«Sto male, non respiro più, aiutatemi»
di Tiziano Soresina
San Polo: colto da malore in aula il 40enne geloso accusato di picchiare la moglie. È malato, si è ripreso in ospedale
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SAN POLO. Un’udienza di convalida dell’arresto a dir poco drammatica ieri mattina in tribunale a Reggio, con protagonista l’operaio 40enne finito nei guai giovedì per le ripetute violenze nei confronti della moglie.
L’uomo aveva da poco risposto alle domande del giudice Simone Medioli Devoto e stava attendendo in aula la decisione del magistrato, ritiratosi in camera di consiglio. All’improvviso si è alzato in piedi dicendo, con affanno, che non riusciva a respirare ed ha accusato un forte dolore sul fianco destro. La sua è stata una disperata richiesta d’aiuto e tutti, in aula, sono dati da fare per non far precipitare la situazione. Il pm onorario Roberto Belforti, l’avvocato difensore Francesca Corsi e i carabinieri hanno affrontato l’emergenza con prontezza di spirito: il 118 è stato allertato e in fretta i soccorsi sono arrivati al palazzo di giustizia, mentre nell’attesa il 40enne è stato sdraiato sulla panca e tranquillizzato.
È stato necessario il trasferimento in ambulanza al pronto soccorso del Santa Maria Nuova, perché i sintomi erano seri, probabilmente legati alla grave malattia con cui l’operaio deve convivere da tempo, come ha spiegato in udienza poco prima al giudice.
Al pronto soccorso è andata anche la sorella, e solo più tardi il difensore è stato avvertito che il suo assistito si era ripreso dalla crisi respiratoria.
Prima del malore il 40enne ha ammesso i fatti, spiegando che sta combattendo con una grave patologia e solo la settimana scorsa ha ultimato un ciclo importante di terapie. Una condizione psicofisica che – sostiene – ne ha esasperato i comportamenti, facendolo diventare anche molto geloso. Questa la sua ricostruzione, toccando pure l’episodio di giovedì, quando ha insultato, minacciato e picchiato la moglie davanti al figlio piccolo. Una situazione familiare delicata, e proprio per questo non forniremo dati che possano rendere identificabili – anche in forma indiretta – le vittime di questa vicenda.
Il giudice, valutando che vi sia stato da diversi mesi un crescendo di atti violenti da parte dell’operaio – che è accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni – ha applicato il divieto di avvicinamento alla moglie ed anche ai luoghi frequentati abitualmente dalla donna, oltre al divieto di comunicare con qualsiasi mezzo con la coniuge. La moglie con il figlio se n’è andata dalla casa familiare ed è quindi presumibile che in quell’abitazione ora il 40enne vivrà da solo (fra l’altro domani riprenderà a lavorare perché ha ultimato le terapie), in attesa di essere processato il 12 dicembre. Un rinvio lungo del procedimento disposto dal giudice Medioli Devoto per valutare se in questo lasso di tempo la situazione familiare possa rasserenarsi o se porterà alla separazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’uomo aveva da poco risposto alle domande del giudice Simone Medioli Devoto e stava attendendo in aula la decisione del magistrato, ritiratosi in camera di consiglio. All’improvviso si è alzato in piedi dicendo, con affanno, che non riusciva a respirare ed ha accusato un forte dolore sul fianco destro. La sua è stata una disperata richiesta d’aiuto e tutti, in aula, sono dati da fare per non far precipitare la situazione. Il pm onorario Roberto Belforti, l’avvocato difensore Francesca Corsi e i carabinieri hanno affrontato l’emergenza con prontezza di spirito: il 118 è stato allertato e in fretta i soccorsi sono arrivati al palazzo di giustizia, mentre nell’attesa il 40enne è stato sdraiato sulla panca e tranquillizzato.
È stato necessario il trasferimento in ambulanza al pronto soccorso del Santa Maria Nuova, perché i sintomi erano seri, probabilmente legati alla grave malattia con cui l’operaio deve convivere da tempo, come ha spiegato in udienza poco prima al giudice.
Al pronto soccorso è andata anche la sorella, e solo più tardi il difensore è stato avvertito che il suo assistito si era ripreso dalla crisi respiratoria.
Prima del malore il 40enne ha ammesso i fatti, spiegando che sta combattendo con una grave patologia e solo la settimana scorsa ha ultimato un ciclo importante di terapie. Una condizione psicofisica che – sostiene – ne ha esasperato i comportamenti, facendolo diventare anche molto geloso. Questa la sua ricostruzione, toccando pure l’episodio di giovedì, quando ha insultato, minacciato e picchiato la moglie davanti al figlio piccolo. Una situazione familiare delicata, e proprio per questo non forniremo dati che possano rendere identificabili – anche in forma indiretta – le vittime di questa vicenda.
Il giudice, valutando che vi sia stato da diversi mesi un crescendo di atti violenti da parte dell’operaio – che è accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni – ha applicato il divieto di avvicinamento alla moglie ed anche ai luoghi frequentati abitualmente dalla donna, oltre al divieto di comunicare con qualsiasi mezzo con la coniuge. La moglie con il figlio se n’è andata dalla casa familiare ed è quindi presumibile che in quell’abitazione ora il 40enne vivrà da solo (fra l’altro domani riprenderà a lavorare perché ha ultimato le terapie), in attesa di essere processato il 12 dicembre. Un rinvio lungo del procedimento disposto dal giudice Medioli Devoto per valutare se in questo lasso di tempo la situazione familiare possa rasserenarsi o se porterà alla separazione.
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