Crepet dalla festa del Pd: «Basta con Reggio Children, fate altro»
L’attacco dello psichiatra da FestaReggio: «Non si vive di copyright, fate altro» Vanna Iori, presente al dibattito, sdrammatizza: «È stata una battuta infelice»
REGGIO EMILIA. «Basta con Reggio Children. Fate altro. Non si vive di copyright. La Montessori aveva un coraggio enorme, da sola, con figli di operai, senza soldi. Una scuola deve dare ai bambini cosa non hanno». Sono parole di fuoco quelle pronunciate sabato sera da Paolo Crepet, ospite sul palco di FestaReggio assieme alla parlamentare Pd Vanna Iori. Il celebre psichiatra, invitato per discutere dell’educazione ai tempi del web, è stato un fiume in piena e, com’è nel suo stile, non ha usato il dono della mediazione politica. Quello che pensava, lo ha detto schiettamente.
Ma la stoccata su Reggio Children ha toccato un nervo scoperto della comunità reggiana e in tanti, dalle sedie affollate di Piazza Grande, hanno scosso la testa. Il motivo è facilmente immaginabile. La frecciata di Crepet ha colpito quello che viene considerato come il fiore all’occhiello della nostra città, il sistema educativo dell’infanzia. La sintesi del discorso dell’ospite, in pratica, è stata: siete fermi a un modello vecchio di trent’anni, state insegnando ai vostri bambini un mondo che non esiste più, aggiornatevi e non abbiate la presunzione di credere che un’idea sia solo vostra.
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Ed ecco quindi che, fra gli applausi della serata, nel pubblico nasce qualche malumore: c’è chi vocifera col vicino ma nessuno ha il coraggio di intervenire apertamente. L’unica che lo ha fatto, a margine del dibattito, è stata invece la Iori. «La mia opinione – spiega la deputata Pd – è che la sua battuta, perché di questo si è trattato, se la poteva anche risparmiare. E dopo l’incontro gliel’ho anche detto. Reggio è una città di eccellenza per il lavoro educativo proprio grazie a Reggio Children, mentre in altre zone i servizi educativi sono totalmente assenti o molto scadenti. Ecco perché a mio avviso questo era il luogo meno indicato dove venire a dire una cosa del genere».
La Iori, che a differenza di Crepet conosce la mediazione politica, non ha preso di petto lo psichiatra. Anche per non rovinare il clima della serata che, nonostante la “battuta”, si è mantenuto complessivamente sereno.
«Dal palco ho preferito dire invece un’altra cosa – prosegue la parlamentare – è merito di Reggio Chldren se noi oggi abbiamo il metodo di alleanza scuola-famiglia, un pilastro anche per affrontare il discorso del web, così come sta facendo la Fondazione».
Il tema dell’incontro infatti, nonostante la stoccata di Crepet abbia catturato gran parte dell’attenzione, era il cambiamento del sistema educativo con l’exploit dell’online e della rete. E anche su questo tema l’ospite non si è risparmiato.
«La rete è troppo forte e non perdona mai – ha tuonato dal palco – l’idea che uno vale uno è una delle più grosse bestemmie. Gente che non vaccina i bambini perché l’ha detto un deejay: la prossima volta che dovete fare una ecografia fatevela fare da lui allora. L’idea che non debbano esserci più competenze è populismo becero, che non aiuta nessuno».
Lo psichiatra ha poi sottolineato il cambio antropologico di mentalità derivante dalle tecnologie: «Il telefonino piace a tutti perché è una comodità ed evitiamo le emozioni. Nelle scuole vogliono fare lezione coi tablet. Gli insegnanti non dovranno fare niente, i ragazzi diventeranno dei perfetti compratori di tutto quanto circola sul web. Nessuno guarda più l’orizzonte. Se ad un bambino avete dato tutto, gli uccidete i desideri».
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