Medico ospedaliero falciato sulle strisce
di Ambra Prati
Incidente a Roma, vittima il geriatra guastallese Alberto Tagliavini, 66 anni. Dopo la pensione si dedicava al volontariato
2 MINUTI DI LETTURA
GUASTALLA. Attraversava la strada sulle strisce a Roma, dove era andato a trovare figlia e nipotine, quando è stato falciato da una moto. È morto in queste circostanze drammatiche, all’età di 66 anni, un volto molto noto a Guastalla, il dottor Alberto Tagliavini, per oltre trent’anni medico internista del reparto di Medicina nell’ospedale guastallese.
Tagliavini si recava spesso nella capitale, dove abita una delle due figlie, Chiara, e dove appena possibile andava a trovare le due nipotine. Martedì sera il medico era in compagnia della famiglia e aveva appena attraversato le strisce pedonali, quando, forse per un ripensamento, è tornato indietro: almeno questo è quanto hanno dichiarato i testimoni sul posto.
Il motociclista, partito in velocità pensando che ormai tutti avessero attraversato, non è riuscito ad evitarlo e lo ha centrato, sotto gli occhi dei familiari. Il pedone è stato sbalzato e nel ricadere sull’asfalto ha sbattuto la testa, riportando un grave trauma cranico.
Al pronto soccorso i medici hanno tentato di operarlo, ma il 66enne è spirato poco dopo, nella notte.
Per riportare la salma nel Reggiano e fissare i funerali occorrerà attendere il nulla osta. I parenti si trovano a Roma, mentre ieri, dall’abitazione di via Solarolo, rispondeva al telefono l’altra figlia, Giulia, affranta.
Tagliavini, originario di Bologna dove si era laureato – conseguendo due specializzazioni, igiene e geriatria –, si era trasferito a Guastalla per lavoro all’inizio degli anni 80 e all’ospedale della Bassa ha trascorso tutta la propria esperienza lavorativa. Nella struttura guastallese non c’è la pediatria, ma per anni Tagliavini ha ricoperto il ruolo di responsabile della struttura geriatrica, una sezione del reparto di Medicina, fino alla pensione per raggiunti limiti di età, nel 2011.
Lo ha incontrato l’ultima volta in centro a Guastalla prima dell’estate, ed è rimasto addolorato dalla notizia, il dottor Antonio Di Mare, fino a due anni fa direttore sanitario dell’ospedale guastallese. «Un collega stimatissimo, non solo per la professionalità ma per le indubbie doti umane – ha dichiarato Di Mare –. Me lo ricordo sempre allegro, collaborativo, mai una discussione. Soprattutto era molto apprezzato per le sue capacità relazionali con i pazienti: dote rara, fossero tutti così. Non a caso negli ultimi anni si era impegnato in iniziative di volontariato».
Al volontariato in ambito sanitario si era dedicato ancor più dopo la pensione, prestando il suo tempo alla Casa della Carità di Novellara e all’associazione “Noi per l’hospice”, costituitasi ufficialmente nell’aprile 2012.
«Tagliavini faceva assistenza ai malati terminali dell’hospice, inserendosi ogni settimana nei turni per offrire compagnia e supporto ai pazienti. Un compito che gli si addiceva», afferma il presidente dell’associazione, Stefano Spagnolo.
Lascia la moglie Marina, insegnante elementare, le figlie Giulia e Chiara, i nipoti e una mamma ultranovantenne.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tagliavini si recava spesso nella capitale, dove abita una delle due figlie, Chiara, e dove appena possibile andava a trovare le due nipotine. Martedì sera il medico era in compagnia della famiglia e aveva appena attraversato le strisce pedonali, quando, forse per un ripensamento, è tornato indietro: almeno questo è quanto hanno dichiarato i testimoni sul posto.
Il motociclista, partito in velocità pensando che ormai tutti avessero attraversato, non è riuscito ad evitarlo e lo ha centrato, sotto gli occhi dei familiari. Il pedone è stato sbalzato e nel ricadere sull’asfalto ha sbattuto la testa, riportando un grave trauma cranico.
Al pronto soccorso i medici hanno tentato di operarlo, ma il 66enne è spirato poco dopo, nella notte.
Per riportare la salma nel Reggiano e fissare i funerali occorrerà attendere il nulla osta. I parenti si trovano a Roma, mentre ieri, dall’abitazione di via Solarolo, rispondeva al telefono l’altra figlia, Giulia, affranta.
Tagliavini, originario di Bologna dove si era laureato – conseguendo due specializzazioni, igiene e geriatria –, si era trasferito a Guastalla per lavoro all’inizio degli anni 80 e all’ospedale della Bassa ha trascorso tutta la propria esperienza lavorativa. Nella struttura guastallese non c’è la pediatria, ma per anni Tagliavini ha ricoperto il ruolo di responsabile della struttura geriatrica, una sezione del reparto di Medicina, fino alla pensione per raggiunti limiti di età, nel 2011.
Lo ha incontrato l’ultima volta in centro a Guastalla prima dell’estate, ed è rimasto addolorato dalla notizia, il dottor Antonio Di Mare, fino a due anni fa direttore sanitario dell’ospedale guastallese. «Un collega stimatissimo, non solo per la professionalità ma per le indubbie doti umane – ha dichiarato Di Mare –. Me lo ricordo sempre allegro, collaborativo, mai una discussione. Soprattutto era molto apprezzato per le sue capacità relazionali con i pazienti: dote rara, fossero tutti così. Non a caso negli ultimi anni si era impegnato in iniziative di volontariato».
Al volontariato in ambito sanitario si era dedicato ancor più dopo la pensione, prestando il suo tempo alla Casa della Carità di Novellara e all’associazione “Noi per l’hospice”, costituitasi ufficialmente nell’aprile 2012.
«Tagliavini faceva assistenza ai malati terminali dell’hospice, inserendosi ogni settimana nei turni per offrire compagnia e supporto ai pazienti. Un compito che gli si addiceva», afferma il presidente dell’associazione, Stefano Spagnolo.
Lascia la moglie Marina, insegnante elementare, le figlie Giulia e Chiara, i nipoti e una mamma ultranovantenne.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
