Industrie, si riapre con gli straordinari
di Enrico Lorenzo Tidona
Bene oleodinamica e macchine di precisione. In recupero le macchine agricole ma resta sul tavolo la crisi della Terex
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REGGIO EMILIA. Brevini fonderà i due rami sotto la spinta dei nuovi soci americani, Comer aumenta la produzione dei suoi riduttori, Bertazzoni e Smeg (quest’ultima con 26 milioni di utili nel 2016) confermano i fondamentali nel difficile settore del “bianco”, mentre la meccanica agricola torna a sperare nel traino anche del mercato interno. Sono queste le principali novità al rientro dalle ferie estive che coincide con la riapertura dei cancelli delle grandi fabbriche reggiane. Momento storicamente critico per chi non naviga in buone acque e test per quanti, dopo gli inventari e il fermo macchine, devono porre le basi per la volata di fine anno. L’idea di fondo è che la produzione sia in ripresa. Lo dicono i numeri dei vari report trimestrali così come le previsioni, ma lo dice anche la richiesta di straordinari fatta da alcune aziende per far fronte ai nuovi picchi produttivi. L’unico vero grande neo è l’ex Terex di Lentigione, che sarà presto oggetto di un nuovo incontro al ministero dello Sviluppo economico. La multinazionale finlandese Konecranes non fa passi indietro e vuole chiudere lo stabilimento. I sindacato chiedono di valutare possibili interventi di sostegno a un piano di investimenti che consenta di dare sostenibilità e continuità produttiva e occupazionale allo stabilimento reggiano del gruppo. Da questa vertenza dipende il destino di 147 lavoratori, che da mesi combattono e scioperano perché rischiano di diventare disoccupati a pochi mesi dall’acquisizione dei finlandesi.
A livello generale, come detto, la bilancia pende verso il segno più. Ad essere in gran forma sembra essere l’oleodinamica reggiana, settore strategico, a buon valore aggiunto e con un posizionamento nei mercati esteri da prima della classe. Le aziende stanno già richiedendo straordinari ai lavoratori. Qui navigano in acque calme e col vento in poppa Interpump e la controllata Walvoil (questa nel 2016 ha avuto ricavi per 192 milioni e utili per 22,4 milioni di euro) così come torna in auge Brevini dopo l’acquisizione da parte degli americani di Dana. Il nuovo perimetro aziendale porterà a una accelerazione anche sul fronte societario. Brevini Fluid Power, infatti, dovrebbe essere fusa per incorporazione in Brevini Power Transmission, secondo quanto riportato in queste ore. Una strada già inquadrata l’anno scorso che sarà imboccata con decisione dai soci americani che vogliono semplificare la catena societaria. «In generale ci aspettiamo una ripresa discreta - anticipa Sergio Guaitolini, segretario della Fiom di Reggio Emilia - ma c’è cautela. Segnali positivi ci sono ma li verificheremo a settembre».
Oltre all’oleodinamica sta navigando a buona velocità anche la meccanica di precisione. Qualche segnale giunge anche dalla meccanica agricola che nei mesi passati ha sofferto un poco. Rimbalzo positivo anche per l’automotive. «Continuano le difficoltà nel mercato del bianco - dice Guaitolini - lì c’è forte competizione. È presto per tracciare bilanci ma speriamo che i segnali vengano confermati». A tirare la volata a molte aziende sono i buoni risultati inanellati nel 2016 e approvati nel 2017. Padana Tubi - dove non manca il braccio di ferro sindacale - ha chiuso anche il 2016 con utili stratosferici per 61 milioni di euro su un fatturato di 760 milioni, secondo tra le fabbriche alla sola Interpump.
A livello generale, come detto, la bilancia pende verso il segno più. Ad essere in gran forma sembra essere l’oleodinamica reggiana, settore strategico, a buon valore aggiunto e con un posizionamento nei mercati esteri da prima della classe. Le aziende stanno già richiedendo straordinari ai lavoratori. Qui navigano in acque calme e col vento in poppa Interpump e la controllata Walvoil (questa nel 2016 ha avuto ricavi per 192 milioni e utili per 22,4 milioni di euro) così come torna in auge Brevini dopo l’acquisizione da parte degli americani di Dana. Il nuovo perimetro aziendale porterà a una accelerazione anche sul fronte societario. Brevini Fluid Power, infatti, dovrebbe essere fusa per incorporazione in Brevini Power Transmission, secondo quanto riportato in queste ore. Una strada già inquadrata l’anno scorso che sarà imboccata con decisione dai soci americani che vogliono semplificare la catena societaria. «In generale ci aspettiamo una ripresa discreta - anticipa Sergio Guaitolini, segretario della Fiom di Reggio Emilia - ma c’è cautela. Segnali positivi ci sono ma li verificheremo a settembre».
Oltre all’oleodinamica sta navigando a buona velocità anche la meccanica di precisione. Qualche segnale giunge anche dalla meccanica agricola che nei mesi passati ha sofferto un poco. Rimbalzo positivo anche per l’automotive. «Continuano le difficoltà nel mercato del bianco - dice Guaitolini - lì c’è forte competizione. È presto per tracciare bilanci ma speriamo che i segnali vengano confermati». A tirare la volata a molte aziende sono i buoni risultati inanellati nel 2016 e approvati nel 2017. Padana Tubi - dove non manca il braccio di ferro sindacale - ha chiuso anche il 2016 con utili stratosferici per 61 milioni di euro su un fatturato di 760 milioni, secondo tra le fabbriche alla sola Interpump.
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