«I genitori approvano le scuole d’infanzia»
di Leonardo Grilli
Rinaldi, presidente dell’Istituzione scuole e nidi, difende il Reggio approach Dure le critiche contro Crepet: «Quando si parla è bene entrare nel merito»
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REGGIO EMILIA. Nando Rinaldi, presidente dell’Istituzione Scuole e Nidi d’infanzia recentemente nominato, elencando le linee guida del suo mandato lo scorso anno aveva detto: «Collaboreremo con l’amministrazione comunale, con Reggio Children srl e con la Fondazione per fronteggiare i nuovi bisogni e le fragilità, garantendo un buon livello di partecipazione alle scelte da parte dei Consigli Infanzia Città». Una dichiarazione che rende l’idea di quanto complesso e strutturato sia il sistema dell’educazione infantile a Reggio Emilia, che deve tener conto di tante anime e pensieri diversi. Ed è proprio partendo da questa complessità che Rinaldi parte per smontare le dichiarazioni di Crepet.
Il noto psichiatra ha criticato, prima a FestaReggio e poi ancora in un’intervista su questo giornale, il modello educativo reggiano. Voi, che siete i diretti interessati, che risposta gli date?
«Guardi, sinceramente non ho ben capito a chi fosse rivolta la critica. Il sistema delle politiche educative a Reggio Emilia è composto da tre soggetti costruiti negli anni. L’Istituzione di cui sono presidente, che ha il compito della gestione dei bambini da 0 ai 6 anni, la Fondazione e la srl nata nel 1994 per valorizzare l’approccio reggiano nel mondo. Crepet a chi si rivolgeva? Con chi voleva discutere?».
Quindi è stato poco chiaro secondo lei.
«Esatto, c’è stata poca chiarezza e un po’ di pressappochismo, credo, rispetto al dibattito della festa che, comunque, non era Reggio Children ma un tema molto complesso come il rapporto fra educazione, scuole e web molto importante e delicato. L’elemento di preoccupazione a mio avviso è la decontestualizzazione che ha fatto Crepet: si prende un tema come le nuove tecnologie, si applica all’approccio reggiano e si dice che è demodè o superato. Senza però avere gli elementi di merito su come ci approcciamo a questo tema».
Eppure c’è chi dice che vi state nascondendo dal dibattito.
«Assolutamente no. Il sistema educativo reggiano è conosciuto nel mondo ed è soggetto da sempre a critiche, elogi, riflessioni a livello internazionale. Questo dibattito non ci spaventa».
Nessun nervo scoperto dunque?
«Non capisco come si faccia a dire una cosa del genere. La nostra storia lo smentisce. Le nostre scuole sono pensate da sempre come momenti di confronto quotidiano, fra genitori equipe e insegnanti. E le famiglie ci promuovono, sono contente del nostro metodo di lavoro. Tra l’altro proprio ieri (lunedì, ndr) abbiamo fatto un incontro con il personale in vista della riapertura dell’anno scolastico il 4 settembre. E il clima è più che positivo».
Eppure Crepet a FestaReggio ha ricevuto un lungo applauso al momento della “battuta”.
«Ho ragione di credere che quell’applauso sia dovuto al contesto in cui è maturato e alla frase ad effetto. Tuttavia non dobbiamo commettere l’errore opposto di chi ci critica e siamo aperti al dibattito ma è bene conoscere ciò di cui si parla prima di dire semplicemente che qualcosa è insufficiente. Noi sperimentiamo quotidianamente e dialoghiamo tutti i giorni, perché questo è il pilastro del Reggio approach».
Parlando di dialogo, i genitori che portano da voi i loro bambini cosa pensano del Reggio approach?
«Anche su questo c’è un confronto quotidiano ed esistono degli spazi e dei momenti appositi per il dialogo con le famiglie. E i feedback che riceviamo sono positivi. Secondo me invece è preoccupante che una frase del genere sia avvenuta in un contesto non neutro come una festa di partito».
E lo dice svestendosi della veste di presidente dell’Istituzione e indossando i panni dell’esponente di Mdp.
«Militante, ma sì penso che la lettera inviata dal mio partito sia stata molto chiara e la condivido. Solleva una certa preoccupazione il fatto che l’attacco di Crepet a un elemento così importante per la storia reggiana sia avvenuto alla festa del Partito Democratico senza che da parte loro si alzasse qualche antenna che li facesse intervenire».
Parlando sempre di politica, visto che l’ha tirata in ballo lei, si aspettava una risposta immediata direttamente dal palco della festa?
«So che quando si affronta un tema di questo tipo in un confronto circoscritto per sua natura come una festa di partito, non è sempre facile dare una risposta immediata. Ma dall’altro punto di vista si deve sottolineare come il Pd e la maggioranza di governo della città nei propri documenti continuino a rivendicare Reggio Children come un loro successo fiore all’occhiello della comunità. E poi non dicano nulla. Si è prodotto un cortocircuito che Mdp ha fatto bene ad evidenziare: mettiamo 20 milioni di euro ogni anno per finanziare l’istruzione infantile e poi ci rendiamo conto che è una realtà superata?».
