Arrestato il complice del rapinatore
In manette un 22enne scappato con un bottino di 25mila euro dopo il blitz in gioielleria. Ha confessato in aula
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CORREGGIO. Arrestato il complice dell’aggressore all’orefice secondo quanto ricostruito dai carabinieri coordinati nelle indagini dal pm Stefania Pigozzi: è finito in cella il 22enne Ben Hicham Bouaziz che per gli inquirenti l’8 giugno scorso aveva fatto razzia di gioielli all’Arte Orafa, gioielleria della Galleria Politeama.
Per quella rapina, nel giro di poche ore era stato arrestato il tunisino 28enne Abdelkarim Slogui, mentre il complice era riuscito a fuggire. Ma quest’ultimo era stato poi identificato e per lui la procura aveva richiesto la misura cautelare in carcere, in prima battuta respinta a Reggio dal gip (che aveva optato per gli arresti domiciliari) ma poi disposta dal Riesame di Bologna su impugnazione del pm Pigozzi. Mercoledì, quindi, l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre ieri Bouaziz ha affrontato l’interrogatorio di garanzia in tribunale a Reggio, smentendo quanto affermato in precedenza dal 28enne. Il 22enne – difeso dall’avvocato Fabio Benati – ha risposto alle domande del gip Angela Baraldi: ha ammesso i fatti, indicando però come la “mente” fosse Slogui più vecchio di lui, aggiungendo di aver poi messo la refurtiva nel posto prefissato e di non aver più saputo nulla di quegli oggetti preziosi. Bouaziz – nativo di Acerra (Napoli) – è da poco rientrato dall’estero e mercoledì in caserma ha trovato la “sorpresa” dell’arresto.
Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, lo scorso 8 giugno il 28enne Slogui – residente a Correggio – si presenta al titolare dell’attività, il 60enne vietnamita Trinh Hoang Hung, con una catenina. Gli chiede di lucidare la catenina, una richiesta molto comune ai gioiellieri. Poi, qualcosa cambia. L’orefice è spintonato dietro al bancone, il nordafricano sfodera un coltello («non da cucina, piuttosto un pugnale appuntito; sembrava fatto a mano», specifica poi il derubato) e inizia la colluttazione. Hung resiste e rimedia alcune coltellate. «Quando ha tirato fuori il pugnale, gli ho dato una manata e l’arma è caduta per terra vicino al muro – ha raccontato il titolare – e abbiamo lottato, finché lui mi ha costretto a stendermi a pancia in giù sotto il bancone. Ho sentito un dolore al costato; era lui che aveva ripreso in mano il coltello e mi aveva ferito. Per fortuna avevo una maglia spessa». Nel frattempo, Bouaziz era riuscire ad arraffare un bottino pari a circa 25mila euro in monili d’oro e a fuggire facendo perdere le sue tracce.
Ci stava riuscendo anche Slogui, inseguito dal titolare, bastone alla mano. Provvidenziale l’intervento dei carabinieri di Correggio. I militari sono stati chiamati da alcuni correggesi, allertati dalle grida del commerciante e dalla scena.
Dalla descrizione dell’aggressore i carabinieri sono riusciti in breve tempo a rintracciare e arrestare Slogui, operaio incensurato.
La prosecuzione delle indagini ha portato ora all’arresto anche del complice. (g.f.-t.s.)
Per quella rapina, nel giro di poche ore era stato arrestato il tunisino 28enne Abdelkarim Slogui, mentre il complice era riuscito a fuggire. Ma quest’ultimo era stato poi identificato e per lui la procura aveva richiesto la misura cautelare in carcere, in prima battuta respinta a Reggio dal gip (che aveva optato per gli arresti domiciliari) ma poi disposta dal Riesame di Bologna su impugnazione del pm Pigozzi. Mercoledì, quindi, l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre ieri Bouaziz ha affrontato l’interrogatorio di garanzia in tribunale a Reggio, smentendo quanto affermato in precedenza dal 28enne. Il 22enne – difeso dall’avvocato Fabio Benati – ha risposto alle domande del gip Angela Baraldi: ha ammesso i fatti, indicando però come la “mente” fosse Slogui più vecchio di lui, aggiungendo di aver poi messo la refurtiva nel posto prefissato e di non aver più saputo nulla di quegli oggetti preziosi. Bouaziz – nativo di Acerra (Napoli) – è da poco rientrato dall’estero e mercoledì in caserma ha trovato la “sorpresa” dell’arresto.
Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, lo scorso 8 giugno il 28enne Slogui – residente a Correggio – si presenta al titolare dell’attività, il 60enne vietnamita Trinh Hoang Hung, con una catenina. Gli chiede di lucidare la catenina, una richiesta molto comune ai gioiellieri. Poi, qualcosa cambia. L’orefice è spintonato dietro al bancone, il nordafricano sfodera un coltello («non da cucina, piuttosto un pugnale appuntito; sembrava fatto a mano», specifica poi il derubato) e inizia la colluttazione. Hung resiste e rimedia alcune coltellate. «Quando ha tirato fuori il pugnale, gli ho dato una manata e l’arma è caduta per terra vicino al muro – ha raccontato il titolare – e abbiamo lottato, finché lui mi ha costretto a stendermi a pancia in giù sotto il bancone. Ho sentito un dolore al costato; era lui che aveva ripreso in mano il coltello e mi aveva ferito. Per fortuna avevo una maglia spessa». Nel frattempo, Bouaziz era riuscire ad arraffare un bottino pari a circa 25mila euro in monili d’oro e a fuggire facendo perdere le sue tracce.
Ci stava riuscendo anche Slogui, inseguito dal titolare, bastone alla mano. Provvidenziale l’intervento dei carabinieri di Correggio. I militari sono stati chiamati da alcuni correggesi, allertati dalle grida del commerciante e dalla scena.
Dalla descrizione dell’aggressore i carabinieri sono riusciti in breve tempo a rintracciare e arrestare Slogui, operaio incensurato.
La prosecuzione delle indagini ha portato ora all’arresto anche del complice. (g.f.-t.s.)
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