Ciclabile del Crostolo Il cantiere infinito che dura da 30 anni
Ancora da finire il percorso che unisce la città alla Bassa Tuttinbici: «Questa è la nostra Salerno-Reggio Calabria»
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REGGIO EMILIA. Una pista ciclabile che colleghi Reggio Emilia con la Bassa, seguendo il percorso naturale tracciato dal torrente reggiano. È la Ciclopista del Crostolo, un’opera attesa dai ciclisti da oltre trenta anni e che attualmente è stata costruita a macchia di leopardo, mancando ancora diversi tratti fra un Comune e l’altro.
A raccontare questa epopea è Gianfranco Fantini, presidente dell’associazione Fiab Tuttinbici, che non usa mezzi termini: «Si tratta della nostra Salerno–Reggio Calabria. È da quando siamo nati come associazione che abbiamo chiesto un collegamento fra il capoluogo e i territori della Bassa reggiana. L’idea era quella più semplice e naturale, seguire il solco tracciato dal Crostolo unendo al tempo stesso praticità e bellezza paesaggistica. Ma oggi, dopo oltre trent’anni, l’opera è ancora lontana dall’essere completata».
Un’idea che in prospettiva punta a un collegamento con i grandi percorsi ciclabili nazionale ed europei che si snodano nei pressi del fiume Po, BicItalia ed Eurovelo numero 7. E, ancora, si potrebbe arrivare fino a Canossa e alle terre matildiche per non lasciare isolate delle aree dal grande valore storico e culturale. «In più di 30 anni non siamo riusciti a fare – prosegue Fantini – dei tratti che complessivamente contano poco più di una trentina di chilometri. Il Comune di Reggio ha fatto tutta la ciclabile sull’argine del Crostolo da confine a confine ma a Cadelbosco la ciclabile si interrompe. Riprende nel territorio di Guastalla che ha completato tutto il suo tratto da Lido Po fino al ponte di Santa Vittoria. Manca in sostanza la ciclabile del Comune di Gualtieri, un pezzettino a Castelnovo Sotto e tutto il Comune di Cadelbosco Sopra».
I progetti esecutivi, secondo quanto racconta Fantini, ci sarebbero già. E per la prima volta dopo molto tempo anche i soldi per realizzarli, grazie a un emendamento, presentato nella legge di stabilità dall’onorevole Gandolfi, che eroga ingenti finanziamenti alla realizzazione delle ciclovie.
«È un treno che non possiamo perdere – spiega ancora il presidente di Tuttinbici – mai nella storia delle Finanziarie sono stati dati così tanti fondi alle ciclabili. Abbiamo sollecitato Gandolfi affinché una parte di questi soldi siano destinati a Reggio. E lui ha preso l’impegno, parlando con l’assessore regionale Donini, di dirottarli sulla ciclopista del Crostolo. Questo però è accaduto il 27 giugno, a tutt’oggi il progetto che c’è già è ancora fossilizzato ai box». Le ciclovie, conclude Fantini, «ormai hanno un numero tale di passaggi che le rende una nicchia economica importante. Dobbiamo approfittarne per colmare questo enorme gap che abbiamo ad esempio rispetto a Parma e Modena».
Leonardo Grilli
A raccontare questa epopea è Gianfranco Fantini, presidente dell’associazione Fiab Tuttinbici, che non usa mezzi termini: «Si tratta della nostra Salerno–Reggio Calabria. È da quando siamo nati come associazione che abbiamo chiesto un collegamento fra il capoluogo e i territori della Bassa reggiana. L’idea era quella più semplice e naturale, seguire il solco tracciato dal Crostolo unendo al tempo stesso praticità e bellezza paesaggistica. Ma oggi, dopo oltre trent’anni, l’opera è ancora lontana dall’essere completata».
Un’idea che in prospettiva punta a un collegamento con i grandi percorsi ciclabili nazionale ed europei che si snodano nei pressi del fiume Po, BicItalia ed Eurovelo numero 7. E, ancora, si potrebbe arrivare fino a Canossa e alle terre matildiche per non lasciare isolate delle aree dal grande valore storico e culturale. «In più di 30 anni non siamo riusciti a fare – prosegue Fantini – dei tratti che complessivamente contano poco più di una trentina di chilometri. Il Comune di Reggio ha fatto tutta la ciclabile sull’argine del Crostolo da confine a confine ma a Cadelbosco la ciclabile si interrompe. Riprende nel territorio di Guastalla che ha completato tutto il suo tratto da Lido Po fino al ponte di Santa Vittoria. Manca in sostanza la ciclabile del Comune di Gualtieri, un pezzettino a Castelnovo Sotto e tutto il Comune di Cadelbosco Sopra».
I progetti esecutivi, secondo quanto racconta Fantini, ci sarebbero già. E per la prima volta dopo molto tempo anche i soldi per realizzarli, grazie a un emendamento, presentato nella legge di stabilità dall’onorevole Gandolfi, che eroga ingenti finanziamenti alla realizzazione delle ciclovie.
«È un treno che non possiamo perdere – spiega ancora il presidente di Tuttinbici – mai nella storia delle Finanziarie sono stati dati così tanti fondi alle ciclabili. Abbiamo sollecitato Gandolfi affinché una parte di questi soldi siano destinati a Reggio. E lui ha preso l’impegno, parlando con l’assessore regionale Donini, di dirottarli sulla ciclopista del Crostolo. Questo però è accaduto il 27 giugno, a tutt’oggi il progetto che c’è già è ancora fossilizzato ai box». Le ciclovie, conclude Fantini, «ormai hanno un numero tale di passaggi che le rende una nicchia economica importante. Dobbiamo approfittarne per colmare questo enorme gap che abbiamo ad esempio rispetto a Parma e Modena».
Leonardo Grilli
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