polemica politica
«Tenuti all’oscuro» Pronto un esposto alla Corte dei Conti
REGGIO EMILIA. La liquidazione di Reggio Emilia Innovazione (Rei) diventa un fragoroso caso politico. Basta leggere i toni inusuali utilizzati dalle opposizioni in consiglio comunale, che sparano ad...
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. La liquidazione di Reggio Emilia Innovazione (Rei) diventa un fragoroso caso politico. Basta leggere i toni inusuali utilizzati dalle opposizioni in consiglio comunale, che sparano ad alzo zero contro l’assessore alle partecipate Daniele Marchi e il sindaco Luca Vecchi. Molti parlano già di esposto pronto per la Corte dei Conti. «La vicenda della messa in liquidazione della partecipata Rei è di una gravità assoluta e richiede una spiegazione immediata ai consiglieri comunali da parte dell’assessore al Bilancio e partecipate e da parte del sindaco», dice Alessandra Guatteri, donna dei numeri che siede in Sala del Tricolore sui banchi del Movimento 5 Stelle ed è presidente della IV Commissione Bilancio in comune.
«Il 20 luglio 2017 si era tenuta la seduta della IV Commissione per un'illustrazione della variazione di bilancio e della delibera di approvazione del Dup 2018-2020 che sarebbe passata in consiglio comunale il 24 luglio. Né in quella seduta di Commissione, né in consiglio comunale l’assessore o il sindaco hanno detto qualcosa a proposito della situazione di Rei. Avrebbero dovuto farlo anche perché era presente il paragrafo relativo agli obiettivi assegnati alla partecipata. È gravissimo che sindaco e assessore abbiano chiesto ai consiglieri di approvare un documento che conteneva indicazioni non complete e non corrette, tacendo informazioni basilari per una corretta presa di responsabilità nei confronti della città. Questo la dice lunga anche sulla serietà e sulla veridicità degli obiettivi e dei programmi che il Pd millanta nei confronti della città e dei cittadini».
Per Guatteri, inoltre, il bilancio 2016 di Rei «mostra alcune poste sconcertanti. Sono evidenziate sopravvenienze passive per circa 844.000 euro, conseguenti a svalutazione di crediti e di beni strumentali per attività non realizzate e storno di fatture da emettere. Ma questo cosa significa? Forse negli anni precedenti venivano iscritte a bilancio attività solo programmate e venivano fatturate attività non ancora realizzate? Tutto ciò getta oscure ombre sull'attività di gestione della società».
Anche Cesare Bellentani, capogruppo delle liste civiche, si dice «sconcertato». «Siamo di fronte a un atto di grande gravità. Valuto con attenzione, di concerto con gli altri consiglieri di opposizione, quanto occorso negli ultimi anni, anche in considerazione della grande opacità che si desume da una prima visione dei conti della partecipata appena messa in liquidazione. È l’ennesima dimostrazione del fatto che questa città ha davvero bisogno di un cambiamento radicale».
«Il 20 luglio 2017 si era tenuta la seduta della IV Commissione per un'illustrazione della variazione di bilancio e della delibera di approvazione del Dup 2018-2020 che sarebbe passata in consiglio comunale il 24 luglio. Né in quella seduta di Commissione, né in consiglio comunale l’assessore o il sindaco hanno detto qualcosa a proposito della situazione di Rei. Avrebbero dovuto farlo anche perché era presente il paragrafo relativo agli obiettivi assegnati alla partecipata. È gravissimo che sindaco e assessore abbiano chiesto ai consiglieri di approvare un documento che conteneva indicazioni non complete e non corrette, tacendo informazioni basilari per una corretta presa di responsabilità nei confronti della città. Questo la dice lunga anche sulla serietà e sulla veridicità degli obiettivi e dei programmi che il Pd millanta nei confronti della città e dei cittadini».
Per Guatteri, inoltre, il bilancio 2016 di Rei «mostra alcune poste sconcertanti. Sono evidenziate sopravvenienze passive per circa 844.000 euro, conseguenti a svalutazione di crediti e di beni strumentali per attività non realizzate e storno di fatture da emettere. Ma questo cosa significa? Forse negli anni precedenti venivano iscritte a bilancio attività solo programmate e venivano fatturate attività non ancora realizzate? Tutto ciò getta oscure ombre sull'attività di gestione della società».
Anche Cesare Bellentani, capogruppo delle liste civiche, si dice «sconcertato». «Siamo di fronte a un atto di grande gravità. Valuto con attenzione, di concerto con gli altri consiglieri di opposizione, quanto occorso negli ultimi anni, anche in considerazione della grande opacità che si desume da una prima visione dei conti della partecipata appena messa in liquidazione. È l’ennesima dimostrazione del fatto che questa città ha davvero bisogno di un cambiamento radicale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google