Crisi di giunta o crisi politica quindi?
«Sulla giunta non mi esprimo non facendone parte. Sul tema politico abbiamo evidenziato delle differenze fra noi e il Pd. D’altronde se qualcuno è uscito una ragione c’è stata».
Il noto psichiatra ha criticato, prima a FestaReggio e poi ancora in un’intervista su questo giornale, il modello educativo reggiano. Voi, che siete i diretti interessati, che risposta gli date?
«Guardi, sinceramente non ho ben capito a chi fosse rivolta la critica. Il sistema delle politiche educative a Reggio Emilia è composto da tre soggetti costruiti negli anni. L’Istituzione di cui sono presidente, che ha il compito della gestione dei bambini da 0 ai 6 anni, la Fondazione e la srl nata nel 1994 per valorizzare l’approccio reggiano nel mondo. Crepet a chi si rivolgeva? Con chi voleva discutere?».
Quindi è stato poco chiaro secondo lei.
«Esatto, c’è stata poca chiarezza e un po’ di pressappochismo, credo, rispetto al dibattito della festa che, comunque, non era Reggio Children ma un tema molto complesso come il rapporto fra educazione, scuole e web molto importante e delicato. L’elemento di preoccupazione a mio avviso è la decontestualizzazione che ha fatto Crepet: si prende un tema come le nuove tecnologie, si applica all’approccio reggiano e si dice che è demodè o superato. Senza però avere gli elementi di merito su come ci approcciamo a questo tema».
Eppure c’è chi dice che vi state nascondendo dal dibattito.
«Assolutamente no. Il sistema educativo reggiano è conosciuto nel mondo ed è soggetto da sempre a critiche, elogi, riflessioni a livello internazionale. Questo dibattito non ci spaventa».
Nessun nervo scoperto dunque?
«Non capisco come si faccia a dire una cosa del genere. La nostra storia lo smentisce. Le nostre scuole sono pensate da sempre come momenti di confronto quotidiano, fra genitori equipe e insegnanti. E le famiglie ci promuovono, sono contente del nostro metodo di lavoro. Tra l’altro proprio ieri (lunedì, ndr) abbiamo fatto un incontro con il personale in vista della riapertura dell’anno scolastico il 4 settembre. E il clima è più che positivo».
Eppure Crepet a FestaReggio ha ricevuto un lungo applauso al momento della “battuta”.
«Ho ragione di credere che quell’applauso sia dovuto al contesto in cui è maturato e alla frase ad effetto. Tuttavia non dobbiamo commettere l’errore opposto di chi ci critica e siamo aperti al dibattito ma è bene conoscere ciò di cui si parla prima di dire semplicemente che qualcosa è insufficiente. Noi sperimentiamo quotidianamente e dialoghiamo tutti i giorni, perché questo è il pilastro del Reggio approach».
Parlando di dialogo, i genitori che portano da voi i loro bambini cosa pensano del Reggio approach?
«Anche su questo c’è un confronto quotidiano ed esistono degli spazi e dei momenti appositi per il dialogo con le famiglie. E i feedback che riceviamo sono positivi. Secondo me invece è preoccupante che una frase del genere sia avvenuta in un contesto non neutro come una festa di partito».
E lo dice svestendosi della veste di presidente dell’Istituzione e indossando i panni dell’esponente di Mdp.
«Militante, ma sì penso che la lettera inviata dal mio partito sia stata molto chiara e la condivido. Solleva una certa preoccupazione il fatto che l’attacco di Crepet a un elemento così importante per la storia reggiana sia avvenuto alla festa del Partito Democratico senza che da parte loro si alzasse qualche antenna che li facesse intervenire».
Parlando sempre di politica, visto che l’ha tirata in ballo lei, si aspettava una risposta immediata direttamente dal palco della festa?
«So che quando si affronta un tema di questo tipo in un confronto circoscritto per sua natura come una festa di partito, non è sempre facile dare una risposta immediata. Ma dall’altro punto di vista si deve sottolineare come il Pd e la maggioranza di governo della città nei propri documenti continuino a rivendicare Reggio Children come un loro successo fiore all’occhiello della comunità. E poi non dicano nulla. Si è prodotto un cortocircuito che Mdp ha fatto bene ad evidenziare: mettiamo 20 milioni di euro ogni anno per finanziare l’istruzione infantile e poi ci rendiamo conto che è una realtà superata?».
Crisi di giunta o crisi politica quindi?
«Sulla giunta non mi esprimo non facendone parte. Sul tema politico abbiamo evidenziato delle differenze fra noi e il Pd. D’altronde se qualcuno è uscito una ragione c’è stata».
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