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Frode milionaria, rimedia una denuncia

Frode milionaria, rimedia una denuncia

Un 36enne moldavo non ha pagato tasse per circa 9 milioni: la Finanza lo scopre ma lui risulta all’estero con le società

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REGGIO EMILIA. Il suo sogno nel cassetto deve essere stato quello di diventare un milionario. E a dire il vero ci è riuscito prima di compiere 40 anni ma frodando l’erario. Ci è riuscito perché non ha versato circa 9 milioni di euro di imposte - dall’Iva, all’Ires fino alle imposte sulle persone fisiche - su 30 milioni di introiti che ha accumulato grazie alla vendita di merce all’ingrosso, elettronica in primis, piazzata tramite società operative con sede a Reggio Emilia. A farla finora franca è stato un uomo d’affari di origine moldava, 36 anni di età, impigliatosi recentemente nella rete dei controlli della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, che non ha potuto non notare il divario tra quanto riportato nella sua dichiarazione dei redditi e il numero di auto e società a lui intestati. Motivo per il quale l’imprenditore straniero è stato denunciato dalle Fiamme Gialle in seguito a un indagine che ha fatto emergere un sistema di scatole cinesi architettate per non pagare le imposte in Italia. È di circa 30 milioni di euro quindi la cifra dei ricavi messi insieme dall’uomo in cinque anni, che non ha creato società vuote ma aziende operative nel settore del commercio, talvolta lasciate morire, altre volte portate oltreconfine, dove si trova del resto anche lui, a piede libero, e con una semplice denuncia presentata in procura a Reggio che dovrà ora decidere come procedere.

Il confronto con il maxi evasore è stato combattuto finora a distanza grazie alle indagini del Nucleo di polizia tributaria di Reggio Emilia. Le società create fittiziamente producevano profitti e poi venivano trasferite in Bulgaria per evitare le imposte. Operavano soprattutto nel commercio all'ingrosso di vari beni. L’uomo, secondo quanto appurato dalle Fiamme Gialle reggiane, non è nemmeno una testa di legno nonostante la giovane età e il numero di società gemmate attorno al suo nome. La sua idea imprenditoriale è semplice: incassare sia grazie alla vendita di merce, sia grazie all’evasione delle imposte in Italia. Le indagini hanno preso in esame tutti i rapporti economici delle società, il loro assetto proprietario, i dati di bilancio, peraltro mai confluiti in dichiarazioni dei redditi e la corretta attribuzione ai soci dei redditi prodotti nel territorio nazionale non compatibile con la sua posizione fiscale.

Più che dal punto di vista penale, l’indagine ha sortito per ora un effetto fiscale. L’uomo, infatti, è entrato così nel mirino dell’Agenzia delle Entrate, che cercherà di recuperare la tassazione evasa. Questione complessa anche perché con risvolti fiscali anche internazionali. Salvo il rientro dell’uomo in Italia, dove è ora segnalato. Qualora facesse ritorno qui scattarebbe l’allerta nei suoi confronti all’Agenzia delle Entrate.

Enrico Lorenzo Tidona

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