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Caso sospetto di Zika a Quattro Castella

Caso sospetto di Zika a Quattro Castella

Una donna è rientrata da Cuba quando ha avvertito i sintomi del virus. Disinfestazioni in atto sia nel comune sia a Reggio 

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QUATTRO CASTELLA. Caso sospetto di Zika a Quattro Castella per una donna rientrata da poco in Italia dopo un viaggio a Cuba, nazione in cui è in corso un’epidemia di questa malattia.

Rincasata a Quattro Castella, s’è sentita poco bene e s’è rivolta ai sanitari per un controllo. La segnalazione è giunta ieri alla direzione dell’Ausl di Reggio Emilia, attivatasi per i controlli. La donna, infatti, risiede a Quattro Castella ma lavora nella città capoluogo.

Le due municipalità hanno avviato i trattamenti di disinfestazione nei luoghi di permanenza della persona che avrebbe contratto il virus a Cuba. Organizzati in collaborazione con Iren, i trattamenti saranno ripetuti anche oggi. S’interverrà a Puianello e anche in un’area commerciale prossima a via Dorso, in città. Le operazioni saranno effettuate dalle 8 alle 13 e ripetute per tre giorni di fila.

I trattamenti potranno estendersi qualora la diagnosi di Zika venisse confermata dai medici.

Di prassi, si effettuano trattamenti di disinfestazione in un’area di cento metri attorno ai luoghi in cui la persona infetta (o, in questo caso, sospettata d’infezione) ha soggiornato nelle giornate precedenti alla segnalazione. L’operazione serve per impedire la diffusione a livello locale. L’oggetto contro cui è rivolta la disinfestazione è rappresentato dalle zanzare tigre. Se infetti, questi tipi di insetti possono essere un vettore della malattia, trasmissibile anche con rapporti sessuali con un partner soggetto a infezione.

Secondo un primo quadro clinico, la persona non è in condizioni preoccupanti. La malattia da virus Zika solitamente si manifesta con febbre, dolori ossei e muscolari; in alternativa, possono esserne sintomi manifestazioni cutanee simili a quelle del morbillo, accompagnate talvolta da forme di prurito. Le conseguenze possono essere gravi nel caso in cui a contrarla sia una donna in gravidanza. Il neonato, infatti, potrebbe risultare affetto da disturbi neurologici e cognitivi, oltre che da microcefalia.

Dall’Ausl di Reggio informano che i casi sinora riscontrati nel nostro Paese sono legati soprattutto a viaggi all’estero. La malattia era tipica un tempo delle aree tropicali. L’azienda sanitaria consiglia di mettere in atto tutte le misure necessarie per ridurre la presenza e la diffusione delle zanzare. Un compito a cui possono contribuire anche i cittadini. Inoltre, è opportuno adottare misure di protezione per le persone dirette in Paesi nei quali vi è un’ampia diffusione del virus, rivolgendosi all’Ausl per informazioni.(g.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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