel 2014, uno nel 2015 e quattro l’anno scorso. Quest’anno finora la situazione appare meno grave probabilmente a causa della siccità, che ha rarefatto le zanzare. L’unico altro cittadino reggiano colpito da una malattia tropicale trasmessa da questi insetti vive in città, nella zona di via Volturno, ma l’ha contratta durante un viaggio all'estero. L’Ausl comunica che proprio ieri è stato confermato il sospetto, insorto mercoledì, che questa persona fosse affetta da infezione Dengue-Chikungunya-Zika. In effetti le è stata riscontrata la presenza dello Zika virus. Le sue condizioni, tuttavia, sono buone e non destano preoccupazione. Entrambe queste malattie, per fortuna, hanno generalmente un andamento benigno. Quella del Nilo occidentale dipende da un virus che trova nei corvi e negli altri uccelli della stessa famiglia il suo serbatoio naturale.
Le zanzare comuni del genere culex ne sono i principali vettori, quando pungono l’uomo dopo avere contratto il virus da un volatile. Tuttavia gli esperti non escludono che ne siano portatrici anche le più temibili zanzare tigre, che sono attive di giorno e sono le uniche responsabili delle infezioni Chikungunya e Dengue. La maggior parte delle persone colpite dalla malattia del Nilo non mostra alcun sintomo. Circa il 20% presenta sintomi leggeri, quali febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e manifestazioni cutanee. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana e possono variare molto a seconda dell’età della persona. I sintomi più gravi (malattia neuro invasiva di West Nile) si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (una persona su 150) e comprendono febbre alta, forti cefalee, debolezza muscolare e problemi neurologici. Nei casi più gravi (circa uno su mille) il virus può causare un’encefalite letale o esiti permanenti.
La forma grave della malattia interessa principalmente le persone anziane o con ridotta efficienza del sistema immunitario.
Anche la malattia da virus Zika si manifesta di solito con una sintomatologia lieve, cioè con febbre, dolori ossei e muscolari, oppure con manifestazioni cutanee che ricordano quelle da morbillo, a volte accompagnate da prurito. L’infezione si può trasmettere principalmente con due modalità: tramite la puntura di zanzare tigre infette oppure in caso di rapporti sessuali con partner maschile infetto. Finora tutti i cittadini italiani che hanno contratto Zika virus si sono infettati principalmente durante un viaggio all'estero. Si tratta quindi di casi importati di malattia. Tuttavia il cambiamento climatico ha fatto sì che le zanzare tigre si siano adattate a vivere nel nostro ambiente. Perciò occorre sventare la possibilità che tali insetti trasmettano il virus ad altre persone. Quando viene segnalato un caso, anche solo sospetto, vengono effettuati trattamenti di disinfestazione nell'area di 100 metri attorno ai luoghi di vita dell’ammalato, per eliminare tutte le zanzare tigre presenti. In questo modo si evita che qualche zanzara che si può essere infettata pungendo la persona malata possa poi trasmettere la malattia ad altre persone residenti in quella zona.
La malattia del Nilo s’è manifestata per la prima volta nel 2013 con ben sei casi. Se ne sono poi verificati due nel 2014, uno nel 2015 e quattro l’anno scorso. Quest’anno finora la situazione appare meno grave probabilmente a causa della siccità, che ha rarefatto le zanzare. L’unico altro cittadino reggiano colpito da una malattia tropicale trasmessa da questi insetti vive in città, nella zona di via Volturno, ma l’ha contratta durante un viaggio all'estero. L’Ausl comunica che proprio ieri è stato confermato il sospetto, insorto mercoledì, che questa persona fosse affetta da infezione Dengue-Chikungunya-Zika. In effetti le è stata riscontrata la presenza dello Zika virus. Le sue condizioni, tuttavia, sono buone e non destano preoccupazione. Entrambe queste malattie, per fortuna, hanno generalmente un andamento benigno. Quella del Nilo occidentale dipende da un virus che trova nei corvi e negli altri uccelli della stessa famiglia il suo serbatoio naturale.
Le zanzare comuni del genere culex ne sono i principali vettori, quando pungono l’uomo dopo avere contratto il virus da un volatile. Tuttavia gli esperti non escludono che ne siano portatrici anche le più temibili zanzare tigre, che sono attive di giorno e sono le uniche responsabili delle infezioni Chikungunya e Dengue. La maggior parte delle persone colpite dalla malattia del Nilo non mostra alcun sintomo. Circa il 20% presenta sintomi leggeri, quali febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e manifestazioni cutanee. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana e possono variare molto a seconda dell’età della persona. I sintomi più gravi (malattia neuro invasiva di West Nile) si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (una persona su 150) e comprendono febbre alta, forti cefalee, debolezza muscolare e problemi neurologici. Nei casi più gravi (circa uno su mille) il virus può causare un’encefalite letale o esiti permanenti.
La forma grave della malattia interessa principalmente le persone anziane o con ridotta efficienza del sistema immunitario.
Anche la malattia da virus Zika si manifesta di solito con una sintomatologia lieve, cioè con febbre, dolori ossei e muscolari, oppure con manifestazioni cutanee che ricordano quelle da morbillo, a volte accompagnate da prurito. L’infezione si può trasmettere principalmente con due modalità: tramite la puntura di zanzare tigre infette oppure in caso di rapporti sessuali con partner maschile infetto. Finora tutti i cittadini italiani che hanno contratto Zika virus si sono infettati principalmente durante un viaggio all'estero. Si tratta quindi di casi importati di malattia. Tuttavia il cambiamento climatico ha fatto sì che le zanzare tigre si siano adattate a vivere nel nostro ambiente. Perciò occorre sventare la possibilità che tali insetti trasmettano il virus ad altre persone. Quando viene segnalato un caso, anche solo sospetto, vengono effettuati trattamenti di disinfestazione nell'area di 100 metri attorno ai luoghi di vita dell’ammalato, per eliminare tutte le zanzare tigre presenti. In questo modo si evita che qualche zanzara che si può essere infettata pungendo la persona malata possa poi trasmettere la malattia ad altre persone residenti in quella zona.
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