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Reggio Emilia: "Io, disabile, sfrattato dal Comune a 79 anni"

Reggio Emilia: "Io, disabile, sfrattato dal Comune a 79 anni"

Franco Fabbi, 79 anni, sabato dovrà lasciare il parcheggio di via Samarotto che gestisce da mezzo secolo: «Questo lavoro era la mia vita, mi hanno lasciato in mezzo alla strada»

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REGGIO EMILIA. Sono le 15 quando, nel parcheggio di via Campo Samarotto, incontriamo Franco Fabbi. Seduto sulla sua sedia a rotelle elettrica, compagna indispensabile da quando è nato, settantanove anni fa, ci accoglie con un gran sorriso e ci invita ad accomodarci nel piccolo prefabbricato che da ormai 45 anni chiama «il mio ufficio».

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Da quasi mezzo secolo ha accolto, conosciuto, stretto amicizia con migliaia di reggiani che ogni giorno sono andati a lasciare la macchina in quella piccola piazzola all’incrocio fra questura, scuola, ambulatorio e biblioteca.
Medici, poliziotti, studenti, maestre, commercianti, politici, bancari.

Ma da sabato, dovrà mollare tutto. A partire dal 4 settembre infatti quel parcheggio passerà per i prossimi otto anni in gestione a Tea, il consorzio controllato al 90% dalla società a responsabilità limitata Til. Il Comune, proprietario dell’area, ha deciso di non rinnovare la concessione all’anziano disabile e di indire una gara pubblica per l’affidamento dell’area di sosta.

E Fabbi, che ha ormai un’età molto avanzata, non aveva i requisiti per parteciparvi. Così a vincere è stata Tea, che gestisce quasi tutti gli altri parcheggi della città, e che vi traccerà le strisce blu installando il parchimetro con le tariffe del centro storico, un euro all’ora con una franchigia per i primi 15 minuti.

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Nel frattempo, vista la delicatezza della questione, è arrivata anche una nota di chiarimento firmata dall'assessore Mirko Tutino e dal comandante della Municipale Stefano Poma.

"Pensiamo che sia opportuno fare un po' di chiarezza rispetto ai contorni della storia riguardante il nuovo affidamento del parcheggio di via Campo Samarotto.

Nei giorni scorsi abbiamo spiegato al signor Fabbi quali siano le ragioni dell'impossibilità di procedere con ulteriori proroghe e di fronte al quadro personale che ci ha fornito abbiamo espresso tutta la nostra disponibilità perché il Comune - con i servizi che si occupano delle persone anziane e in difficoltà - possano supportare la qualità della vita del signor Fabbi, già in pensione già da alcuni anni, come avviene per tantissimi altri cittadini in stato di necessità.

Di questo abbiamo informato anche il vicesindaco e assessore al welfare Matteo Sassi, il quale è a disposizione da subito per un incontro con il signor Fabbi, per costruire con lui un progetto che lo impegni e dia dignità al suo tempo. Questo avviene nelle città civili, con trasparenza e pari diritti rispetto a chiunque altro.

Rispetto alla cornice amministrativa, la concessione al signor Fabbi nasce in un periodo storico (gli anni '70) in cui gli affidamenti di aree pubbliche non erano oggetto di gara o di altre procedure competitive a evidenza pubblica. Negli anni scorsi, in attesa di arrivare alla nuova gara di gestione della sosta svoltasi nel 2016, la concessione è sempre stata prorogata di volta in volta e in ogni occasione il titolare - o le persone da lui delegate a occuparsi della questione - hanno ricevuto proroghe di durata annuale.

A dicembre 2016, essendo in corso il nuovo affidamento del servizio all'aggiudicatario della gara, questa proroga è stata ridotta al primo semestre 2017 ai quali si sono aggiunti altri due mesi proprio per consentire al titolare una graduale uscita dalla gestione. L'ultima lettera contenente la scadenza (prorogata) di settembre è stata consegnata al signor Fabbi nei primi giorni di luglio. Il procedimento è stato seguito, in linea tecnica, dal Comandante della Polizia Municipale in quanto dirigente ad interim del servizio mobilità, mentre il signor Fabbi è affiancato da un amministratore che conosce le norme e ha sempre mantenuto tutti i rapporti.

Venendo all'area di sosta, ci ha colpito che sia stato chiesto proseguire una gestione che nominalmente è intestata al signor Fabbi, ma che da anni vede la presenza di altre figure, rispetto alle quali non ci sono note le modalità di retribuzione. Oltretutto non esiste un rendiconto contabile degli incassi del parcheggio.

Il Consorzio Tea - che ha tutti i diritti di subentrare in quanto vincitore di una gara - è composto al 90% da Til, società pubblica che con le risorse ottenute dalla sosta gestisce gli scuolabus della città. Mi preme sottolineare come i servizi scolastici erogati da Til e rivolti ai bambini e alle famiglie reggiane siano di qualità grazie alle risorse che si ottengono "dagli stalli blu".

Se, per esempio, Til è in grado di avere mezzi attrezzati per il trasporto degli studenti con disabilità motorie e fare - al prezzo di qualsiasi altro pullman - gite scolastiche accessibili a tutti, è grazie a ciò che si incassa con la sosta della città. Questo aspetto è importante affinché per aiutare una persona in difficoltà (in buona fede) non si faccia un danno a tante altre persone.

A ciò si aggiunge che il ritorno a una gestione di quel parcheggio consentirà la sosta gratuita per i residenti e garantirà una totale trasparenza rispetto ai tempi di utilizzo ed agli incassi di un'area di proprietà pubblica e che appartiene cioè a tutti i cittadini reggiani.

Il nostro parere, e lo diciamo avendo conosciuto Franco ed avendo ascoltato la sua storia, è che viste le condizioni della gestione in essere e la sua situazione personale, possa essere positivo anche per lui se amici e conoscenti lo supportino e ci aiutino nel costruire per lui un'alternativa che non sia connessa alla gestione di quel parcheggio consentendo a quell'area di essere gestita in piena legalità e trasparenza
”.

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