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«Crepet, a Reggio solo eccellenze»

«Crepet, a Reggio solo eccellenze»

L’assessore Curioni risponde alle dure critiche dell’esperto «Qui è da decenni che investiamo sui diritti dei bambini»

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REGGIO EMILIA. «Qui abbiamo investito da decenni sui diritti dei bambini, e i risultati si vedono». È una risposta lunga, garbatamente equilibrata ma decisa quella dell’assessore comunale all’Educazione e la Conoscenza, Raffaella Curioni, sulla polemica sollevata da Paolo Crept riguardo l’efficacia del sistema Reggio Children. Una risposta di chi non vuole alimentare ulteriormente la polemica e cerca di abbassare i toni del dibattito, senza però cedere di un millimetro alle bordate lanciate dalla schietta dialettica dello psichiatra. Tocca la drammatica situazione scolastica italiana, sciorina i risultati ottenuti negli anni dal “Reggio Approach”, cita la nuova legge nazionale a sostegno della prima infanzia e poi, solo alla fine, risponde a Crepet. Il cui nome compare in tutto il testo una volta sola ma si può intravedere chiaramente fra le righe. D’altronde, è lui la ragione della risposta della Curioni.

«L’Italia è un Paese attraversato da rilevanti problematiche ed emergenze sul fronte educativo – attacca l’assessore – sul territorio nazionale si verifica diffusamente l’insussistenza di nidi e scuole dell’infanzia, servizi primari non solo sul piano educativo ma anche sociale, e nello stesso tempo si fanno i conti con difficoltà a strutturare linee educative anche nella scuola primaria e secondaria». Tutto questo, però, secondo la Curioni non accade nel nostro territorio e, anzi, «l’Italia sarebbe diversa se assomigliasse un po’ di più a Reggio Emilia. Dobbiamo esserne orgogliosi, non come lo sarebbero con presunzione “i primi della classe” ma, quali cittadini adulti e responsabili, perché sappiamo e dobbiamo essere consapevoli che generazioni e generazioni di reggiani hanno potuto e potranno crescere e vivere con questo patrimonio comune di vitale importanza».

Più che un tocco di umiltà è un cleuasmo, dal verbo greco chleuazo, “diminuisco”. Uno sminuirsi iniziale per poi sferrare la stoccata retorica. Subito dopo, e forse anche a ragione, l’assessore comincia infatti ad elencare i successi del modello Reggio: «Qui abbiamo investito da decenni sui diritti dei bambini, e i risultati si vedono. La partecipazione ai nidi è di oltre il 40%, alle scuole dell’infanzia di oltre il 90%. Complessivamente siamo in media 20 punti sopra la media nazionale e ci attestiamo, a volte superandoli, sui migliori livelli europei. Non vogliamo con ciò dirci “i migliori” – altro cleuasmo – desideriamo solo garbatamente sottolineare, nell’ambito del vivace dibattito di queste ore, che Reggio Children è un pensiero educativo, un’esperienza pedagogica e prima ancora un’idea di Persona, il bambino titolare di diritti e piena personalità, conosciuta, studiata, attuata e apprezzata nel mondo, sia dagli “addetti ai lavori” sia da milioni di persone che, pur appartenendo a culture e civiltà diverse, ne intuiscono la portata e l’efficacia».

E non è infatti un caso, prosegue la Curioni, «se la legge nazionale a sostegno della prima infanzia, attesa da decenni, sia finalmente decollata in questi mesi raccogliendo e facendo tesoro del messaggio di questa città, dalle sue elaborazioni ed esperienze educative e pedagogiche, riconoscendole fra quelle più avanzate sul piano internazionale».

Altro che modello obsoleto insomma. È così attuale che lo stesso governo ha deciso di prenderlo come punto di riferimento. Una collaborazione che ha anche dei riscolti pratici: «Non è un fatto accidentale se da circa un anno Reggio Children è impegnata nel progetto “Fare Scuola” per riqualificare 60 scuole italiane, in 20 regioni, nei quartieri e nelle realtà sociali più complicati. Siamo stati chiamati dallo Stato, insieme a Enel e la sua onlus Cuore quale partner, a realizzare un progetto che riguarda il rapporto fra educazione, riqualificazione condivisa, qualità degli spazi e progetto educativo».

Ed ecco quindi perché, «i temi che il professor Crepet ha posto a Reggio Emilia nel dibattito che ha visto l’autorevole partecipazione dell'onorevole Vanna Iori, sul rapporto fra genitorialità, rete, strumenti del web, sono seri e su di essi, già ora e non da adesso, la città e il suo sistema dei servizi all’infanzia si interrogano, sviluppando ricerca e avviando progetti di conoscenza e socializzazione d’avanguardia, pronti a cogliere nuove sfide».

Leonardo Grilli

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