Gazzetta di Reggio

Reggio

«Reggio Emilia è ipercreativa e ora voglio le stelle»

Gabriele Farina
«Reggio Emilia è ipercreativa e ora voglio le stelle»

Francesco Bombardi, campione digitale cittadino, interviene sul dibattito della creatività
«Affidarsi a luoghi istituzionali può essere vincente, gli ostacoli si superano»

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. È stato il campione digitale di Reggio nell’era di Renzi. Ha sviluppato progetti nella città del Tricolore, in tutta Italia e anche in Europa. Il Fab Lab reggiano, l’Officucina, il corso di Industrial design and food design, l’atelier di cucina di Reggio Children sono soltanto alcune frecce scagliate dal suo arco e che hanno colpito il bersaglio. Nella nostra città ha costruito «una comunità dinamica e vivace, con cui condivido progetti e sogni», come la definisce lui. Ora Francesco Bombardi risponde a 360° sulla creatività, partendo da un semplice quesito: è possibile vivere grazie alle proprie idee innovative a Reggio?

«Riuscire a far coincidere il lavoro e la vita con le proprie passioni aggiunge un valore così alto a quello che si produce, in termine di energia ed efficienza, che vale la pena rischiare. Tuttavia, l’impatto di un lavoro creativo non si misura sempre e subito; bisogna avere la forza di sostenere momenti di transizione e il coraggio di muoversi verso ambienti più favorevoli ma a volte sconosciuti».

Esistono ostacoli? Se sì, come si possono superare?

«Dove ci sono ostacoli ci sono nuove opportunità. È questione di equilibrio. Non tutti gli ostacoli sono superabili, se non con un dispendio di energie molto elevato. La valutazione è fondamentale, poi a volte è più opportuno muoversi su altri percorsi per poi rientrare con rinnovate competenze. Nella mia esperienza i due fattori fondamentali di successo sono stati rapidità e sorpresa. Ma anche capacità di adattamento».

Cos’è per lei la creatività?

«Creatività e innovazione per me sono innescate prima di tutto da una attitudine all’osservazione e alla curiosità, su tutto, maniacale. I percorsi che mi affascinano sono quelli evolutivi, mi piace pensare di essere io stesso soggetto ad una trasformazione continua che usi la sperimentazione come strumento di verifica e accolga l’imprevedibilità come fattore positivo di indirizzo e cambiamento. L’amore e gli affetti, poi, sono fattori di condizionamento straordinari».

Dalla ricerca emerge che i creativi reggiani si affidano poco ai luoghi istituzionali: cosa si può fare in più?

«L’esperienza del Fab Lab e Officucina insegna che affidarsi ai luoghi istituzionali può essere una scelta vincente, incontrando persone capaci di visione e di buon governo. Non sempre le due parti coincidono, ma c’è un momento in cui diventa importante lo scambio con le imprese e si inserisce l’economia del territorio. I tempi istituzionali a volte non sono compatibili con i necessari aggiornamenti continui degli ambiti di ricerca e innovazione e la sostenibilità dei progetti dipende da modelli di business efficaci. Il valore sociale generato va bilanciato con contributi e finanziamenti non sempre facili da ottenere».

Che emozione è stata essere il campione digitale cittadino?

«Più che emozione direi responsabilità: quando Riccardo Luna mi ha chiesto di rappresentare la città di Reggio ho accettato solo dopo avere avuto il conforto del sistema di “innovatori” che si era generato intorno al Fab La. Non era una lista di persone esaustiva e altre avrebbero meritato a pieno titolo di stare in questo gruppo di campioni digitali, ma per essere stato un mandato a titolo gratuito credo che comunque siamo riusciti a far sentire la nostra presenza e competenza in ambito nazionale, lasciando il progetto-manifesto 10+1 MakeCoding Sessions che ha anticipato dinamiche attualissime nel governo delle principali città italiane».

Com'è stato il lancio del Fab Lab? Il modello è attuale?

«Il Fab Lab di Reggio è stato tra i primi in Italia. Oggi ce ne sono più di 300, 21 in Emilia Romagna di cui sono rappresentante, con Aster. Molti di questi Fab Lab hanno preso come riferimento anche il nostro modello. Il primo anno a Reggio è stato straordinario con una risposta incredibile della città e un’attenzione a livello internazionale. Poi la vocazione del territorio unita all’opportunità del Master Food Innovation Program mi ha portato a progettare e a spostare l’attenzione al primo Fab Lab sul cibo, l’Officucina del 2015. L’incontro con l’Università di Modena e Reggio ha generato presso la facoltà d’Ingegneria il primo corso di Industrial Design, di cui sono docente».

Quali sono i punti di forza di Reggio?

«Qualità di vita ed è una conquista dopo aver vissuto in altre città sia in Italia sia all’estero. Lavorare su vocazioni del nostro territorio come food, moda, meccatronica, tra le altre, aggiunge opportunità interessanti dal punto di vista lavorativo».

Esiste un rischio di fuga dei cervelli dalla città?

«Mi piace pensare sia una possibilità di scelta. Dispiace vedere partire persone valide, ma credo che nell’attuale società connessa si possa continuare a scambiare valore anche a distanza».

Un motivo per rimanere a Reggio?

«Sono contento che le mie figlie siano cresciute a Reggio; abito in centro e la città per me è la proiezione della mia abitazione. Vivo a contatto con una comunità dinamica e vivace con cui condivido progetti e sogni come in una grande famiglia allargata. Reggio Emilia è “città delle persone”, ma è anche luogo strategico da cui è facile partire per seguire altre aspirazioni e riportare altri stimoli e riferimenti. Il progetto delle Officine Gattaglio, il nuovo workspace di cui sono parte, ha grandi potenzialità ed è un motivo in più per me per continuare ad investire su Reggio, puntando su progetti e ricerca d’avanguardia».

Un sogno nel cassetto?

«Lo spazio. Mi piacerebbe progettare l’esperienza dei viaggi interstellari. Vivere, mangiare, lavorare nello spazio. La Nasa ha coinvolto il Fab Lab di Barcellona nello studio di un laboratorio digitale da imbarcare sugli shuttle. Mi sembra una bella sfida».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google