Gazzetta di Reggio

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Arrestato allo Street Food per il furto di un cellulare

Arrestato allo Street Food per il furto di un cellulare

Il 45enne l’afferra sul banco di uno stand mentre la titolare è voltata a cucinare La donna urla e parte subito la segnalazione al 113 degli addetti alla sicurezza

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REGGIO EMILIA. Musica, cibo da strada e... furto di un telefonino.

È accaduto anche questo – domenica intorno alle 13.30 – in viale IV Novembre nell’ennesima e riuscita edizione dello “Street food festival In food we truck”. Un episodio spiacevole oltre che movimentato, da qui l’intervento della polizia. Domenica all’ora di pranzo la segnalazione arriva al 113 da un addetto alla sicurezza della manifestazione che sente la proprietaria di uno stand gastronomico urlare all’indirizzo di una persona che sta cercando di allontanarsi velocemente. All’uomo in fuga viene intimato di fermarsi, invece lui continua ad allontanarsi e contemporaneamente, con una mossa repentina, getta “qualcosa” sotto un’auto in sosta. Inseguimento a cui mette fine una pattuglia delle Volanti. Gli agenti ricostruiscono in fretta l’accaduto, una volta recuperato l’oggetto gettato sotto la macchina: si tratta del telefonino che poco prima è stato rubato dal banco dello stand, facendo scattare la reazione della proprietaria. Viene, quindi, arrestato il georgiano 45enne Mamuka Bejanishvili: è un volto noto alle forze dell’ordine (per reati contro il patrimonio), risulta clandestino. Finisce nei guai per furto aggravato dall’aver agito con destrezza. Ieri mattina il 45enne è trasferito in tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto. Davanti al giudice Luca Ramponi dice che era ubriaco ed ha sbattuto contro il banco dello stand gastronomico, facendo cadere a terra il cellulare. Parole confuse, poi alla richiesta di chiarimenti da parte del giudice Ramponi, il georgiano esclama: «Non parlo più!» In aula, allora, è il momento del botta e risposta fra accusa e difesa sulla misura cautelare. Il pm Maria Rita Pantani (titolare delle indagini) chiede che Bejanishvili rimanga in cella facendo leva sull’aggravante, mentre l’avvocato difensore Mario Di Frenna contesta la destrezza, rifacendosi a quanto ha di recente previsto sul tema la Cassazione. Per Di Frenna il suo assistito «si è limitato ad approfittare di una momentanea distrazione della donna che era voltata a cucinare e con il cellulare distante da lei». Tesi difensiva accolta dal giudice che ha derubricato l’accusa in furto semplice e disposto per il georgiano “solo” l’obbligo di firma in caserma a Sassuolo (il 45enne risulta vivere con la moglie nel Modenese) e il divieto di dimora nel Reggiano.

Se ne riparlerà in aula a metà settembre.(t.s.)



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