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Oggi il caso Ghini arriva davanti al Csm

Oggi il caso Ghini arriva davanti al Csm

E intanto la famiglia del bambino abusato si affida ufficialmente all’associazione La Caramella Buona 

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REGGIO EMILIA. Il caso Ghini approda oggi davanti al Csm. È infatti in agenda la riunione della Prima commissione del Csm – presieduta da Giuseppe Fanfani – con all’ordine del giorno l’avvio degli accertamenti sull’operato del gip Giovanni Ghini relativamente alla scarcerazione del pedofilo pakistano 21enne che ha suscitato talmente clamore nella società civile da catapultare il caso sulla ribalta nazionale. Il procedimento è scattato su richiesta del consigliere laico Pierantonio Zanettin, avvocato vicentino eletto nel Csm (in quota Forza Italia) tre anni fa. Quali scenari possono aprirsi per il giudice Ghini nel caso l’incompatibilità venga ritenuta concreta? Dal drastico trasferimento in un altro tribunale, oppure i “passaggi” interni più soft dal settore penale (dove da 9 anni sta ricoprendo il ruolo di gip) a quello civile, oppure dalle indagini preliminari al dibattimento. Le fasi del procedimento al Csm appaiono comunque laboriose. Dai sei mesi ad un anno i tempi pronosticabili.

Intanto si è concretizzata la promessa fatta da Roberto Mirabile, presidente dell’associazione La Caramella Buona, che in occasione della clamorosa manifestazione di giovedì scorso davanti al tribunale di Reggio Emilia, aveva abbracciato la famiglia della vittima, assicurando tutela legale gratuita. E sono diventate ufficiali le parole del fratello del bambino abusato dal pedofilo pakistano reo confesso: «Vogliamo affidarci alla Caramella Buona». «Parlare con questa famiglia, in particolare col fratello del bambino – spiega Roberto Mirabile – mi ha fatto capire quanto queste persone dignitose e rispettose dell’Italia, abbiano bisogno di una guida sicura e altamente professionale. Nei prossimi giorni, quindi, il nostro avvocato di Roma, Monica Nassisi, con la quale affrontiamo da anni complicati procedimenti penali in tutta Italia, per abusi su bambini e donne, verrà appositamente a Reggio per il conferimento dell’incarico e una prima riunione utile a definire la strategia processuale». «Desidero infine sottolineare – concludeMirabile – che stiamo ricevendo ancora tante testimonianze di solidarietà per la nostra coraggiosa iniziativa della manifestazione, da italiani e anche da pakistani della nostra provincia. Le polemiche intolleranti di qualcuno non ci interessano: il nostro tempo, ora, dobbiamo dedicarlo esclusivamente alla tutela del bambino che, ribadiamolo, consenziente proprio non può esserlo mai».



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