Cerreto, brucia il monte La Nuda. Il fuoco minaccia anche il rifugio
Mobilitate cinque squadre di vigili del fuoco, che raggiungono la sommità grazie alla funivia. Il fronte delle fiamme a 150 metri dal locale La Piella: «Un disastro». Soccorritori al lavoro tutta notte
VENTASSO. Un altro maxi-incendio di sottobosco in Appennino, che nel tardo pomeriggio di ieri ha messo in pericolo il rifugio La Piella e gli impianti di risalita delle piste da sci di una delle più celebri località turistiche, Cerreto Laghi, nel territorio di Collagna.
L’allarme è scattato verso le 19 di ieri, quando decine di telefonate da parte di residenti e villeggianti hanno tempestato il centralino del 115, segnalando alte fiamme levarsi dalla sommità del monte La Nuda, al termine della seggiovia di Cerreto Laghi.
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Sul posto il comando dei vigili del fuoco ha fatto confluire un primo contingente di pompieri, che si è via via ingrossato nelle due ore successive, quando è parso chiaro che l’incendio, di grandi proporzioni, si stava propagando sempre più, complice le condizioni meteo caratterizzate dal forte vento.
Alle 21 sul posto erano operative cinque squadre di pompieri (tre da Reggio, una da Castelnovo Monti e i volontari di Collagna) per un totale di una ventina di uomini, necessari anche perché di notte gli elicotteri da Bologna non possono intervenire.
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Per di più, i rinforzi si sono trovati nell’impossibilità di salire con i defender: troppo rischioso, al buio, percorrere quelle stradine. Alle 21.30 la situazione è apparsa drammatica: l’ampio fronte del fuoco è arrivato a 150 metri dal rifugio La Piella, a quota 1.720 metri, proprio al termine della seggiovia. «Qui è una tragedia», ha commentato la responsabile del rifugio, che si trovava all’interno della struttura a presidiare la situazione.
I pompieri hanno operato, tra mille difficoltà, soprattutto a protezione del rifugio, posizionandosi intorno al perimetro per impedire l’avanzata del rogo. In accordo con i gestori, i vigili del fuoco hanno fatto entrare in funzione anche la seggiovia a quattro posti, per consentire ai soccorritori si arrivare sul posto più velocemente.
«Stiamo usando la funivia per far salire i pompieri – ha spiegato Marco Giannarelli, gestore degli impianti e del rifugio –. Prima soffiava un forte vento, volava la fuliggine e ci siamo preoccupati». Per fortuna alle 22 «il vento ha cambiato direzione. Speriamo bene».
In piena emergenza è impossibile, hanno spiegato gli specialisti, poter fare ipotesi sull’origine delle fiamme.
A Cerreto Laghi il lavoro dei vigili è proseguito tutta la notte e proseguirà anche oggi per avere ragione dell’incendio. Quest’ultimo rogo conferma l’annus horribilis: l’estate 2017 è stata caratterizzata da incendi importanti, dolosi e non, che attecchiscono con facilità, complice la grande siccità.
Ambra Prati
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