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«Io, disabile sfrattato per 30 strisce blu»

di Leonardo Grilli
«Io, disabile sfrattato per 30 strisce blu»

Franco Fabbi, 79 anni, sabato dovrà lasciare il parcheggio che gestisce da mezzo secolo: «Questo lavoro era la mia vita»

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REGGIO EMILIA. Sono le 15 quando, nel parcheggio di via Campo Samarotto, incontriamo Franco Fabbi. Seduto sulla sua sedia a rotelle elettrica, compagna indispensabile da quando è nato, settantanove anni fa, ci accoglie con un gran sorriso e ci invita ad accomodarci nel piccolo prefabbricato che da ormai 45 anni chiama «il mio ufficio». Da quasi mezzo secolo ha accolto, conosciuto, stretto amicizia con migliaia di reggiani che ogni giorno sono andati a lasciare la macchina in quella piccola piazzola all’incrocio fra questura, scuola, ambulatorio e biblioteca.

Medici, poliziotti, studenti, maestre, commercianti, politici, bancari. Tutti loro si sono affezionati a quel dolce signore in carrozzina che, fra un sorriso e l’altro, ha scandito il ritmo delle loro vite per decenni. E che, da sabato, dovrà mollare tutto. A partire dal 4 settembre infatti quel parcheggio passerà per i prossimi otto anni in gestione a Tea, il consorzio controllato al 90% dalla società a responsabilità limitata Til. Il Comune, proprietario dell’area, ha deciso di non rinnovare la concessione all’anziano disabile e di indire una gara pubblica per l’affidamento dell’area di sosta. E Fabbi, che ha ormai un’età molto avanzata, non aveva i requisiti per parteciparvi. Così a vincere è stata Tea, che gestisce quasi tutti gli altri parcheggi della città, e che vi traccerà le strisce blu installando il parchimetro con le tariffe del centro storico, un euro all’ora con una franchigia per i primi 15 minuti. I proventi della sosta andranno a finanziare il servizio di scuolabus ma così Fabbi perderà la fonte principale del suo reddito.

«Un mese fa hanno deciso di mandarmi via per fare le strisce blu – ci racconta – dopo 45 anni che sono qui e ho sempre pagato tutto. E ho dovuto saperlo dai giornali. Lunedì finalmente mi hanno convocato in Comune assieme al mio tutore, c’era l’assessore Tutino e il comandante della Municipale, Poma».

Mentre parla Fabbi si commuove, al punto che deve fermarsi un attimo. Si piega sulle ginocchia, si asciuga il viso con la mano che riesce a muovere solo in parte, e prosegue: «Ho chiesto loro col cuore se potessero lasciarmelo altri due anni, sono molto vecchio e sono disabile quasi al 100%, quel tempo mi sarebbe bastato per vivere con dignità. Ma mi hanno detto di no. Allora ho chiesto se potevano prorogare la concessione almeno fino a Natale, per avere qualche mese per abituarmi all’idea, questa è tutta la mia vita. Ma mi hanno spiegato che non era possibile».

Dal colloquio dunque, ci spiega Fabbi, non è uscita nessuna soluzione. E sabato 2 settembre sarà il suo ultimo giorno di lavoro. «Da quel momento – prosegue mentre le auto continuano ad andare e venire nel parcheggio – non potrò fare altro che mettermi sul divano e aspettare di morire. Pago 500 euro di affitto al mese, altri 1.200 euro per la mia badante, come posso sopravvivere con una pensione di invalidità di 1.600 euro?».

In 45 anni di attività e di lavoro Franco è diventato una delle figure storiche della città. Un patrimonio di reggianità amato per la sua dolcezza e la sua bontà. Al punto che, ci racconta, sono stati diversi quelli che sono andati ad aiutarlo al parcheggio: «All’inizio avevo come socio Enzo Canovi e dopo la sua morte ho continuato io altri 33 anni con qualcuno che mi aiutava fra cui anche un poliziotto in pensione. Qui sono passati tutti. Questori, medici del San Michele, maestre del Da Vinci. Tutti mi lasciavano le chiavi delle loro auto e non c’è mai stato un problema».

Un affetto, quello verso l’anziano disabile, che possiamo toccare con mano anche noi. Mentre, seduti accanto a lui, lo intervistiamo, è un continuo via vai di persone che lo sostengono, si commuovono, non si capacitano di questa decisione. «Siamo con te Franco – gli dicono abbracciandolo – se fai una raccolta firme io ci sono. Non devi mollare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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